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.dsy:it. : Powered by vBulletin version 2.3.1 .dsy:it. > Community > Forum De Bell Tolls > [potenza audio] Dubbio atroce che non mi fa dormire la notte....
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DarkGod
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Question [potenza audio] Dubbio atroce che non mi fa dormire la notte....

Ragazzi, ho un dubbio che mi attanaglia il cervello (ma quale cervello?? :P) da diverso tempo, e non riesco a trovare una spigazione nemmeno "googolando" o chiedendo in giro.

Come mai tutti gli attuali CD musicali prodotti nei grandi studi di produzione sono registrati con un volume decisamente alto e con suoni pulitissimi e assolutamente privi di distorsione, mentre se registro io uno strumento, e trasferisco la traccia cu CD, il suono risulta molto più ovattato o distorto?

Potenza dei costosissimi mezzi degli studi di produzione odierni, direte voi.

Ok, su questo non c'è dubbio.

Il problema è che se creo un pezzo di batteria elettronica con un programma sequencer, il suono che ottengo è cmq più basso rispetto alla batteria (elettronica o reale che sia) di un CD acquistato in negozio.
Se cerco di alzare il volume (prima di trasferire la traccia sul cd) il suono che ottengo ha sì un volume più alto, ma è un po' distorto.

A questo punto mi chiedo: ma la batteria elettronica non dovrebbe avere un suono virtualmente perfetto?

Come fanno ad ottenere un suono così "potente"? Da cosa dipende, se non dal volume con cui sono registrate le varie traccie?

Per caso qualcuno me lo sa spiegare? :?

Grazie in anticipo :)

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12-02-2006 22:03
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korn
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Prova ad applicare un compressore e un equalizzatore parametrico.

Quando alzi i volumi per forza di cose alcuni picchi vanno oltre il range gestibile dalla strumentazione e saturano, creando distorsione. Applicando una compressione e EQ ben tarato si può alzare il volume tagliando i picchi e mantenendo il suono pulito, ma non esagerare perché perderesti dinamica e suonerebbe tutto molto "finto e plasticoso".

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Sono i miracoli del mastering.

http://www.bbesound.com/products/maxim/882i.asp

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DarkGod
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Originally posted by korn
Prova ad applicare un compressore e un equalizzatore parametrico.

Quando alzi i volumi per forza di cose alcuni picchi vanno oltre il range gestibile dalla strumentazione e saturano, creando distorsione. Applicando una compressione e EQ ben tarato si può alzare il volume tagliando i picchi e mantenendo il suono pulito, ma non esagerare perché perderesti dinamica e suonerebbe tutto molto "finto e plasticoso".


Sì, in realtà ho già provato cose di questo tipo (equalizzatore, compressore, effetti vari...) e ovviamente le cose migliorano... ma non raggiungo cmq mai la potenza sonora dei CD commerciali.
Quello che non capisco è come mai nemmeno i suoni artificiali siano così; mi aspetterei che un campione di batteria elettronica fosse (per quanto magari non naturale) già registrato con un volume massimizzato.
Poi a dire il vero mi è anche capitato di sentire dei demo autoprodotti che avevano un suono decisamente scarso come qualità (chiaramente registrato con microfoni a basso costo e con un lavoto di post-produzione quasi nullo) ma cmq ad un volume decisamente alto..... :shock:

Per ottenedere una cosa del genere devo per forza usare apparecchiature apposite...? Quindi NON è di fatto possibile aumentare via software il volume di masterizzazione di un CD ?

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Last edited by DarkGod on 13-02-2006 at 09:33

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Ho notato un'altra cosa: se io prendo una traccia già mixata, e la sovrappongo a sè stessa (cioè in un programma multitraccia ne metto 2 uguali contemporeneamente e le mixo insieme) ottengo la stessa traccia ad un volume molto più alto. E il suono NON è distorto come se sarebbe successo se avessi semplicemente alzato il volume... è normale?

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13-02-2006 10:16
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In realtà non è solo una questione di ampiezza dell'onda, ma anche di fase e di equalizzazione.
Senza contare che se il suono su cui lavori fa cagare, è spompo e senza dinamica, puoi fare ben poco in fase di mastering.

Nonostante sia assolutamente impossibile tirare fuori un suono come quello dei Korn o degli Alter Bridge lavorando in casa con dei monitor da 250 euro e una manciata di plugins, ho ottenuto dei risultati che mi hanno soddisfatto (accontentandomi un pò, chiaramente...) usando Izotope Ozone + L2 Ultramaximizer + PAZ Psychoacoustic Analyzer per il monitoring.

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13-02-2006 10:17
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Originally posted by LazerPhEa
In realtà non è solo una questione di ampiezza dell'onda, ma anche di fase e di equalizzazione.
Senza contare che se il suono su cui lavori fa cagare, è spompo e senza dinamica, puoi fare ben poco in fase di mastering.

Nonostante sia assolutamente impossibile tirare fuori un suono come quello dei Korn o degli Alter Bridge lavorando in casa con dei monitor da 250 euro e una manciata di plugins, ho ottenuto dei risultati che mi hanno soddisfatto (accontentandomi un pò, chiaramente...) usando Izotope Ozone + L2 Ultramaximizer + PAZ Psychoacoustic Analyzer per il monitoring.


Beh certo, non pretendo di avere una produzione "alla Hypocrisy" chiaramente (ma anche i CD di Britney spears, per quanto mi facciano cagare, nel loro genere hanno una produzione spattacolare), ma cmq qualcosa di meglio di un suono che sembra venire dalla cantina :D
Scusa l'ignoranza, ma i programmi che hai citato dovrei utilizzarli dopo il mixaggio (sulla traccia completa) o sulle singole tracce?

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13-02-2006 10:29
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Originally posted by DarkGod

Scusa l'ignoranza, ma i programmi che hai citato dovrei utilizzarli dopo il mixaggio (sulla traccia completa) o sulle singole tracce?

Il mastering lo fai dopo il mixing, quindi sulla tua traccia finale.
Al più, quello che puoi fare su alcune tracce che vuoi pompare un pò è usare l'Ultramaximizer, ma ancora meglio un buon compressore come il Renaissance Compressor.
Potresti anche (ma qui la cosa si fa dura) usare una compressione in sidechain tra la cassa della batteria e la traccia di basso.

Ah: e il trucco è usare tutto con estrema parsimonia, ovvero partire già con delle tracce di buona qualità e spinta, evitando di smanacciarle in post-produzione. ;)

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13-02-2006 10:35
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Il mastering lo fai dopo il mixing, quindi sulla tua traccia finale.
Al più, quello che puoi fare su alcune tracce che vuoi pompare un pò è usare l'Ultramaximizer, ma ancora meglio un buon compressore come il Renaissance Compressor.
Potresti anche (ma qui la cosa si fa dura) usare una compressione in sidechain tra la cassa della batteria e la traccia di basso.

Ah: e il trucco è usare tutto con estrema parsimonia, ovvero partire già con delle tracce di buona qualità e spinta, evitando di smanacciarle in post-produzione. ;)


OK, grazie mille per i chiarimenti ;)
Il problema più grosso cmq è proprio avere delle buone tracce di partenza... non avendo capitali da spendere, chiaramente.
Ah, tra i programmi che mi hai citato me ne consigli uno in particolare?

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13-02-2006 10:40
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he he mio caro darky eccoti arrivato ad un punto cruciale a cui arrivano tutti gli home recorders...

Lazer ti ha già dato dei buoni consigli dai quali partire. Cmq, tieni conto di un paio di cose che ti espongo quì di seguito.

Il suono che viene fuori dai migliori studios americani, inglesi etc. sono frutto di una alchemica congiunzione di macchinari dal costo esorbitante, tipo mixer Neve da 400.000$, compressori valvolari ultra pregiati da 4000$ l'uno e microfoni esoterici; il tutto guidato da raffinati artigiani la cui sapienza ed abilità sono frutto di svariati anni di lavoro e di un'innato senso del gusto e coadiuvato da ambienti severamente trattati e progettati allo scopo.

In poche parole, l'utente medio che si compra una scheda semipro e dispone dei pacchetti sw più diffusi ha sì a disposizione un potente mezzo espressivo, ma cercare il paragone con certi titani sarebbe come andare a sfidare una ferrari F50 guidata da schumacher con una punto GT...

Non per questo non si possono cmq ottenere buoni risultati con un'attrezzatura amatoriale (soprattutto cercando di spingere sul contenuto artistico, cosa di cui invece sono spesso carenti le grandi produzioni), ma per fare questo sono richieste sapienza e destrezza quasi da professionisti. Bisogna studiare ed esercitarsi seriamente insomma, anche perchè le macchine esoteriche di cui sopra praticamente suonano sempre bene, mentre una attrezzatura amatoriale va saputa spremere.

Cmq i fattori che incidono sulla qualità del suono sono innumerevoli, ma soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione di fonti esterne la qualità del suono di partenza rappresenta già un buon 80%. Nessun effetto può recuperare quello che si perde in fase di registrazione...

I "martello e scalpello" del mixing sono compressore ed equalizzatore, imparare ad usare questi in modo appropriato sulle traccie già può portare a risultati di tutto rispetto. Poi si può passare ad esplorare altri tipi di effettistica.
Il mastering come già detto avviene sul mix già finito, per correggerne alcuni difetti e migliorarne il suono, ma l'intervento è cmq limitato a conferire "la patina" e sgrossare qualche errore e si deve disporre di un buon mix, altrimenti è del tutto inefficace. Cmq nel mastering se si esagera si può benissimo peggiorare invece che migliorare.

Programmi: per il mixing gli effetti plug-in della waves sono i più usati ed apprezzati, per il mastering i sw semi-pro (i pro fanno ampio uso di hardware dedicato) che vanno per la maggiore sono Izotope della Ozone e T-Racks della ik-multimedia.

Cmq, tieni conto che la strada per la qualità sonora è in costante salita: se uno si fà prendere troppo la mano (e per un amatore in fondo non ha molto senso) ti assicuro che non si smette mai di spendere ed imparare. Però imparare non costa niente e dà sempre risultati, spendere costa caro e non sempre porta ai risultati sperati...

:ciao:

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Ah, una cosa: non ti fare prendere troppo la mano con i compressori... usato bene porta ad un suono potente, ma usato in modo esagerato porta ad un pezzo che sì suona forte ma risulta disarticolato e stancante da ascoltare.

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Lazer ti ha già dato dei buoni consigli dai quali partire. Cmq, tieni conto di un paio di cose che ti espongo quì di seguito.

Il suono che viene fuori dai migliori studios americani, inglesi etc. sono frutto di una alchemica congiunzione di macchinari dal costo esorbitante, tipo mixer Neve da 400.000$, compressori valvolari ultra pregiati da 4000$ l'uno e microfoni esoterici; il tutto guidato da raffinati artigiani la cui sapienza ed abilità sono frutto di svariati anni di lavoro e di un'innato senso del gusto e coadiuvato da ambienti severamente trattati e progettati allo scopo.

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Non per questo non si possono cmq ottenere buoni risultati con un'attrezzatura amatoriale (soprattutto cercando di spingere sul contenuto artistico, cosa di cui invece sono spesso carenti le grandi produzioni), ma per fare questo sono richieste sapienza e destrezza quasi da professionisti. Bisogna studiare ed esercitarsi seriamente insomma, anche perchè le macchine esoteriche di cui sopra praticamente suonano sempre bene, mentre una attrezzatura amatoriale va saputa spremere.

Cmq i fattori che incidono sulla qualità del suono sono innumerevoli, ma soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione di fonti esterne la qualità del suono di partenza rappresenta già un buon 80%. Nessun effetto può recuperare quello che si perde in fase di registrazione...

I "martello e scalpello" del mixing sono compressore ed equalizzatore, imparare ad usare questi in modo appropriato sulle traccie già può portare a risultati di tutto rispetto. Poi si può passare ad esplorare altri tipi di effettistica.
Il mastering come già detto avviene sul mix già finito, per correggerne alcuni difetti e migliorarne il suono, ma l'intervento è cmq limitato a conferire "la patina" e sgrossare qualche errore e si deve disporre di un buon mix, altrimenti è del tutto inefficace. Cmq nel mastering se si esagera si può benissimo peggiorare invece che migliorare.

Programmi: per il mixing gli effetti plug-in della waves sono i più usati ed apprezzati, per il mastering i sw semi-pro (i pro fanno ampio uso di hardware dedicato) che vanno per la maggiore sono Izotope della Ozone e T-Racks della ik-multimedia.

Cmq, tieni conto che la strada per la qualità sonora è in costante salita: se uno si fà prendere troppo la mano (e per un amatore in fondo non ha molto senso) ti assicuro che non si smette mai di spendere ed imparare. Però imparare non costa niente e dà sempre risultati, spendere costa caro e non sempre porta ai risultati sperati...

:ciao:



Eilà!
Mitico UZI... ti aspettavo al varco!! (scherzo :P)

Per riprendere il discorso: è chiaro, non mi aspetto di poter registrare un CD con l stessa produzione dei CD Sony... so bene che i grandi studi di produzione hanno attrezzature che costano 30 volte tanto rispetto a quello che uso io (di cui tra l'altro alcune davvero economiche).
Nel mio piccolo ho utilizzato anche io compressori ed equalizzatori, e spesso, pur non essendo affatto un esperto ma anzi facendo le cose ad intuito, ho ottenuto risultati insperati.
Mi sembra in ogni caso di capire che cmq la cosa davvero fondamentale sia la qualità iniziale di registrazione. Se ho una traccia registrata male, posso farsi su qualsiasi "magheggio" ma più di tanto non migliorerà...
Direi quindi che, quando si hanno un po' di soldi da spendere, e dovendo scegliere come investirli, la cosa migliore da fare sia comprare dei buoni microfoni (che ovviamente non possono essere sostituiti da nessun software)

A parte il discorso "qualità", il dubbio che mi resta è un altro, ed è forse più una curiosità personale che qualcosa di veramente utile.
Non riesco a capire il discorso sulla potenza audio e i suoni spompati.
Voglio dire, se io registro un riff di chitarra con il microfonino del PC, il suono che ottengo ha una qualità infima ed è in genere a un volume piuttosto basso. A questo punto però mi aspetterei che alzando il volume via software il suono si comportasse di conseguenza, ovvero restasse brutto ma ad un volume alto, mentre invece inizia subito a distorcersi, senza aver minimamente raggiunto il volume di suoni registrati professionalmente.
In poche parole: c'è una legge che mette in relazione qualità audio e volume del suono registrato? Credevo fossero cose distinte O_o

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16-02-2006 20:42
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Eilà!
Mitico UZI... ti aspettavo al varco!! (scherzo :P)


Eccomi quà! :)
Scusa il ritardo ma mi era sfuggita la risposta.


Mi sembra in ogni caso di capire che cmq la cosa davvero fondamentale sia la qualità iniziale di registrazione. Se ho una traccia registrata male, posso farsi su qualsiasi "magheggio" ma più di tanto non migliorerà...
Direi quindi che, quando si hanno un po' di soldi da spendere, e dovendo scegliere come investirli, la cosa migliore da fare sia comprare dei buoni microfoni (che ovviamente non possono essere sostituiti da nessun software)


Esattamente. Se si registrano traccie "acustiche" (termine inteso nel senso che la fonte sonora non è interfacciata direttamente con l'apparecchiatura di registrazione -come ad esempio un synth la cui uscita line viene collegata direttamente all'ingresso della scheda- , ma il cui suono viene catturato da un microfono) la qualità della catena audio di ingresso diventa assolutamente critica.

Per questo anche all'home recorder non particolarmente evoluto viene vivamente consigliato l'acquisto di un microfono decente, anche se il budget non è elevato... cmq ora come ora sono presenti sul mercato microfoni a condensatore da 200-300€ (anche meno) dall'ottimo rapporto qualità/prezzo ed in grado di fornire un'ottima qualità per l'home recording.

Subito dopo il microfono a decretare la qualità del segnale registrato vi è il preamplificatore microfonico, ma è una spesa che si può rimandare (meglio intanto prendersi una coppia di monitor per avere un feedback affidabile quando si mixa e si masterizza) e cmq il consiglio degli esperti per un'accoppiata mic-pre che risulti bilanciata e sensata è di avere un rapporto 2 a 1 tra il prezzo del mic e quello del pre... cioè, inutile usare un mic da 200€ con un pre da 600€ (anche se non è una regola fissa).

Il trend da un po' di tempo a questa parte è quello di avere un canale privilegiato (anche un singolo canale mono) ad alta qualità da usare per registrare uno strumento alla volta o gli elementi più critici come la voce, e delegare le altre traccie del mixer-scheda per monitorare tutto assieme o per registrare strumenti più "sacrificabili" dal punto di vista della qualità. Per questo sono nati da un po' di anni a questa parte i "channell strip": letteralmente "striscie di canale" che intendono replicare un solo canale (o al massimo due) delle console di mixaggio di alta qualità a prezzi accessibili; sarà quindi disponibile un pre microfonico, un compressore ed un eq nei casi più comuni, si attacca alla scheda ed ecco il nostro canale ad alta qualità.




A parte il discorso "qualità", il dubbio che mi resta è un altro, ed è forse più una curiosità personale che qualcosa di veramente utile.
Non riesco a capire il discorso sulla potenza audio e i suoni spompati.
Voglio dire, se io registro un riff di chitarra con il microfonino del PC, il suono che ottengo ha una qualità infima ed è in genere a un volume piuttosto basso. A questo punto però mi aspetterei che alzando il volume via software il suono si comportasse di conseguenza, ovvero restasse brutto ma ad un volume alto, mentre invece inizia subito a distorcersi, senza aver minimamente raggiunto il volume di suoni registrati professionalmente.
In poche parole: c'è una legge che mette in relazione qualità audio e volume del suono registrato? Credevo fossero cose distinte O_o


Il fatto è che l'orecchio umano non è uno strumento di misura lineare, per cui il livello percepito non dipende solo dall'intensità della fonte sonora ma da molti altri fattori di natura psicoaustica. Ed inevitabilmente il livello percepito, la "presenza" del suono registrato, si intreccia con la qualità della registrazione stessa.
Per di più, alcuni di questi fattori non sono completamente conosciuti e formalizzati scientificamente...

Fattori che contribuiscono ad aumentare il livello sonoro percepito, oltre ovviamente alla mera intensità del segnale, sono ad esempio il livello medio ed il suo andamento dinamico (per questo si utilizzano i copressori), le componenti armoniche (che non vengono catturate da microfoni di scarsa qualità), il complesso rapporto tra le fasi delle sue componenti (i rapporti di fase hanno una grossa importanza nella spazialità e nella corposità del suono) e via dicendo...

Una registrazione di scarsa qualità perde gran parte di tutto questo in partenza, e non lo si potrà mai recuperare semplicemente alzando il volume o comprimendo fino alla morte o equalizzando. Arriverai al punto quindi in cui arrivi tu, nel quale hai sfruttato tutta la banda dinamica disponibile, oltre la quale c'è solo il clipping (da evitare come la morte!!!), eppure continui a percepire un livello sonoro molto più basso di quello dei dischi commerciali: avrai il famigerato suono "spompato", al quale mancheranno tutti gli elementi che causano gli effetti psicoacustici "buoni" che gli permetterebbero di "farsi sentire".

In sostanza: l'orecchio umano non è un microfono con attaccato un VU meter!

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Inoltre (permettimi di aggiungere altro blaterare al mio sproloquio :) ), il discorso qualità-livello percepito non trova riscontro solo nella registrazione...

Un altro esempio lampante di questo fenomeno sono i sintetizzatori. La maggior parte dei synth odierni fanno uso di tecnologie informatiche per generare suoni, in pratica sono dei computer travestiti da strumento musicale; questo ha portato un grande quantità di vantaggi rispetto al passato come l'uso di diverse tipologie di sintesi, l'elevata polifonia (la capacità di suonare più voci contemporaneamente), la possibilità automatizzare i controlli da un sequencer esterno e di aggiornare il sistema operativo per aggiungere nuove features... però rispetto agli analogici del passato alle orecchie di molti questi synth risultano piuttosto "anemici" (chi più chi meno), e questo per un discorso del tutto simile a quello di cui sopra.

Se ad esempio prendo un synth digitale odierno e ci programmo un basso, questo suonerà certo più o meno bene a seconda del modello e della mia capacità di programmare le patch, ma se prendo un vecchio minimoog degli anni '70 e ci suono un basso questo sembrerà far sputare i coni dalle casse e penetrare nel corpo di chi lo ascolta, nonostante i livelli di ampiezza dell'onda siano gli stessi nei due synth! E' per questo che il minimoog, pur suonando una sola nota per volta, pur avendo una catena di sintesi elementare, pur non avendo neanche il midi, viaggia tutt'ora sui 2000€ ed è ricercatissimo...

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20-02-2006 18:49
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DarkGod
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Originally posted by UZI
Eccomi quà! :)
Scusa il ritardo ma mi era sfuggita la risposta.


eheh...scusa tu il mio... sono giorni un po' incasinati...

Esattamente. Se si registrano traccie "acustiche" (termine inteso nel senso che la fonte sonora non è interfacciata direttamente con l'apparecchiatura di registrazione -come ad esempio un synth la cui uscita line viene collegata direttamente all'ingresso della scheda- , ma il cui suono viene catturato da un microfono) la qualità della catena audio di ingresso diventa assolutamente critica.

Per questo anche all'home recorder non particolarmente evoluto viene vivamente consigliato l'acquisto di un microfono decente, anche se il budget non è elevato... cmq ora come ora sono presenti sul mercato microfoni a condensatore da 200-300€ (anche meno) dall'ottimo rapporto qualità/prezzo ed in grado di fornire un'ottima qualità per l'home recording.


Mi stavo proprio orientando su un microfono del genere.

Sono andato al Lucky Music per informarmi appunto sui micrfoni, e alla mia richiesta di un microfono per registrare voce e strumenti con una qualità decente ma senza salire troppo di prezzo, me ne è stato proposto uno da quasi 700€... O__O
Ehm, dopo aver timidamente detto che il mio budget in realtà era di circa 200, me ne ha fatto vedere uno da 180€ (ora non ricordo la marca purtroppo), a cui avrei dovuto sommare una quarantina di euro per la phantom power.
Penso cmq di orientarmi su qualcosa del genere.

Il mio unico dubbio è: vale veramente la pena comprare un microfono da 200€, invece che usare un microfono che ho già in casa che ho pagato circa 30/40 ?
Voglio dire, se la qualità di registrazione sarà nettamente migliore allora ok, posso pensare di comprarlo... ma non vorrei trovarmi con un miglioramento relativamente misero, considerando che i veri microfoni professionali da studio costano MOLTO di più...

Subito dopo il microfono a decretare la qualità del segnale registrato vi è il preamplificatore microfonico, ma è una spesa che si può rimandare (meglio intanto prendersi una coppia di monitor per avere un feedback affidabile quando si mixa e si masterizza) e cmq il consiglio degli esperti per un'accoppiata mic-pre che risulti bilanciata e sensata è di avere un rapporto 2 a 1 tra il prezzo del mic e quello del pre... cioè, inutile usare un mic da 200€ con un pre da 600€ (anche se non è una regola fissa).


Senti, scusa le domande brutali che denotano la mia immensa ignoranza... ma...

1) è davvero indispensabile un preamplificatore microfonico? Qualtè il valore aggiunto che ottengo sulla registrazione?

2) ..ehm.... cosa sono i monitor??? -__-
(se è troppo lungo da spiegare in poche parole, non farti problemi, vado a googolare un po'... ;) )

Il trend da un po' di tempo a questa parte è quello di avere un canale privilegiato (anche un singolo canale mono) ad alta qualità da usare per registrare uno strumento alla volta o gli elementi più critici come la voce, e delegare le altre traccie del mixer-scheda per monitorare tutto assieme o per registrare strumenti più "sacrificabili" dal punto di vista della qualità. Per questo sono nati da un po' di anni a questa parte i "channell strip": letteralmente "striscie di canale" che intendono replicare un solo canale (o al massimo due) delle console di mixaggio di alta qualità a prezzi accessibili; sarà quindi disponibile un pre microfonico, un compressore ed un eq nei casi più comuni, si attacca alla scheda ed ecco il nostro canale ad alta qualità.


Questo è proprio quello che pensavo di fare, tanto registrerò praticamente sempre una traccia alla volta...
L'unico (grosso) problema resta la batteria, che vorrei che avesse un suono abbastanza massiccio, dato che è quasi impossibile ottenere un'ottima qualità.
La mia idea cmq sarebbe di registrare tutto il resto (voci, strumenti,..) con un buon microfono, e lasciare eventualmente la batteria un po' meno "pulita", purchè riesca ad ottenere un suono abbastanza potente... non so se mi spiego.


Il fatto è che l'orecchio umano non è uno strumento di misura lineare, per cui il livello percepito non dipende solo dall'intensità della fonte sonora ma da molti altri fattori di natura psicoaustica. Ed inevitabilmente il livello percepito, la "presenza" del suono registrato, si intreccia con la qualità della registrazione stessa.
Per di più, alcuni di questi fattori non sono completamente conosciuti e formalizzati scientificamente...

Fattori che contribuiscono ad aumentare il livello sonoro percepito, oltre ovviamente alla mera intensità del segnale, sono ad esempio il livello medio ed il suo andamento dinamico (per questo si utilizzano i copressori), le componenti armoniche (che non vengono catturate da microfoni di scarsa qualità), il complesso rapporto tra le fasi delle sue componenti (i rapporti di fase hanno una grossa importanza nella spazialità e nella corposità del suono) e via dicendo...

Una registrazione di scarsa qualità perde gran parte di tutto questo in partenza, e non lo si potrà mai recuperare semplicemente alzando il volume o comprimendo fino alla morte o equalizzando. Arriverai al punto quindi in cui arrivi tu, nel quale hai sfruttato tutta la banda dinamica disponibile, oltre la quale c'è solo il clipping (da evitare come la morte!!!), eppure continui a percepire un livello sonoro molto più basso di quello dei dischi commerciali: avrai il famigerato suono "spompato", al quale mancheranno tutti gli elementi che causano gli effetti psicoacustici "buoni" che gli permetterebbero di "farsi sentire".


Ok, direi che con questo hai chiarito gran parte dei miri dubbi :D

Ma come farei se non fissi tu? :P ;)

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Chiamatemi Darky ^_^

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23-02-2006 20:44
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