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KarmaKOMA |
-- Antani plus --

Registered: May 2003
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Originally posted by ripe
Boh, secondo me tu hai dei seri problemi nel rapportarti con le altre persone. Magari scavando indietro nel passato riusciamo a scoprire l'origine di queste frustrazioni...
Alle elementari per caso i compagni si prendevano gioco di te?
Ahahaha...consiglio a Jorda una simpatica terapia a base di suicidio 
i c'ò s'empre ragghione ai ciapito?? auhbhUIHauihaiuH...cmq si confermo me lo sono bruciato il cervello proprio a stare dietro a ste stronz*ate, comunicazione digitale compresa. La droga mi sta aiutando a recuperare piuttosto 
ah..."in italiano esistono due tipi di accento, il grave (`)e l'acuto (´)...[...] Si noti che nella lingua italiana esiste anche la o acuta (ó, come in scopa), che però non è mai a fine parola...[...]
È obbligatorio utilizzare l'accento solo in questi casi:
* nelle parole tronche (vedi oltre) composte da più di una sillaba: (es. Perù, bensì ecc.)
* nelle seguenti parole monosillabiche: è, dà, dì, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià ma con alcune eccezioni. L'accento non si usa su da usato come preposizione, e come congiunzione, la come articolo e pronome, li come pronome, ne come pronome o avverbio, se come congiunzione, si e te come pronomi, di come preposizione. L'Accademia della Crusca consiglia di usare sé anche quando seguito da stesso o medesimo e indifferentemente al singolare o al plurale.
* nelle forme desuete del verbo avere senza l'acca: ò, à, ài, ànno. Tali forme non sono più utilizzate nell'italiano odierno, ma è possibile incontrarle in testi datati tra l'Ottocento e il primo Novecento.
È utile indicare l'accento nei casi in cui due parole si distinguono solo per la sua posizione (ad esempio: viòla, il colore, e víola, terza persona singolare del presente del verbo violare).
Qui di seguito sono elencate le parole più comuni che richiedono l'accento acuto sulla e finale:
* Affinché, benché, cosicché, finché, giacché, macché, nonché, perché, poiché, purché, sicché e tutti i composti di che; inoltre, lo stesso ché nel significato di perché (o affinché);
* Né (= e non o simili);
* Sé, usato come pronome;
* Ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.);
* Credé (= credette) e tutte le terze persone singolari del passato remoto in -é (rifletté, dové, ecc.; eccezione: diè, per cui vedi sotto);
* Scimpanzé, nontiscordardimé, mercé, testé, fé (per fede e per fece), affé, autodafé, viceré.
È, voce del verbo essere, e il suo composto cioè vogliono invece l'accento grave, come anche certe altre parole, soprattutto d'origine straniera e non recenti: ahimè (e ohimè), diè (antiquato o letterario per diede), piè (= piede), tè e caffè, coccodè, bebè, cabarè, bignè, canapè, gilè, lacchè, narghilè, purè, Noè, Mosè, Giosuè, Averroè, Salomè, Tigrè, ecc.[...]
Visto che vuoi fare la saccente di turno (consiglio di impiccarti come rimedio) non è corretto scrivere "leggeró e troveró" semmai "leggerò e troverò"...
I soldi che paghi per la IULM potresti devolverli ad AMNESTY avrebbero sicuramente una utilità maggiore...incredibile ma vero!?!?!....Non posso che concordare sulle repliche di RIPE.
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"SeQuAlCoSaMiVaStOrToLoRaDdRiZzOaCaLcIiNcUlo".
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“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”. [Barone M.A. Rothschild]
"Life isn't like a bowl of cherries or peaches, it's more like a jar of Jalapenos: what you do today, might burn your ass tomorrow...!?! "
Last edited by KarmaKOMA on 26-07-2006 at 13:43
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