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Biffone |
.consigliere.

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[Digest] - Lezione 006 - 29/04/2004
Digest: Lezione del 29 Aprile 2004 Prof. Brondoni
Durante la lezione si è parlato della comunicazione suddividendola in tre grandi categorie:
§ Personale
§ Non personale
§ Telematica
Prima di entrare nel dettaglio ecco alcuni concetti importanti relativi alla comunicazione
Non si deve confondere la comunicazione con la pubblicità, perché la comunicazione è un processo, la pubblicità è uno strumento di comunicazione, come la promozione ed altre attività di marketing.
DEFINIZIONE DI PROCESSO: Un processo è un insieme ordinato di operazioni della medesima specie. Un processo di comunicazione è il trasferimento intenzionale e finalizzato di messaggi che hanno contenuto informativo e/o simbolico.
Natura dei flussi di comunicazione:
I flussi informativi sono di diversa natura.
§ Commerciale
§ Istituzionale
§ Organizzativo
Tutte le organizzazioni aziendali hanno un sistema di flussi. Un flusso di natura commerciale, per promuovere le proprie attività o prodotti. Un flusso istituzionale, quando un ente promuove se stesso nel suo complesso ed un flusso organizzativo, che permette il raggiungimento di obiettivi di efficienza ed efficacia.
In ogni organizzazione sono presenti i tre tipi di flussi.
Chiaramente a seconda del tipo di organizzazione profit, non-profit e no-profit, questi flussi saranno di portata diversa.
Nel caso di aziende profit, dove conta il profitto e c’è tanta concorrenza, il flusso commerciale sarà il più importante.
Nelle istituzioni non-profit, che per legge devono reinvestire gli utili per migliorarsi, prevale il flusso istituzionale
Il flusso organizzativo si affianca agli altri due per migliorare l’organizzazione permettendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il flusso organizzativo si lega molto al flusso commerciale. Ad es. una buona organizzazione dei call center delle aziende telefoniche, mostra la loro efficienza rispetto ai concorrenti.
Per raggiungere gli obiettivi commerciali, istituzionali e organizzativi tutte le organizzazioni si avvalgono di una pluralità di strumenti.
Per veicolare al meglio il proprio messaggio ci si avvale di alcuni strumenti che possono essere di tipo:
§ personale
§ non personale
§ telematici
Gli strumenti personali sono basati sullo spazio fisico. Il mittente ed il destinatario si vedono, sono vicini. Per il mittente è facile capire se il destinatario ha capito il messaggio o se necessità di ulteriori spiegazioni, magari un po’ più semplici. Il mittente ha un immediato feed-back sulla comprensione del messaggio. Il messaggio e circoscritto all’ambiente in cui viene fruito e in caso di ripetizione non è identico. La più grande debolezza e la non- ripetibilità del messaggio. Ha dei costi molto elevati, insopportabili se esco dallo spazio fisico di stretta prossimità.
Gli strumenti non personali vengono inventati per ovviare ai limiti degli strumenti personali.
Lo strumento non personale più importante è la pubblicità, altri sono l’advertising e le public relation. Questi mezzi sono stati inventati tutti negli Stati Uniti e fanno parte tutti di un'unica classe chiamata marketing communications.
I costi sono alti, ma le persone che raggiungo è elevatissimo. Il limite è legato solo allo spazio fisico (la pubblicità su un canale televisivo italiano viene vista solo in Italia).
Gli strumenti telematici [telematica: Comp. di tele(comunicazione) e (infor)matica, sul modello del fr. télématique, termine coniato nel 1978. Disciplina che studia gli aspetti tecnici e scientifici dell'integrazione tra telecomunicazioni ed elaborazione elettronica] superano il vincolo fisico degli stumenti non personali. A basso costo raggiungo qualsiasi parte del pianeta. Questa classe di strumenti si evolve rapidamente, al pari della tecnologia.
Tipi di pubblici:
La comunicazione “parla” a destinatari.
I flussi informativi si rivolgono a “target” costituiti da pubblici interni ed esterni e co-makers.
I pubblici interni sono i dipendenti, quelli esterni possiamo essere considerati anche noi.
I co-makers sono figure molto particolari a metà tra pubblico interno ed esterno. Il co-makers lavora in un rapporto privilegiato con l’azienda senza però essere un dipendente interno. Classico l’esempio del franchising.
Last edited by neo on 03-05-2004 at 11:40
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