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Il caldo come metafora
30-06-2005 08:48
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Fa caldo, è vero. Ma non doveva farne poi molto meno ai tempi di Fanfani e della televisione in bianco e nero, quando le matrone grondanti si sventagliavano in balcone e i nonni leggevano il giornale sulla sedia a dondolo in mutande e canottiera. Anche allora d'estate si moriva e si impazziva con maggior frequenza che nelle altre stagioni. Eppure nessuno credeva di trovarsi al centro di un'emergenza epocale, forse perché i media non gliene parlavano con altrettanta enfasi. Si accettava l'inesorabilità della natura senza vergognarsi del proprio sudore. E si fronteggiava la sofferenza con una serie di avvertenze banali che oggi la televisione rilancia come se fossero le rivelazioni di un premio Nobel, interpellando schiere di «esperti» che consigliano con sussiego di mangiare più frutta fresca che polenta bollente e di vestirsi leggeri anziché, si presume, dare fondo alla scorta di pellicce.
Nessuno aveva l'aria condizionata e quindi nessuno si sentiva un fallito o un perseguitato a non averla. Il caldo di ieri era un fastidio con cui convivere, non una sconfitta sociale. Il caldo di oggi è come la crisi economica: obbliga chi lo patisce a consumare oltre le sue possibilità per conservare il livello ideale di benessere al quale ciascuno ha ancorato il proprio rispetto di sé.

Massimo Gramellini, La Stampa, 28 giugno 2005, pag.1
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Commento di DeepBlue
30-06-2005 08:48
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> forse perché i media non gliene parlavano con altrettanta enfasi Quoto. Non puoi non fare caso al caldo, ma non perché questo sia fastidioso, ma perché tv e giornali non fanno altro che titolare: [b]EMRGENZA CALDO ALLARME CALDO CALDO KILLER CALDO RECORD IL GRANDE CALDO[/B] e via dicendo.

Commento di Sergione83
30-06-2005 08:48
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[quote]E si fronteggiava la sofferenza con una serie di avvertenze banali che oggi la televisione rilancia come se fossero le rivelazioni di un premio Nobel, interpellando schiere di «esperti» che consigliano con sussiego di mangiare più frutta fresca che polenta bollente e di vestirsi leggeri anziché, si presume, dare fondo alla scorta di pellicce.[/quote]:lode:

Commento di erdottore
30-06-2005 08:48
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articolo semplicemente geniale

Commento di Sephirot
30-06-2005 08:48
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Il buongiorno di Massimo Gramellini [img]http://prometheus.ngi.it/smile/metal.gif[/img]

Commento di JaM
30-06-2005 08:48
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Gramellini e' un grande... i suoi angolini in prima pagina sono sempre geniali :D

Commento di foolish
30-06-2005 08:48
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mitico

Commento di Alf
30-06-2005 08:48
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Sinceramente ... Io ho caldooooooooooo

Commento di JaM
30-06-2005 08:48
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anch'io.... come tutte le estati... ma, appunto, e' estate (certo che a milano con le distese di asfalto nero e le ventole dei climatizzatori che soffiano sui marciapiedi aria e temperature assurde.... non dimentichero' mai le impronte lasciate dsalle mie clarck nell'asfalto molle di piazzale lodi l'anno scorso :asd: )

Commento di Jorda
30-06-2005 08:48
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Io, di natura alpina, malsopporto questo umido caldo padano. Ma :lode: all'articolo. Per quanto non disdegni l'aria condizionata e tenda a rifugiarmi nei centri commerciali per sopperire alla mancanza di un condizionatore in casa... ricordo comunque le estati di quando ero bambina, si parla ormai di 20/25 anni fa.. In casa le finestre erano sempre aperte con le persiane socchiuse e nelle ore della canicola si dormiva tutti semisvestiti sopra il letto fatto. La nonna aveva il ventaglio, e comprava l'anguria. Che era fresca e dissetava. Faceva tanto caldo anche allora, in effetti. Ma era poesia, quella delle estati torride alla Montale, coi canti delle cicale e tutto il resto. Ma ora è così. D'inverno è emergenza freddo e non ricordo di recente le temeprature di quando ero bambina, in mezza stagione è emergenza perché il clima è ballerino e 3 giorni fa caldo e poi fa di nuovo freddo, d'estate è caldo killer. E così via con gli stupri, e i cani killer, e i gioiellieri che uccidono per legittima difesa, e i furti in villa, e le madri assassine, e i ragazzi accoltellati fuori dalle discoteche. Siamo nell'ipercategorizzazione, perché i media ci ritengono omini stupidi che al di fuori del recinto della categoria non sanno più cosa pensare. Così loro ti costruiscono il recinto e ti dicono cosa pensare. La cosa più bella è che ce lo meritiamo. Finché non ci si annoia un po' e si passa al recinto vicino.

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