 |
JaM |
######

Registered: Jun 2002
Posts: 3604 (0.42 al dì)
Location: everywhere, anywhere, elsewhere...
Corso: ComDig
Anno: dott.??
Time Online: 62 Days, 16:55:46 [...]
Status: Offline
Edit | Report | IP: Logged |
E' oltremodo una faccenda tortuosa tracciare una precisa gerarchia tra le divinità del ciclo di Chtulhu, quello che è certo è che il più grande (e terrificante) di tutti è il dio cieco e idiota Azathoth ("La casa delle streghe"), Colui che eternamente canta, urla e biascica al centro dell'universo (immaginate l'urlo di Munch amplificato all'infinito), determinando con i suoi farfugliamenti le leggi del creato. Simbolo del caos primordiale, del Nulla e dell'insensatezza che, leopardianamente, assurge al rango di pessimismo cosmico.
Oltre le dimensioni, che è la Chiave e la Porta (non vi ricorda "Ghostbusters"?) del Tutto, c'è il terribile Yog-Sothoth ("L'orrore di Dunwich"), da alcuni occultisti del mondo reale identificato con l'albero sephirotico della vita (o meglio, della morte, il riflesso allo specchio) di tradizione cabalistica. I globi oscuri di antimateria che farebbero parte del corpo eterno e incorruttibile (ma al cui interno vigerebbe la morte eterna) di Yog-Sothoth sarebbero identificabili con le singole Sephirot (o meglio, con i rispettivi riflessi nell'esistenza invertita). Quindi Yog-Sothoth dovrebbe simboleggiare il Tutto, l'Infinito (il Tutto può esistere solo dal Nulla, che lo genera).
Poco sotto, forse meglio identificabile con un corpo materiale (ricordiamoci che Lovecraft era materialista), anche se ancora eterno e mostruoso, ci sarebbe Shub-Niggurath, il capro dai mille cuccioli, la personificazione di quello che nella religione cristiana sarebbe Lucifero, l'angelo caduto (in questo caso sembra di trovarsi di fronte a un'entità femminile, e forse proprio il simbolo deviato del sesso, argomento quasi tabù per Lovecraft).
Tra gli dei che abitano sulla terra il più famoso è certo il dormiente Chtulhu ("Il richiamo di Chtulhu"), che dorme sognando nella sommersa città di R'lyeh (probabilmente il suo è il sonno del re rosso e della divinità vedica; quando si sveglierà il mondo scomparirà come una bolla di sapone). Secondo chi ha avuto la sventura di vederlo, e non è impazzito, assomiglia a un incrocio innaturale tra un polipo, un angelo dotato di ali e un ammasso informe ameboide. La sua carne è talmente corrotta da non poter degradare ulteriormente, e resta così eternamente e putridamente viva.
Poi c'è il deforme Tsatthoggua, abitante delle profondità della terra, la divinità dalle fattezze di enorme rospo, così ripugnante che persino gli adoratori dei culti più blasfemi ne hanno paura e ne stanno alla larga.
L'araldo e messaggero (equivalente capovolto di Cristo, quindi una sorta di anticristo) di questo pantheon deforme e sbavante, dove non pare esistere alcuna bontà e carità di tradizione cattolica, è l'olivastro Nyarlathotep, una sorta di asceta dalle fattezze egiziane, probabilmente, nella sua forma materiale, l'incarnazione di un antico faraone... e in quella spirituale di un assiso il cui volto (probabilmente mostruoso oltre ogni immaginazione) è coperto da un fazzoletto giallo (il Ragnarok scatenato da questo essere è rintracciabile nel racconto che porta il suo nome).
Sotto agli dei ci sono creature aliene di ogni tipo (ma pur sempre mostruose e spesso malintenzionate) come gli Shoggoth ("Le montagne della follia" e "Colui che sussurrava nelle tenebre") e tutta una serie di esseri più o meno potenti e dall'origine misteriosa (come "Il colore venuto dallo spazio").
Ecco l'intuizione geniale di Lovecraft, non più i mostri, ma gli dei dei mostri (notevole il fatto che nel nome di molti degli dei appaia Toth o Thoth, il dio egizio), non più creature che in fondo sono deviazioni dall'umano, che è possibile uccidere con paletti di frassino e proiettili d'argento, ma creature sovrannaturali immortali, il cui solo respiro sarebbe sufficiente a spazzare via l'intero pianeta.
E il pericolo non è più solo rappresentato dalla casa infestata, dal cimitero inquieto o dalla landa desolata. L'intero universo è un cimitero di mondi proliferante del male che va oltre ogni immaginazione.
In questo universo lovecraftiano non esiste salvezza dal male, poichè esiste solo il male.
da http://www.nothingburnsinhell.com/love.htm
ps: il mio pianeta è appena stato rinominato come Azathoht Temple 
Last edited by JaM on 24-06-2005 at 16:26
|