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-- [DIGEST] - Lezione 002 - 18/03/2004 (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=9604)
[DIGEST] - Lezione 002 - 18/03/2004
oggi si è parlato della
RELAZIONE DOMANDA / OFFERTA
praticamente per il moento si è parlato solo di due dei tre possibili casi di questa relazione e cioè di quando
la domanda supera l'offerta
e di quando
la domanda equivale con l'offerta
il caso che si esporrà la prossima volta sarà quello in cui l'offerta supera la domanda.
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The only way to discover the limits of the possible is to go beyond them into the impossible.
Arthur C. Clarke.
quando la Domanda supera l'Offerta
oppure economia di scarsità
accade quando in parole povere
tanta gente vuole la stessa cosa, ma ce ne sono pochissime e quindi tutto ciò che viene prodotto viene automaticamente comprato.
è chiaro che in questo caso non c'è tanta concorrenza, se non tra classi di prodotto diverse.
cos'è una classe di prodotto?
una classe di prodotto è una tipologia di oggetto o di servizio, esempio: un'automobile è una classe di prodotto diversa da un cavallo; il dixan appartiene alla stessa classe di prodotto del dash.
quindi
PRODUZIONE = VENDITA
si necessita la vicinanza tra produttore ed acquirente, se questa è notevole, si necessita la presenza di rivenditori.
i rivenditori compongono la distribuzione.
la distribuzione è passiva, cioè non ha voce in capitolo rispetto alla produzione.
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Arthur C. Clarke.
quando la domanda equivale (o quasi) l'offerta
PRODUZIONE = VENDITA + INVENDUTO(o stock)
in questa situazione l'offerta cerca di soddisfare le esigenze di domanda, per far sì che i propri prodotti vengano comprati.
NON ha più come principio di produrre qualsiasi cosa tanto verrà sicuramente comprata!
ORA se la cosa non piace, c'è concorrenza tra le stesse classi di prodotto e quindi l'acquirente può scegliere cosa comprare.
e quindi, la concorrenza in questo caso è un fattore importante, bisogna saper vendere e dare quindi alla gente ciò che vuole comprare. bisogna quindi venire a conoscenza della tipologia di domanda e quindi subentra il MARKETING
la distribuzione in questo caso è attiva, cioè negozia i prezzi di vendita.
il prezzo si basa in prevalenza sulla domanda.
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Arthur C. Clarke.
Bravooooooooooooo!!! Così vi voglio ragazi! Attivi sul forum! Bravi bravi!...
Sbaglio o avete parlato anche di General Motors e di Pura Lana Vergine... che mi dite?!... Che è saltato fuori di bello!?!
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Nicolò CANEPARO - nick@bmm.it
University Student & Researcher
at D.S.I. & D.I.Co. Depts., Milan state University, Italy.
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Originally posted by neo
Bravooooooooooooo!!! Così vi voglio ragazi! Attivi sul forum! Bravi bravi!...
Sbaglio o avete parlato anche di General Motors e di Pura Lana Vergine... che mi dite?!... Che è saltato fuori di bello!?!
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Arthur C. Clarke.
Beh, ma non ci sei solo tu!... Qualcun'altro che abbia voglia di raccontarci che avete detto sulla General Motors e sulla Pure Virgin Wool?!...
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Nicolò CANEPARO - nick@bmm.it
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ah, ok!
l'avevo preso per una critica...
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Arthur C. Clarke.
Vabè neo...già che son qui...![]()
Allora la pura lana vergine è stata tirata in ballo come esempio per spiegare la differenza tra le situazioni di mercato di periodi e/o luoghi diversi.
Noi scegliamo il nostro vestiario basandoci principalmente sui nostri gusti personali (mi piace come veste? mi piace il colore? mi piace questo? e quello? bla bla bla), senza prestare troppa attenzione alla reale composizione del prodotto.
Questo perchè oggi l'offerta in questo settore di mercato è talmente elevata e specializzata che abbiamo praticamente una scelta infinita.
Mentre i nostri nonni dovevano basarsi principalmente sulle loro necessità.
D'inverno mi piglio il maglione di pura lana vergine che tiene un caldo della miseria, invece quando fa un pò più caldo potrò lanciarmi su qualcosa d'altro (non era proprio così il discorso...
).
Noi invece abbiamo il riscaldamento, i giacconi, le giacche a vento ecc. ecc.
Quindi con l'evoluzione della situazione di mercato cambiano anche i comportamenti dei consumatori.
Stesso discorso per gli orologi.
Prima un orologio si aveva due volte nella vita (comunione e matrimonio), ed era un oggetto di grande valore, mentre oggi uno swatch da 1 € (sì, alla swatch produrlo viene 1 €...), viene considerato quasi un bene di consumo "usa e getta".
Anche qui perchè l'evoluzione del mercato ha portato da un lato ad abbattere i costi di produzione (i primi orologi erano capolavori artigianali di meccanica), dall'altro all'aumento della disponibilità finanziaria dei consumatori potenziali, contribuendo al raggiungimento dello stato attuale.
In realtà gli orologi si ricollegavano al discorso della mutata figura del negoziante.
Questi prima era un artigiano che produceva il prodotto e forniva assistenza ad esso.
Oggi invece si assiste alla continua nascita di attività in franchising che si preoccupano essenzialmente della vendita del prodotto (es: negozi swatch, negozi di ottica in franchising).
Passando alla GMC, ha spiegato che nacque dalla fusione di diverse marche automobilistiche americane come risposta allo strapotere Ford.
Così potevano differenziare la produzione (ogni marca continuava a produrre i propri modelli) e contemporaneamente abbassarne i costi, centralizzando le operazioni comuni (acquisto di materie prima, contabilità ecc. ecc.).
Questa situazione perdura ancora oggi, con Cadillac, Buick e altre marche del settore che esistono ancora anche se in realtà appartengono tutte alla GMC (che tanto fra poco si comprerà tutto quanto
).
In realtà tutto il discorso iniziale della pura lana vergine credo servisse più ad introdurre il concetto di dinamiche di mercato, cioè i processi che portano un certo mercato a comportarsi in una certa maniera.
O almeno questo è quello che ho capito io ![]()
Ciao
Wowow! Grande!... Sei anche stato assai chiaro, bravo! ![]()
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Nicolò CANEPARO - nick@bmm.it
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Aggiungo qualcosina a quanto già detto dal mitico foolish ![]()
In realtà nell'economia di scarsità non era "necessaria" la vicinanza produttore/acquirente, semplicemente questo era un fatto.
Il contadino produceva il latte pieno di mosche e schifezze varie, il povero bambino scalzo lo andava a prendere.
Invece oggi la distanza fisico-temporale tra la produzione di un bene e la sua fruizione può essere anche molto elevata (es: il latte delle mucche tedesche).
Quindi in questo primo caso di economia la distribuzione ha un ruolo marginale.
La situazione comincia leggermente a cambiare con Ford e le sue idee strambe.
L'amico John pensa: "Perchè uno deve venire fin qui a Detroit per pigghiarsi la mia bella macchinina?"
E allora inventò i distribuitori ![]()
Io ti concedevo un lavoro quantomeno decente (sempre meglio del contadino) e tu mi diffondevi la macchina nel tuo bel paesino.
Tuttavia i distributori hanno potere decisionale pari a zero.
Poi nella situazione di balancing (domanda ca= offerta) assume un ruolo importante la vendita del prodotto.
I distributori hanno più margine di negoziazione, ma la produzione è ancora completamente slegata dalla vendita.
Io produco questo. Punto. Tu devi riuscire a venderlo anche se fa schifo (più o meno).
Il marketing nasce in realtà dopo, quando si capisce che il mercato ha dei bisogni e per soddisfarli serve una pianificazione totale per avere successo, dal design del prodotto alla sua messa sul mercato.
I distribuitori quindi partecipano attivamente alla creazione del prodotto stesso.
Ciao
Bravi!!
Qualcuno si ricorda qualcos'altro?
E i vostri interventi a lezione, che cosa riguardavano??
Dopo che m@Cco e foolish(
<-skerzo hai fatto benissimo a dividere la cosa in parti risulta + facile da comprendere) hanno così bene riassunto la lezione nn trovo quasi + nulla da dire...apparte ovviamente (parte la sigla):
BATTUTINE DALLE RETROFILE
quando ovviamente sì e parlato del bambino scalzo che va a prendere il latte mi è arrivato all'orecchio un "VA ALLA PARMALT" o similare............![]()
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giO
Grandissimi, M@acco e foolish!!! Non vengo più a lezione se continuate così! 
Avete detto tutto.... Mitttici! 
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PUPINO'S VIDEO 
FRANK JAY ![]()
UN BLOG 

troppo buoni!
spammoso sarai tu ! ![]()
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The only way to discover the limits of the possible is to go beyond them into the impossible.
Arthur C. Clarke.
Grazie grazie, troppo buoni 
Naturalmente non possiamo mica ricordarci tutto quanto noi...siamo in 200, demose 'na mano! ![]()
Ciao
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