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-- [Informatica]P2p criptato... (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=4371)


Posted by drakend on 03-06-2003 06:26:

Lightbulb [Informatica]P2p criptato...

In Rete ho cercato programmi per il p2p criptato, ma non ho trovato niente di soddisfacente.... solo un programma per la chat e il file transfer criptato (Razius Express), ma solo un numero limitato di utenti possono collegarsi contemporaneamente ed in più il codice sorgente non è disponibile. Lancio un'idea: perché qualche laureando non fa un programma simile come tesi? Secondo me verrebbe apprezzato molto...


Posted by webnoise on 03-06-2003 08:19:

sapevo che la NullSoft ci sta gia' lavorando :D :D

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44278


ma che poi si sta rimangiando tutto :D

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44304

quindi mi sa che siamo di nuovo all'inizio :D

cia' :)

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Per una vita senza tabacco


Posted by drakend on 03-06-2003 08:34:

Originally posted by webnoise
sapevo che la NullSoft ci sta gia' lavorando :D :D

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44278


ma che poi si sta rimangiando tutto :D

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44304

quindi mi sa che siamo di nuovo all'inizio :D

cia' :)

Le notizie che citi tu le conosco già: infatti è anche per quello che ho pensato che un programma p2p non è poi impossibile da fare... e visto che siamo informatici possiamo benissimo farcelo da noi, magari in Java, open source ovviamente. :)


Posted by URANIO on 03-06-2003 13:18:

freenet non è criptata?

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Posted by recoil on 03-06-2003 15:29:

io sto facendo una tesi sul P2P e anche se al momento la sicurezza è l'ultimo dei miei problemi sarebbe realizzabile.

la mia piattaforma di studio tra l'altro è open source e indipendente da linguaggi e SO (al momento ci sono già porting in c e java).

quello che non capisco è che grado di sicurezza vuoi tu o se quello che cerchi è invece l'anonimato.

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Sono sempre alla ricerca di curriculum interessanti da segnalare alle società con cui ho contatti. Info in pm


Posted by lord2y on 03-06-2003 21:58:

scusate...e fare spoofing degli ip?
Mi spiego: quando una macchina in remoto si collega ad un server riceve un ip dinamico che cambia ogni tot. In questo modo all'interno della rete sarebbe molto più difficile rintracciare connessione [e la rete stessa sarebbe molto più sicura]...

Potremmo proporlo a winmx e company...oppure avviare un progetto [powered by dsy ;)] che faccia una cosa del genere...

a voi

:ciao:

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Posted by drakend on 03-06-2003 22:27:

Originally posted by recoil
io sto facendo una tesi sul P2P e anche se al momento la sicurezza è l'ultimo dei miei problemi sarebbe realizzabile.

la mia piattaforma di studio tra l'altro è open source e indipendente da linguaggi e SO (al momento ci sono già porting in c e java).

quello che non capisco è che grado di sicurezza vuoi tu o se quello che cerchi è invece l'anonimato.

Diciamo che il top sarebbe una freenet funzionante... :)
il punto è che, per ora almeno, non ha funzionato molto su freenet... anche se sta migliorando a vista d'occhio. Io alludevo ad un p2p criptato nel senso che i dati e le chat vengono codificate, utilizzando un protocollo decentralizzato tipo gnutella.


Posted by recoil on 05-06-2003 08:44:

per un P2P cifrato non ci sono problemi, si tratta di scegliere che meccanismo implementare e ci sono le classi già pronte.

quello che non ho capito è se tu vuoi una rete proprio tipo freenet con replicazione dei contenuti o se ti basterebbe un winmx cifrato

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Posted by recoil on 06-06-2003 11:01:

già che ne parliamo:

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44315

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Posted by BeppeGoal on 06-06-2003 11:07:

Da: http://www.earthstation5.com/download.html
"The next revolution in P2P file sharing is here. RESISTANCE IS FUTILE."
Ahahah che boria!!:D


Posted by drakend on 08-06-2003 07:19:

Per quanto riguarda EarthStation ho letto che utilizza una criptazione SSL a 128 bit. A proposito mi permetto di riportare un articolo di Punto Informatico di 3 anni fa:


Team svedese cracca i 512 bit
Avevano accettato, come molti altri, il concorsone proposto da The Code Book di Simon Singh. Hanno superato dieci cifrature sempre più complesse e si sono aggiudicati la vittoria. Superati i 512 bit. Tra algoritmi e sicurezza

13/10/00 - News - Roma - In un anno e con l'uso dei mezzi informatici più avanzati i ricercatori di un team svedese sono riusciti a superare anche il decimo ostacolo crittografico posto "a guardia" del più difficile concorso di decrittazione mai messo in piedi, The Cipher Challenge.
Il concorso si è basato su dieci codici di crittografia descritti dal celebre matematico Simon Singh nel suo "The Code Book". Si andava da codici cifrati dell'antica Grecia a quelli della tedesca Enigma fino a quelli più moderni, a 512 bit. Ora anche l'ultimo "baluardo", quello più "tecnologico", è stato superato. Il team svedese ha superato il codice che viene utilizzato ai più alti livelli di sicurezza, per esempio nell'internet banking.
Come molti sanno, The Code Book racconta la storia della crittografia dall'antico Egitto ad oggi. Un libro nel quale vengono illustrati i motivi per i quali i codici sono stati inventati, chi è riuscito a superarli, quale impatto hanno avuto nelle società in cui sono stati introdotti. Alla fine del libro si trova The Cipher Challenge, ovvero dieci diversi messaggi crittati utilizzando diversi codici e cifrature. Ogni messaggio contiene una parola codificata. Stando al libro, il primo che avesse superato tutti i codici e inviato le dieci parole si sarebbe aggiudicato 10mila sterline.
L'ultimo ostacolo posto a guardia del concorso è dunque stato superato dal team composto da Fredrik Almgren, Gunnar Andersson, Torbjörn Granlund, Lars Ivansson e Staffan Ulfberg, tutti residenti a Stoccolma. Singh, che ha appena consegnato al team il premio, ha spiegato che "è stato craccato il più complesso codice cifrato".
Va detto che Singh ha impiegato due anni per mettere insieme quei codici lavorando assieme a Paul Leyland, già operativo in Microsoft a Cambridge.
Almgren ha invece affermato che vincere è stata durissima e che più volte lui e il team da lui guidato sono stati sul punto di lasciar perdere. Alla BBC Radio ha affermato che "i primi passi erano molto semplici ma ad un certo punto non riuscivamo a superare l'ottavo codice. Quando siamo arrivati al decimo è diventata una questione di matematica avanzata e di algoritmi così difficili che non posso dire di averli compresi a fondo io stesso".

La domanda sorge spontanea: da allora sono passati 3 anni, se già allora riuscivano a crackare chiavi di 512 bit figuriamoci ora... quindi ritenere tale programma sicuro non è un po' azzardato?


Posted by BeppeGoal on 08-06-2003 10:25:

Per me è sempre azzardato scrivere cose del genere, la lotta fra cani & gatti per primeggiare gli uni sugli altri è infinita!!


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