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-- [INFO] Anche quest'anno è stato partorito... (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=33045)


Posted by KarmaKOMA on 11-12-2007 08:57:

[INFO] Anche quest'anno è stato partorito...

Il rapporto censis...AUGURI DI BUONA LETTURA...X_X


http://www.censis.it


un piccolo estratto:
"Comunicato stampa
La società italiana al 2007


Di meno, ma meglio: la revisione strategica dei consumi familiari. Budget risicati, consumi in lieve crescita, rialzo delle spese per la casa e, allo stesso tempo, boom di prodotti e modalità di acquisto innova_tive: è questa l’essenza della revisione strategica dei budget familiari che fa convivere tutela del tenore di vita e accesso a nuovi beni, auto-percezione della propria vulnerabilità socioeconomica e persistente caccia a beni e servizi di qualità. I redditi reali familiari crescono in misura ridotta (+0,5% tasso annuo) e per il prossimo biennio saranno di poco superiori all’1%. Cresce l’incidenza sui consumi delle spese per l’abitazione passate, nel periodo 1996-2006, dal 20,6% al 26%, attestandosi al 31% se vi si includono le spese per energia e combustibile. 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa. Per oltre 622 mila famiglie con una spesa media mensile fino a 2 mila euro il peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single giovani al 19,2%. Il ricorso al credito al consumo è passato da 48 miliardi circa di euro del 2002 a oltre 85,6 miliardi di euro del 2006, con un incre_mento del +78%. Tuttavia le famiglie insolventi sono solo l’1,7%, e quelle che hanno dichiarato difficoltà nel far fronte alle rate il 6,3%. Il 58% delle famiglie effettua regolarmente acquisti nei mer_cati rionali, il 60% presso gli hard-discount che hanno aumentato il loro fatturato globale del 45%. E’ il 66% delle famiglie con figli a cambiare punto vendita cercando di massi_mizzare le offerte. Il 37% degli italiani associa il low cost a tutte le fasce di popolazione, mentre è il 21% a ritenerlo appannaggio delle sole famiglie a basso reddito; il 60% degli italiani ha dichiarato che ha uti_lizzato o utilizzerebbe il low cost.

La flessibilità fa crescere il lavoro, ma dopo? Dei quasi 1 milione 900 mila lavoratori che hanno trovato un’occupazione, il 38,2% ha un contratto a termine, l’8,7% un contratto di lavoro a progetto o occasionale e il 36,1% un contratto a tempo indeterminato. Tra gli under 35 si registre la più elevata incidenza di contratti atipici. I giovani infatti rappresentano la parte decisamente maggioritaria - il 58,2% - del lavoro atipico in Italia. Ma nel 2006, su 902 mila lavoratori che si sono ritrovati senza occupazione, perché l’hanno persa, o perché si sono ritirati dal lavoro, più di 346 mila erano persone con meno di 34 anni (il 38,4%) e il 22,2% persone dai 35 ai 44 anni.

Riorganizzarsi anche all’estero. 38.690 studenti italiani si sono iscritti in facoltà universitarie straniere, in prevalenza tedesche (il 19,9%), austriache (16,1%), inglesi (13,7%), svizzere (11,6%), francesi (10,4%) e statunitensi (8,8%); e sono stati più di 11 mila e 700 (vale a dire il 3,9% del totale) i laureati che ad un anno dal conseguimento del diploma hanno trovato lavoro all’estero; il numero delle imprese estere partecipate da aziende italiane è arrivato a quota 17.200, per un volume di addetti pari a oltre 1milione 120 mila lavoratori. Sono stati circa 13.368 gli italiani ad elevata qualificazione che si sono spostati, temporaneamente, dall’Italia agli Stati Uniti: di questi, 6.179 (+51,6% tra 1998 e 2006) sono lavoratori altamente specializzati, 5.692 (+51,7%) sono quadri o dirigenti di imprese internazionali, e infine 1.497 (+166,8%) sono in possesso del visto O1, concesso esclusivamente a lavoratori con “straordinarie capacità o risultati”.

Il ruolo crescente dei global player. Le quote italiane del Pil e dell’export mon_diali appaiono in flessione, ridotte rispettivamente al 2,7% e al 3,4% nel 2006. Ma non si può tralasciare che si tratta di fette più piccole di una torta (la produzione mondiale, l’export globale di prodotti e servi_zi) che nel frattempo si è allargata enormemente. Se oggi il rapporto dell’Italia con la prima potenza economica (gli Stati Uniti) è di 1 a 7, nel 2050 il rapporto con la maggiore potenza mon_diale (la Cina) sarà prevedibilmente di 1 a 21. Il downgrading riguar_da naturalmente tutte le economie occidentali. Ma, le proiezioni al 2050 assegnano alla nostra economia, dall’attuale settimo posto, ancora la decima posizione nel mondo, mentre Spagna e Canada escono dalla top 10.

L’ascesa delle imprese competitive. Le imprese dell’industria in senso stretto con più di 20 addetti sono appena il 7,1% del totale, dunque, una netta minoranza numerica, ma nei fatti capa_ce di sviluppare una forza propulsiva determinante poiché tale nume_ro ridotto di aziende (non più di 37.000 unità) genera quasi l’80% del fatturato industriale ed il 75% del valore aggiunto.

La potenza delle concentrazioni finanziarie. Tra le prime 10 operazioni di fusione e acquisizione realizzate nel 2007, 5 riguardano le banche ed una in particolare, quella della incorporazione di Capitalia in Unicredit, raggiunge un valore estremamente elevato, superiore a 21 miliardi di euro. La quota di attivi_tà realizzate dai primi cinque gruppi bancari italiani è passata dal 45% dello scorso anno all’attuale 53,5%. La quota di mercato del 37% che nel 2006 era distribuita fra quattro dif_ferenti gruppi oggi è realizzata da due soli operatori.

La forza pervasiva della criminalità organizzata. I comuni del Sud in cui sono presenti sodalizi criminali sono 406 su 1.608. Complessivamente 610 comuni in Italia hanno un indicatore manifesto della presenza di criminalità organizzata (clan mafioso o bene confi_scato o scioglimento negli ultimi tre anni). Si tratta di 13 milioni circa di individui su di un totale di 16.874.969, vale a dire il 77,2% del totale della popolazione residente nelle quattro regioni a rischio e circa il 22% della popolazione italiana. In queste stesse aree viene prodotto il 15,1% del Pil nazionale e si registra il 13,2% dei depositi bancari e il 7,1% degli impieghi.
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"SeQuAlCoSaMiVaStOrToLoRaDdRiZzOaCaLcIiNcUlo".
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“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”. [Barone M.A. Rothschild]

"Life isn't like a bowl of cherries or peaches, it's more like a jar of Jalapenos: what you do today, might burn your ass tomorrow...!?! "


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