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-- [potenza audio] Dubbio atroce che non mi fa dormire la notte.... (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=24101)
[potenza audio] Dubbio atroce che non mi fa dormire la notte....
Ragazzi, ho un dubbio che mi attanaglia il cervello (ma quale cervello??
) da diverso tempo, e non riesco a trovare una spigazione nemmeno "googolando" o chiedendo in giro.
Come mai tutti gli attuali CD musicali prodotti nei grandi studi di produzione sono registrati con un volume decisamente alto e con suoni pulitissimi e assolutamente privi di distorsione, mentre se registro io uno strumento, e trasferisco la traccia cu CD, il suono risulta molto più ovattato o distorto?
Potenza dei costosissimi mezzi degli studi di produzione odierni, direte voi.
Ok, su questo non c'è dubbio.
Il problema è che se creo un pezzo di batteria elettronica con un programma sequencer, il suono che ottengo è cmq più basso rispetto alla batteria (elettronica o reale che sia) di un CD acquistato in negozio.
Se cerco di alzare il volume (prima di trasferire la traccia sul cd) il suono che ottengo ha sì un volume più alto, ma è un po' distorto.
A questo punto mi chiedo: ma la batteria elettronica non dovrebbe avere un suono virtualmente perfetto?
Come fanno ad ottenere un suono così "potente"? Da cosa dipende, se non dal volume con cui sono registrate le varie traccie?
Per caso qualcuno me lo sa spiegare? 
Grazie in anticipo 
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Chiamatemi Darky ^_^
_____ -+- ANTINOMY -+- __________ -+- Inside Human Cruelty -+- _____
Prova ad applicare un compressore e un equalizzatore parametrico.
Quando alzi i volumi per forza di cose alcuni picchi vanno oltre il range gestibile dalla strumentazione e saturano, creando distorsione. Applicando una compressione e EQ ben tarato si può alzare il volume tagliando i picchi e mantenendo il suono pulito, ma non esagerare perché perderesti dinamica e suonerebbe tutto molto "finto e plasticoso".
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Web: http://www.negativesignal.com - ICQ# 171585477 - Death to software patents! And TCPA too! "e uno!", diceva il boia.
Sono i miracoli del mastering.
http://www.bbesound.com/products/maxim/882i.asp
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Originally posted by korn
Prova ad applicare un compressore e un equalizzatore parametrico.
Quando alzi i volumi per forza di cose alcuni picchi vanno oltre il range gestibile dalla strumentazione e saturano, creando distorsione. Applicando una compressione e EQ ben tarato si può alzare il volume tagliando i picchi e mantenendo il suono pulito, ma non esagerare perché perderesti dinamica e suonerebbe tutto molto "finto e plasticoso".
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Ho notato un'altra cosa: se io prendo una traccia già mixata, e la sovrappongo a sè stessa (cioè in un programma multitraccia ne metto 2 uguali contemporeneamente e le mixo insieme) ottengo la stessa traccia ad un volume molto più alto. E il suono NON è distorto come se sarebbe successo se avessi semplicemente alzato il volume... è normale?
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In realtà non è solo una questione di ampiezza dell'onda, ma anche di fase e di equalizzazione.
Senza contare che se il suono su cui lavori fa cagare, è spompo e senza dinamica, puoi fare ben poco in fase di mastering.
Nonostante sia assolutamente impossibile tirare fuori un suono come quello dei Korn o degli Alter Bridge lavorando in casa con dei monitor da 250 euro e una manciata di plugins, ho ottenuto dei risultati che mi hanno soddisfatto (accontentandomi un pò, chiaramente...) usando Izotope Ozone + L2 Ultramaximizer + PAZ Psychoacoustic Analyzer per il monitoring.
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Originally posted by LazerPhEa
In realtà non è solo una questione di ampiezza dell'onda, ma anche di fase e di equalizzazione.
Senza contare che se il suono su cui lavori fa cagare, è spompo e senza dinamica, puoi fare ben poco in fase di mastering.
Nonostante sia assolutamente impossibile tirare fuori un suono come quello dei Korn o degli Alter Bridge lavorando in casa con dei monitor da 250 euro e una manciata di plugins, ho ottenuto dei risultati che mi hanno soddisfatto (accontentandomi un pò, chiaramente...) usando Izotope Ozone + L2 Ultramaximizer + PAZ Psychoacoustic Analyzer per il monitoring.
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Originally posted by DarkGod
Scusa l'ignoranza, ma i programmi che hai citato dovrei utilizzarli dopo il mixaggio (sulla traccia completa) o sulle singole tracce?
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Originally posted by LazerPhEa
Il mastering lo fai dopo il mixing, quindi sulla tua traccia finale.
Al più, quello che puoi fare su alcune tracce che vuoi pompare un pò è usare l'Ultramaximizer, ma ancora meglio un buon compressore come il Renaissance Compressor.
Potresti anche (ma qui la cosa si fa dura) usare una compressione in sidechain tra la cassa della batteria e la traccia di basso.
Ah: e il trucco è usare tutto con estrema parsimonia, ovvero partire già con delle tracce di buona qualità e spinta, evitando di smanacciarle in post-produzione.![]()
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he he mio caro darky eccoti arrivato ad un punto cruciale a cui arrivano tutti gli home recorders...
Lazer ti ha già dato dei buoni consigli dai quali partire. Cmq, tieni conto di un paio di cose che ti espongo quì di seguito.
Il suono che viene fuori dai migliori studios americani, inglesi etc. sono frutto di una alchemica congiunzione di macchinari dal costo esorbitante, tipo mixer Neve da 400.000$, compressori valvolari ultra pregiati da 4000$ l'uno e microfoni esoterici; il tutto guidato da raffinati artigiani la cui sapienza ed abilità sono frutto di svariati anni di lavoro e di un'innato senso del gusto e coadiuvato da ambienti severamente trattati e progettati allo scopo.
In poche parole, l'utente medio che si compra una scheda semipro e dispone dei pacchetti sw più diffusi ha sì a disposizione un potente mezzo espressivo, ma cercare il paragone con certi titani sarebbe come andare a sfidare una ferrari F50 guidata da schumacher con una punto GT...
Non per questo non si possono cmq ottenere buoni risultati con un'attrezzatura amatoriale (soprattutto cercando di spingere sul contenuto artistico, cosa di cui invece sono spesso carenti le grandi produzioni), ma per fare questo sono richieste sapienza e destrezza quasi da professionisti. Bisogna studiare ed esercitarsi seriamente insomma, anche perchè le macchine esoteriche di cui sopra praticamente suonano sempre bene, mentre una attrezzatura amatoriale va saputa spremere.
Cmq i fattori che incidono sulla qualità del suono sono innumerevoli, ma soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione di fonti esterne la qualità del suono di partenza rappresenta già un buon 80%. Nessun effetto può recuperare quello che si perde in fase di registrazione...
I "martello e scalpello" del mixing sono compressore ed equalizzatore, imparare ad usare questi in modo appropriato sulle traccie già può portare a risultati di tutto rispetto. Poi si può passare ad esplorare altri tipi di effettistica.
Il mastering come già detto avviene sul mix già finito, per correggerne alcuni difetti e migliorarne il suono, ma l'intervento è cmq limitato a conferire "la patina" e sgrossare qualche errore e si deve disporre di un buon mix, altrimenti è del tutto inefficace. Cmq nel mastering se si esagera si può benissimo peggiorare invece che migliorare.
Programmi: per il mixing gli effetti plug-in della waves sono i più usati ed apprezzati, per il mastering i sw semi-pro (i pro fanno ampio uso di hardware dedicato) che vanno per la maggiore sono Izotope della Ozone e T-Racks della ik-multimedia.
Cmq, tieni conto che la strada per la qualità sonora è in costante salita: se uno si fà prendere troppo la mano (e per un amatore in fondo non ha molto senso) ti assicuro che non si smette mai di spendere ed imparare. Però imparare non costa niente e dà sempre risultati, spendere costa caro e non sempre porta ai risultati sperati...

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those who test will find a bullet in they chest
put ta rest
by a brotha who was hopeless
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Ah, una cosa: non ti fare prendere troppo la mano con i compressori... usato bene porta ad un suono potente, ma usato in modo esagerato porta ad un pezzo che sì suona forte ma risulta disarticolato e stancante da ascoltare.
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Originally posted by UZI
he he mio caro darky eccoti arrivato ad un punto cruciale a cui arrivano tutti gli home recorders...
Lazer ti ha già dato dei buoni consigli dai quali partire. Cmq, tieni conto di un paio di cose che ti espongo quì di seguito.
Il suono che viene fuori dai migliori studios americani, inglesi etc. sono frutto di una alchemica congiunzione di macchinari dal costo esorbitante, tipo mixer Neve da 400.000$, compressori valvolari ultra pregiati da 4000$ l'uno e microfoni esoterici; il tutto guidato da raffinati artigiani la cui sapienza ed abilità sono frutto di svariati anni di lavoro e di un'innato senso del gusto e coadiuvato da ambienti severamente trattati e progettati allo scopo.
In poche parole, l'utente medio che si compra una scheda semipro e dispone dei pacchetti sw più diffusi ha sì a disposizione un potente mezzo espressivo, ma cercare il paragone con certi titani sarebbe come andare a sfidare una ferrari F50 guidata da schumacher con una punto GT...
Non per questo non si possono cmq ottenere buoni risultati con un'attrezzatura amatoriale (soprattutto cercando di spingere sul contenuto artistico, cosa di cui invece sono spesso carenti le grandi produzioni), ma per fare questo sono richieste sapienza e destrezza quasi da professionisti. Bisogna studiare ed esercitarsi seriamente insomma, anche perchè le macchine esoteriche di cui sopra praticamente suonano sempre bene, mentre una attrezzatura amatoriale va saputa spremere.
Cmq i fattori che incidono sulla qualità del suono sono innumerevoli, ma soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione di fonti esterne la qualità del suono di partenza rappresenta già un buon 80%. Nessun effetto può recuperare quello che si perde in fase di registrazione...
I "martello e scalpello" del mixing sono compressore ed equalizzatore, imparare ad usare questi in modo appropriato sulle traccie già può portare a risultati di tutto rispetto. Poi si può passare ad esplorare altri tipi di effettistica.
Il mastering come già detto avviene sul mix già finito, per correggerne alcuni difetti e migliorarne il suono, ma l'intervento è cmq limitato a conferire "la patina" e sgrossare qualche errore e si deve disporre di un buon mix, altrimenti è del tutto inefficace. Cmq nel mastering se si esagera si può benissimo peggiorare invece che migliorare.
Programmi: per il mixing gli effetti plug-in della waves sono i più usati ed apprezzati, per il mastering i sw semi-pro (i pro fanno ampio uso di hardware dedicato) che vanno per la maggiore sono Izotope della Ozone e T-Racks della ik-multimedia.
Cmq, tieni conto che la strada per la qualità sonora è in costante salita: se uno si fà prendere troppo la mano (e per un amatore in fondo non ha molto senso) ti assicuro che non si smette mai di spendere ed imparare. Però imparare non costa niente e dà sempre risultati, spendere costa caro e non sempre porta ai risultati sperati...
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Originally posted by DarkGod
Eilà!
Mitico UZI... ti aspettavo al varco!! (scherzo)

Mi sembra in ogni caso di capire che cmq la cosa davvero fondamentale sia la qualità iniziale di registrazione. Se ho una traccia registrata male, posso farsi su qualsiasi "magheggio" ma più di tanto non migliorerà...
Direi quindi che, quando si hanno un po' di soldi da spendere, e dovendo scegliere come investirli, la cosa migliore da fare sia comprare dei buoni microfoni (che ovviamente non possono essere sostituiti da nessun software)
A parte il discorso "qualità", il dubbio che mi resta è un altro, ed è forse più una curiosità personale che qualcosa di veramente utile.
Non riesco a capire il discorso sulla potenza audio e i suoni spompati.
Voglio dire, se io registro un riff di chitarra con il microfonino del PC, il suono che ottengo ha una qualità infima ed è in genere a un volume piuttosto basso. A questo punto però mi aspetterei che alzando il volume via software il suono si comportasse di conseguenza, ovvero restasse brutto ma ad un volume alto, mentre invece inizia subito a distorcersi, senza aver minimamente raggiunto il volume di suoni registrati professionalmente.
In poche parole: c'è una legge che mette in relazione qualità audio e volume del suono registrato? Credevo fossero cose distinte O_o
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Inoltre (permettimi di aggiungere altro blaterare al mio sproloquio
), il discorso qualità-livello percepito non trova riscontro solo nella registrazione...
Un altro esempio lampante di questo fenomeno sono i sintetizzatori. La maggior parte dei synth odierni fanno uso di tecnologie informatiche per generare suoni, in pratica sono dei computer travestiti da strumento musicale; questo ha portato un grande quantità di vantaggi rispetto al passato come l'uso di diverse tipologie di sintesi, l'elevata polifonia (la capacità di suonare più voci contemporaneamente), la possibilità automatizzare i controlli da un sequencer esterno e di aggiornare il sistema operativo per aggiungere nuove features... però rispetto agli analogici del passato alle orecchie di molti questi synth risultano piuttosto "anemici" (chi più chi meno), e questo per un discorso del tutto simile a quello di cui sopra.
Se ad esempio prendo un synth digitale odierno e ci programmo un basso, questo suonerà certo più o meno bene a seconda del modello e della mia capacità di programmare le patch, ma se prendo un vecchio minimoog degli anni '70 e ci suono un basso questo sembrerà far sputare i coni dalle casse e penetrare nel corpo di chi lo ascolta, nonostante i livelli di ampiezza dell'onda siano gli stessi nei due synth! E' per questo che il minimoog, pur suonando una sola nota per volta, pur avendo una catena di sintesi elementare, pur non avendo neanche il midi, viaggia tutt'ora sui 2000€ ed è ricercatissimo...
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Originally posted by UZI
Eccomi quà!
Scusa il ritardo ma mi era sfuggita la risposta.
Esattamente. Se si registrano traccie "acustiche" (termine inteso nel senso che la fonte sonora non è interfacciata direttamente con l'apparecchiatura di registrazione -come ad esempio un synth la cui uscita line viene collegata direttamente all'ingresso della scheda- , ma il cui suono viene catturato da un microfono) la qualità della catena audio di ingresso diventa assolutamente critica.
Per questo anche all'home recorder non particolarmente evoluto viene vivamente consigliato l'acquisto di un microfono decente, anche se il budget non è elevato... cmq ora come ora sono presenti sul mercato microfoni a condensatore da 200-300€ (anche meno) dall'ottimo rapporto qualità/prezzo ed in grado di fornire un'ottima qualità per l'home recording.
Subito dopo il microfono a decretare la qualità del segnale registrato vi è il preamplificatore microfonico, ma è una spesa che si può rimandare (meglio intanto prendersi una coppia di monitor per avere un feedback affidabile quando si mixa e si masterizza) e cmq il consiglio degli esperti per un'accoppiata mic-pre che risulti bilanciata e sensata è di avere un rapporto 2 a 1 tra il prezzo del mic e quello del pre... cioè, inutile usare un mic da 200€ con un pre da 600€ (anche se non è una regola fissa).
Il trend da un po' di tempo a questa parte è quello di avere un canale privilegiato (anche un singolo canale mono) ad alta qualità da usare per registrare uno strumento alla volta o gli elementi più critici come la voce, e delegare le altre traccie del mixer-scheda per monitorare tutto assieme o per registrare strumenti più "sacrificabili" dal punto di vista della qualità. Per questo sono nati da un po' di anni a questa parte i "channell strip": letteralmente "striscie di canale" che intendono replicare un solo canale (o al massimo due) delle console di mixaggio di alta qualità a prezzi accessibili; sarà quindi disponibile un pre microfonico, un compressore ed un eq nei casi più comuni, si attacca alla scheda ed ecco il nostro canale ad alta qualità.
Il fatto è che l'orecchio umano non è uno strumento di misura lineare, per cui il livello percepito non dipende solo dall'intensità della fonte sonora ma da molti altri fattori di natura psicoaustica. Ed inevitabilmente il livello percepito, la "presenza" del suono registrato, si intreccia con la qualità della registrazione stessa.
Per di più, alcuni di questi fattori non sono completamente conosciuti e formalizzati scientificamente...
Fattori che contribuiscono ad aumentare il livello sonoro percepito, oltre ovviamente alla mera intensità del segnale, sono ad esempio il livello medio ed il suo andamento dinamico (per questo si utilizzano i copressori), le componenti armoniche (che non vengono catturate da microfoni di scarsa qualità), il complesso rapporto tra le fasi delle sue componenti (i rapporti di fase hanno una grossa importanza nella spazialità e nella corposità del suono) e via dicendo...
Una registrazione di scarsa qualità perde gran parte di tutto questo in partenza, e non lo si potrà mai recuperare semplicemente alzando il volume o comprimendo fino alla morte o equalizzando. Arriverai al punto quindi in cui arrivi tu, nel quale hai sfruttato tutta la banda dinamica disponibile, oltre la quale c'è solo il clipping (da evitare come la morte!!!), eppure continui a percepire un livello sonoro molto più basso di quello dei dischi commerciali: avrai il famigerato suono "spompato", al quale mancheranno tutti gli elementi che causano gli effetti psicoacustici "buoni" che gli permetterebbero di "farsi sentire".
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Chiamatemi Darky ^_^
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