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-- [medicina] Pillola dell'oblio (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=7010)


Posted by bat-erika on 19-11-2003 18:44:

Pillola dell'oblio

Pare ci sia una pillola che viene somministrata a chi ha subito un grave trauma (violenza, incidente, guerra etc....) che eliminerebbe il ricordo dell'accaduto ma con esso anche la capacità di provare rimorso o senso di colpa.

Voi la prendereste?

__________________

"Li peccati li chiangi, ci nu li chiangi osce li chiangi crai, ma sempre ca l'hai chiangire ete..."
"No hay mal que no venga por bien..."

"Todo te lo tragaste, como la lejanía. Como el mar, como el tiempo.Todo en ti fue naufragio!" (Pablo Neruda)


Posted by Lunik on 19-11-2003 18:45:

come l'aggeggio di Men in black? :asd:

uhmmm cmq no non la prenderei :)

__________________
Il DSY su Facebook!!!


Posted by maja on 19-11-2003 18:46:

...a volte servirebbe...
Però invece che affidarmi a una pillola preferirei trovare dentro di me la forza di superare il trauma anche se è difficile...

__________________
Non si dice ottimista,si dice illuso.
Non si dice pessimista,si dice realista.



Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 18:50:

Assolutamente no, i traumi, di qualsiasi entità, aiutano a crescere caratterialmente molto più che le belle esperienze. Ma questo è solo un mio punto di vista.

__________________
"Lo sai che ti sorvegliano?" "cosa?" "Seguono le tue mosse, sei sotto gli occhi di tutti mi dici come speri di continuare?Devi rassegnarti, li hanno già minacciati tutti, non parlerà nessuno!" "Uno gli è scappato.."


Posted by foolish on 19-11-2003 18:51:

c'è chi grazie al trauma trova una forza, che magari non credeva neanche di avere, per superare il problema.

c'è chi grazie alle proprie amicizie che gli danno forza, riesce a combattere le proprie paure.

c'è chi però è meno "fortunato" e non riesce senza l'aiuto di psicofarmaci (perchè di questo poi si tratta) a superare il tutto.

__________________
The only way to discover the limits of the possible is to go beyond them into the impossible.
Arthur C. Clarke.


Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 18:58:

penso che gli psicofarmaci abbiano un effetto religioso. sono soltanto una triste scorciatoia per raggiungere una meta allontanadosi da un'altra.
la forza esiste in tutti noi, basta saperla scovare e soprattutto VOLERLA TROVARE!

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Posted by Elex on 19-11-2003 19:11:

mai e poi mai
credo che quando mi butterò sui farmaci per dimenticare sarà davvero la mia fine


Posted by Sonia on 19-11-2003 19:17:

beh ma si parla di traumi, non di "vita da tutti i giorni"...

mio nonno, quando parla della guerra, riesce a stento a trattenere le lacrime...
chissà cosa ha passato :(

__________________
Spietata e diabolica!

"Questi libri non possono cancellare secoli di storia, specialmente se quella storia è sostenuta dal più grande best seller di tutti i tempi." Fraukman aveva sgranato gli occhi. "Non dirmi che Harry Potter parlava del Santo Graal."
"Parlavo della Bibbia." Fraukman aveva fatto una smorfia. "Dovevo aspettarmelo."


Posted by DeepBlue on 19-11-2003 19:23:

Una volta si beveva per dimenticare. Oggi ci si droga.

Non credo che la prenderei.
Poi anche volendo avrei troppa paura di perdere qualche bel ricordo. I meccanismi del ricordo sono troppo complessi per essere manipolati da una pastiglia :)

O forse erano le pastiglie di Morpheus? :P


Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 19:26:

Mi riesce difficile pensare che ci sia ancora gente che per dimenticare qualche trauma beve o si droga.
comunque hai ragionissima, chi mi potrebbe assicurare l'elimininazione circoscritta di quella parte di memoria?

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:30:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Mi riesce difficile pensare che ci sia ancora gente che per dimenticare qualche trauma beve o si droga.

Ci sono esperienze per cui daresti anche un braccio se questo ti aiutasse a dimenticare.
E' troppo facile parlare e riempirsi la bocca di giudizi quando il trauma più grosso che si è provato è l'essere mollati da una ragazza o la morte di un parente (esperienza tragica quanto volete, ma assolutamente normale).

__________________
Questo è il giardino
Dove il principe muore
Nessun sentiero
Nessun destriero
Soltanto un nome... Eterno...


Posted by joker402 on 19-11-2003 19:32:

Io sono fermamente convinto che non si debbano e non sia giusto trovare le soluzioni ai propri problemi in pillole e simili, però non sempre una persona ha i mezzi per superare i traumi. Penso ad esempio alle violenze sui bambini, o le torture in situazioni di guerra. Traumi che possono condizionare tutta la vita di un individuo... in casi di questo genere potrebbe servire. Ovvio che ciò ha il suo negativo nel fatto che se uno rimuove completamente un'esperienza come se non l'avesse mai vissuta, rimuove con essa tutte le sensazioni,emozioni, insegnamenti, allarmi,... che questa gli avrebbe trasmesso.

Non voglio pensare a cosa possono fare con la pillola le mani sbagliate :shock:

__________________
Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero.
~ joker402 ~


Posted by DeepBlue on 19-11-2003 19:34:

Volevo aggiungere una cosa.

Pensavo un po' a tutte le teorie sull'auto-apprendimento (sicuramente esiste un termine più adatto), cioè quelle per cui da uno sbaglio si impara a come comportarsi in futuro nei confronti di un certo evento/situazione/luogo.
E' un po' come per le cavie da laboratorio di fronte a due pulsanti: se ne toccano uno prendono la scossa, se toccano l'altro gli viene distribuito il cibo. Se prendessero la pillolina probabilmente ci sarebbero più cavie fulminate che grasse :D

Non che io voglia paragonare l'uomo alle cavie, ma certi meccanismi sono gli stessi per tutti, imho.


Posted by joker402 on 19-11-2003 19:35:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
comunque hai ragionissima, chi mi potrebbe assicurare l'elimininazione circoscritta di quella parte di memoria?

:teach: Non è che agisce rimuovendo una parte: rimuove tutto quello che hai memorizzato (e quindi vissuto) da quando la prendi a, che so, due, tre, sette giorni prima. Potremom dire che elimina i ricordi recenti.

__________________
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~ joker402 ~


Posted by bat-erika on 19-11-2003 19:35:

Originally posted by foolish
senza l'aiuto di psicofarmaci (perchè di questo poi si tratta) a superare il tutto.


In realtà non sono psicofarmaci, sono a base di una sostanza normalmente prescritta agli ipertesi, solo che se somministrata in grandi dosi subito dopo il trauma evita che questo venga "impresso"

In maniera brutta è un pò come dire che se ti togli le scarpe strette prima che ti vengano i calli allora è quasi come se non le avessi mai portate.......

Non agiscono sulla psiche, ma solo a livello fisico....

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 19:36:

A prescindere dal fatto che non ho assolutamente espresso giudizi, volevo dire che mi hai frainteso. La maggior parte dei giovani si drogano solo per il gusto di farlo, solo per provare esperienze nuove o per elevarsi nella gloriosa società moderna.
Sono poche le persone che arrivano a questra estrema quanto triste soluzione , a causa di esperienze tragiche. Ma anche qui non le capisco, ma le rispetto!
Qualcuno diceva che "la droga è una sfida alla propria mente". L'uso delle sostanze stupefacenti, chimiche o naturali, ha avuto numerosi significati nel corso della storia e nelle varie civiltà.
Credoche al giorno d'oggi, nella nostra società, abbiamo affibiato, al consumo di droghe, il significato più stupido. Scusate il termine.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:36:

Originally posted by bat-erika
In maniera brutta è un pò come dire che se ti togli le scarpe strette prima che ti vengano i calli allora è quasi come se non le avessi mai portate.......

:lol: :lol:

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:40:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
A prescindere dal fatto che non ho assolutamente espresso giudizi, volevo dire che mi hai frainteso. La maggior parte dei giovani si drogano solo per il gusto di farlo, solo per provare esperienze nuove o per elevarsi nella gloriosa società moderna.
Sono poche le persone che arrivano a questra estrema quanto triste soluzione , a causa di esperienze tragiche. Ma anche qui non le capisco, ma le rispetto!
Qualcuno diceva che "la droga è una sfida alla propria mente". L'uso delle sostanze stupefacenti, chimiche o naturali, ha avuto numerosi significati nel corso della storia e nelle varie civiltà.
Credoche al giorno d'oggi, nella nostra società, abbiamo affibiato, al consumo di droghe, il significato più stupido. Scusate il termine.

Su questo siamo d'accordo, ma tu hai scritto:
penso che gli psicofarmaci abbiano un effetto religioso. sono soltanto una triste scorciatoia per raggiungere una meta allontanadosi da un'altra.

E questo è un giudizio bello e buono su persone che assumono psicofarmaci.

Assolutamente no, i traumi, di qualsiasi entità, aiutano a crescere caratterialmente molto più che le belle esperienze.

Questa invece è un'affermazione assolutamente sbagliata: ci sono esperienze che ti annichiliscono, che ti fanno morire dentro.
Altro che aiutare a crescere.
Ripeto: se proprio se ne vuole parlare, vediamo di prendere in considerazione i traumi veri e propri, non cazzate tipo: "oddio sono depresso perchè la mia ragazza mi ha mollato"...

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 19:45:

Il primo non è un giudizio che dò alle persone, è soltanto una mia opionione opinionabile. Non pretendo certamente che tutti ne siano seguaci.
La seconda è altresì un'altra opinione personale. Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo. Penso che la vera differenza stia nel modo di affrontare l'accaduto. Forse stò parlando troppo per questioni personali, ma davvero, la differenza stà soltanto nella reazione delle persone.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:55:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Il primo non è un giudizio che dò alle persone, è soltanto una mia opionione opinionabile. Non pretendo certamente che tutti ne siano seguaci.

Mi sembra che tu ne stia facendo una questione di lana caprina, perdonami.
il fatto che tu definisca gli psicofarmaci una "triste scorciatoia" non è un tuo giudizio?

La seconda è altresì un'altra opinione personale. Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo.

Ripeto: la perdita di una persona cara non è assolutamente la cosa peggiore che può capitare: basti pensare ai nostri genitori, che (spero) ci precederanno nel trapasso.


Penso che la vera differenza stia nel modo di affrontare l'accaduto. Forse stò parlando troppo per questioni personali, ma davvero, la differenza stà soltanto nella reazione delle persone.

Ecco, il fatto di essere mossi da esperienze personali a volte fa ignorare aspetti del problema altresì fondamentali, IMO.

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Posted by bat-erika on 19-11-2003 19:55:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
opinionabile


credo si dica opinabile......


Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo.


In questi casi un dottore non la somministrerebbe, nell'articolo si parlava di violenze subite, di situazioni affrontate in guerra, di essere vittime di tragedie (leggi, aereo che cade e devi rimanere con i morti un mese, o un attentato etc, etc....).

Tutto ciò che rientra nella normalità secondo la scienza non è degno di essere cancellato, e purtroppo la morte è normale.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:57:

Originally posted by bat-erika


In questi casi un dottore non la somministrerebbe, nell'articolo si parlava di violenze subite, di situazioni affrontate in guerra, di essere vittime di tragedie (leggi, aereo che cade e devi rimanere con i morti un mese, o un attentato etc, etc....).

Tutto ciò che rientra nella normalità secondo la scienza non è degno di essere cancellato, e purtroppo la morte è normale.

:approved: Centrato!

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:00:

sono o non sono una triste scorciatoia?
un mio giudizio a cosa?
Ho aggiunto "e via dicendo". non vedi?
Penso che l'essere mossi da esperienze personali possa far riflettere sul perchè le altre persone non hanno le nostre stesse reazioni. Pensare al perchè esistano reazioni diverse e a cosa sia dovute è molto interessante. Spesso riguardano il mondo che circonda tali persone a differenza di altre.
Ovvio la perdita di persone care non è l'unica tragedia, e tu fai riferimento al caso più naturale possibile.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 20:02:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
sono o non sono una triste scorciatoia?
un mio giudizio a cosa?
Ho aggiunto "e via dicendo". non vedi?
Penso che l'essere mossi da esperienze personali possa far riflettere sul perchè le altre persone non hanno le nostre stesse reazioni. Pensare al perchè esistano reazioni diverse e a cosa sia dovute è molto interessante. Spesso riguardano il mondo che circonda tali persone a differenza di altre.
Ovvio la perdita di persone care non è l'unica tragedia, e tu fai riferimento al caso più naturale possibile.

Perdonami ma non ho capito il senso di questo tuo ultimo post.
In ogni caso non mi va più di continuare la conversazione.
Saluti.

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:39:

Originally posted by bat-erika
[B]credo si dica opinabile......


Scusa mi ero fatto prendere dalla foga di scrivere. Grazie per la correzione ;)

Lazer..bha. Questo si è un giudizio personale. Abbi almeno la decenza di rispondere.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 20:44:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'

Lazer..bha. Questo si è un giudizio personale.

Quale?
Abbi almeno la decenza di rispondere.

Decenza?
Perchè?
Ti devo qualcosa,forse?

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:53:

Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia. In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. Sia nella malattia, nella morte, nella guerra, nelle tragedie terroristiche, o un aere che cade e devi rimanere con i morti per un mese diventando cannibale(stile "alive"). Comunque a parte gli scherzi, sono situazioni che fanno crescere moralmente e spiritualmente. Nella gioia perenne si rimane in una situazione di stallo, di appagamento.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 21:00:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia. In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. Sia nella malattia, nella morte, nella guerra, nelle tragedie terroristiche, o un aere che cade e devi rimanere con i morti per un mese diventando cannibale(stile "alive"). Comunque a parte gli scherzi, sono situazioni che fanno crescere moralmente e spiritualmente. Nella gioia perenne si rimane in una situazione di stallo, di appagamento.

Hai ragionissimo!!! Anche io la penso esattamente così sul dolore, sulla metabolizzazione di quest ultimo ed anche sulla ricerca del dolore come strumentro propedeutico alla nostra evoluzione.
Ma bisogna anche capire che ci sono dei dolori che sono più negativi che positivi, il cui apporto negativo neutralizza ciò che di positivo potrebbe trasmetterci. Su questo siamo d'accordo? ;)

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 21:03:

Credo di si. Esistono dolori che non sono sopportabili, ma non è il dolore affine a se stesso che provoca questi effetti negativi, ma la paura del dolore. Fortunatamente non ho abbastanza conoscenze per poter esprimermi con fermezza riguardo a questi dolori di così grande entità. Ma, come tu affermi, a tutto c'è un limite ;)

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Posted by korn on 19-11-2003 21:09:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia.

Triste ma vero.

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. [/B]

Qui la vedo un pò grigia, sinceramente.
Sarà che sono pessimista e cinico, ma in certi casi mi pare proprio impossibile trovare un lato positivo... certo, c'è sempre il classico "se non altro sono ancora vivo" in cui molti si rifugiano, però quello IMHO è un pò una magra consolazione, decisamente anoressica direi.
E in certi casi forse sarebbe meglio non sopravvivere proprio (de gustibus, ovviamente).


Originally posted by DeepBlue

Pensavo un po' a tutte le teorie sull'auto-apprendimento (sicuramente esiste un termine più adatto), cioè quelle per cui da uno sbaglio si impara a come comportarsi in futuro nei confronti di un certo evento/situazione/luogo.

Temo che non funzionino un granché, visto che l'umanità intera sia presa sotto forma di comunità che di singoli individui vive commettendo ciclicamente gli stessi errori, nonostante ogni volta con tanta buona lena si ripeta "no no basta prometto che non lo faccio più". A volte può anche succedere che si avveri, ma è piuttosto raro purtroppo.

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Posted by DeepBlue on 19-11-2003 21:18:

Originally posted by korn
Temo che non funzionino un granché, visto che l'umanità intera sia presa sotto forma di comunità che di singoli individui vive commettendo ciclicamente gli stessi errori, nonostante ogni volta con tanta buona lena si ripeta "no no basta prometto che non lo faccio più". A volte può anche succedere che si avveri, ma è piuttosto raro purtroppo.


In effetti il mio post era un po' azzardato, però certe teorie non sono da scartare a priori secondo me. E' ovvio che l'essere umano è molto complesso e tutto quello che ha a che fare con i sentimenti non è prevedibile né controllabile.
Però parlando di avvenimenti più semplici il paragone regge. Per esempio, la volta che metti le dita in una presa di corrente e prendi la scossa, la volta dopo ci pensi due volte a rifarlo (altrimenti sei pirla sul serio! :D).


Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 21:20:

più che altro devi arrivare alla seconda volta :D

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Posted by DeepBlue on 19-11-2003 21:24:

San Beghelli aiutaci tu


Posted by bat-erika on 19-11-2003 21:35:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Credo di si. Esistono dolori che non sono sopportabili, ma non è il dolore affine a se stesso che provoca questi effetti negativi, ma la paura del dolore. Fortunatamente non ho abbastanza conoscenze per poter esprimermi con fermezza riguardo a questi dolori di così grande entità. Ma, come tu affermi, a tutto c'è un limite ;)



Credo di aver omesso un pò troppo quando ho iniziato questo thread, nell'articolo si parlava di traumi che avevano delle serie ripercussioni sulla vita dell'individuo, ci sono stati dei casi in cui le persone non riuscivano più a vivere in quanto ossessionate dal ricordo, non riuscivano cioè a dormire, per via degli incubi, non riuscivano a studiare o concentrarsi etc, etc....

Non si parlava solo di dolore, fisico o morale che fosse, o di mancanza di forza di volontà, ma di impossibilità nell'avere una vita normale.
Impossibilità questa che derivava non dal dolore del ricordo bensì dall'aver metabolizzato il fatto im maniera errata a livello inconscio.














Mi duole doverti ri-riprendere ma un dolore non è affine a se stesso, bensì fine a se stesso.
Se desideri che smetta basta che me lo dica!

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Posted by Renaulto on 19-11-2003 22:29:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia.

Imparare a superare il dolore è importante perchè il dolore fa parte della vita, è inevitabile... , non perchè il dolore sia un valore in sè.
Tra l'altro bisogna anche vedere *come* ci si ritrova una volta usciti da una fase di dolore.

__________________
Tanenbaum is overrated.


Posted by Renaulto on 19-11-2003 23:40:

Re: Pillola dell'oblio

Originally posted by bat-erika
Voi la prendereste?

Sono abbastanza scettico sull'efficacia di una simile pillola.
Però se funzionasse, in caso di trauma grave non esiterei ad assumerla.

__________________
Tanenbaum is overrated.


Posted by Mr.Mojo Risin' on 20-11-2003 09:13:

Originally posted by bat-erika
[B]...si parlava di traumi che avevano delle serie ripercussioni sulla vita dell'individuo, ci sono stati dei casi in cui le persone non riuscivano più a vivere in quanto ossessionate dal ricordo, non riuscivano cioè a dormire, per via degli incubi, non riuscivano a studiare o concentrarsi etc, etc....


Ma guarda che quanto detto da me si allinea perfettamente ai tuoi ultimi post. Inoltre chi può stabilire se la perdita di una persona cara è o meno un dolore così grande da poter condizionare la vita di un individuo.
Se un dolore non è ne fisico e nè morale che tipo di dolore è?
Comunque ieri sera mi è capitato di vedere il servizio sulla tragedia del Vajont. Ho visto a 40anni di distanza le lacrime dei superstiti, dei testimoni. E' vero, quelle persone non sono più state le stesse dopo quella notte, ma sono ancora li! Si sono cotruite una nuova vita, hanno combattutto per un risarcimento non ancora avvenuto, hanno alzato la testa e hanno ricostruito tutto, hanno LOTTATO. SI SONO PREFISSATI NUOVI SOGNI! e sono ancora li, con una famiglia, con un lavoro, ma sempre con il ricordo nel cuore. Quindi penso che non esista nessuna tragedia così grande da poter impedire a un uomo di lottare per la vita, per i sogni, se questo lo desidera veramente. E non venite a dirmi che non è stata una disgrazia così grande(come la chiedavate voi).

Volevo mandarvi questa lettera.
Mi chiamo Stefano ho 39 anni e da 18 soffro per una terribile malattia di cui poco se ne parla.
Avete mai sentito parlare delle malattie autoimmuni?
Sicuramente no!
Praticamente il vostro sistema immunitario, cioè quella difesa che protegge il ns corpo dalle infezioni ed attacchi esterni (virus, batteri ecc.) si ribella ed attacca il corpo stesso.
Nel mio caso L'Artrite Reumatoide colpisce le articolazioni impedendoti di fare una vita normale, condizionando le tue scelte di vita, i tuoi sogni, le tue aspettative, la tua vita.........
All'età di 22 anni (pensate l'età più bella nel momento migliore della vita) ho cominciato ad avere dolori allucinanti tanto da non poter scendere dal letto, febbre, tumefazioni articolari; il medico categorico dice Artrite Reumatoide.
Da quel momento cambia la mia vita, perdi gli amici, le tue abitudini, smetto di giocare al calcio, tennis, nuoto e comincio a frequentare ospedali.
Ricordo la disperazione dei miei genitori, di mio fratello, brutti momenti ai quali non riesco a dimenticare.
Tutti i tuoi sogni crollano, pensavo di avere una famiglia con dei figli, sognavo............., ad un lavoro che mi permettesse di viaggiare; quanta delusione, quanta tristezza.
Poi però le cose cambiano, la forza della disperazione mi fa reagire, oggi ho un'obbiettivo: far conoscere queste malattie all'opinione pubblica, perchè credetemi, migliaia di persone in Italia soffrono per le malattie Reumatiche autoimmuni e della sola Artrite Reumatoide ve ne sono circa 600.000 solo in Italia.
Per questo ho pubblicato un sito www.reumatoide.it che raccoglie, sintetizzata, tutta la mia documentazione medica raccolta in 18 anni di malattia.
Nel sito troverete una sezione dedicata alla raccolta delle firme, lì troverete tutti i dati relativi all’iniziativa. E’ POSSIBILE FIRMARE ANCHE ON-LINE.

Volevo chiudere e togliere il disturbo raccomandando ai più giovani e non, di vivere la vita, perchè la vita è bella; Il sole, il cielo, i fiori, gli animali, sono un dono di Dio amiamoli, ma ricordatevi che ci sono persone il cui destino ha riservato brutte sorprese, non giratevi dall'altra parte, aiutatele potreste essere voi ad essere aiutati in futuro.

Un abbraccio enorme
CON AFFETTO STEFANO


Potete benissimo dirmi che questo è solo un modo per ottenere visitatori, oppure che è una storia inventata, ma comunque ci sono sempre persone che lottano per la vita nonostante abbiano subito disgrazie pesantissime nella vita stessa.

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"Lo sai che ti sorvegliano?" "cosa?" "Seguono le tue mosse, sei sotto gli occhi di tutti mi dici come speri di continuare?Devi rassegnarti, li hanno già minacciati tutti, non parlerà nessuno!" "Uno gli è scappato.."


Posted by Renaulto on 20-11-2003 13:41:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Quindi penso che non esista nessuna tragedia così grande da poter impedire a un uomo di lottare per la vita, per i sogni, se questo lo desidera veramente.

Non e' un buon motivo per non evitare un dolore inutile, quando hai la possibilita' di farlo.

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Tanenbaum is overrated.


Posted by Gwath on 20-11-2003 14:09:

Re: Pillola dell'oblio

Originally posted by bat-erika
Pare ci sia una pillola che viene somministrata a chi ha subito un grave trauma (violenza, incidente, guerra etc....) che eliminerebbe il ricordo dell'accaduto ma con esso anche la capacità di provare rimorso o senso di colpa.

Voi la prendereste?


Non la proverei per eliminare un ricordo (o perlomeno non riesco a immaginare un trauma tanto grave, perche` fortunatamente non ne ho mai subiti di cosi` gravi da rendermi la vita impossibile) pero` vorrei provare la vita senza la capacita` di provare rimorsi o sensi di colpa... :D (ok era una stronzata lo ammetto!!!)

Gw@th

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Posted by Morgana on 20-11-2003 14:10:

Non lo so, a me sono venuti in mente i bambini africani rapiti e trasformati in carnefici, spesso dei loro stessi parenti... forse non quella pillola non gli restituirebbe l'infanzia, ma...

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Posted by Berserk on 20-11-2003 18:17:

Re: Pillola dell'oblio

Originally posted by bat-erika
Pare ci sia una pillola che viene somministrata a chi ha subito un grave trauma (violenza, incidente, guerra etc....) che eliminerebbe il ricordo dell'accaduto ma con esso anche la capacità di provare rimorso o senso di colpa.

Voi la prendereste?


il nostro cervello ha gia'una tale dotazione....quando il trauma e'troppo violento chiude tutto,per rilasciare poi piano piano.....forse...

cmq no non la prenderei :)

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