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-- [mafia] Sono inc*****o nero (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=14101)


Posted by AlphaGamma on 15-10-2004 10:56:

Originally posted by Sephirot
tru

ma tante


Intervento del moderatore:

Sephirot, Pupino e Requiem, evitiamo interventi OT.

Il thread non sarebbe in vacca, sebbene qualcuno, i soliti direi, cerchino, anzichè di partecipare alla discussione di svaccarla.

Ogni ulteriore intervento off topic sarà cancellato, e verranno eventualmente intrapresi provvedimenti di sospensione in caso di reiterate violazioni ai richiami di moderazione.


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Attenzio', concentrazio', ritmo e VITALITÀ


Posted by AlphaGamma on 15-10-2004 11:48:

Originally posted by SIMBIOS
Dicendo questo Alpha mi dai ragione..tu mi nomini delle persone senza dubbio di altissima levatura morale .Ma quando una persona diventa importante e si diversifica dal contesto appunto come Falcone,Impastato e Borsellino e altri significa che il resto o quantomeno buona parte del resto non ha la stessa rettitudine morale.Lungi da me dire che nel meridione hanno tutti la stessa mentalità,ma sicuramente cè una maggiore predisposizione.


Il fatto è che io penso che queste persone non nascano dal nulla, ovvero non credo che per "illuminazione divina" emergano delle individualità che combattono un sistema "marcio". Semplicemente, penso che in Sicilia, oltre ad esserci una volontà di prevaricazione mafiosa che gioca su una identità culturale di rifiuto delle istituzioni dello stato e di degrado sociale (non dovuta storicamente alla mafia), ce n'è anche un'altra di riscatto e di emancipazione. Falcone, Impastato e gli altri non sono stati dei Don Chischiotte isolati, ma delle punte di un iceberg, quindi.

Detto questo, affermare che la mafia è un prodotto della Sicilia, significherebbe sostenere che altre mafie, come quella russa, quella cinese, quella giapponese, siano tutte derivazioni di quella siciliana. Cosa assurda, come sostenere che per una qualche inspiegabile ragione nel DNA dei siciliani ci sia la cultura mafiosa.

Io credo che invece la mafia nasce e prospera dove manca una cultura democratica e civile. Cosi' vale dunque ovunque ci sia una forte criminalità organizzata, tantopiù se questa agisce in un contesto di disoccupazione, di scarsa scolarizzazione, di assenza di strutture civili , di quella che è detta semplicemente "presenza dello stato".

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Attenzio', concentrazio', ritmo e VITALITÀ


Posted by ripe on 15-10-2004 12:16:

Io le altre non le chiamerei neanche mafie, c'è differenza tra la nostra mafia italica e la criminalità organizzata degli altri paesi... un fatto culturale più che sociale.

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«And if you ever smell christian blood up in the mountains, then get your axe and chop them down!»


Posted by Simbios on 15-10-2004 13:34:

Originally posted by AlphaGamma
Il fatto è che io penso che queste persone non nascano dal nulla, ovvero non credo che per "illuminazione divina" emergano delle individualità che combattono un sistema "marcio". Semplicemente, penso che in Sicilia, oltre ad esserci una volontà di prevaricazione mafiosa che gioca su una identità culturale di rifiuto delle istituzioni dello stato e di degrado sociale (non dovuta storicamente alla mafia), ce n'è anche un'altra di riscatto e di emancipazione. Falcone, Impastato e gli altri non sono stati dei Don Chischiotte isolati, ma delle punte di un iceberg, quindi.

Detto questo, affermare che la mafia è un prodotto della Sicilia, significherebbe sostenere che altre mafie, come quella russa, quella cinese, quella giapponese, siano tutte derivazioni di quella siciliana. Cosa assurda, come sostenere che per una qualche inspiegabile ragione nel DNA dei siciliani ci sia la cultura mafiosa.

Io credo che invece la mafia nasce e prospera dove manca una cultura democratica e civile. Cosi' vale dunque ovunque ci sia una forte criminalità organizzata, tantopiù se questa agisce in un contesto di disoccupazione, di scarsa scolarizzazione, di assenza di strutture civili , di quella che è detta semplicemente "presenza dello stato".


Sono d'accordo con te che la mafia nasca dove manca una cultura democratica,e purtroppo la Sicilia storicamente manca di questa da secoli.E il suo distaccamento geografico ha fatto il resto, facendo in modo che in questa regione si costruisse un ANti-stato costituito appunto da cosa nostra.Non penso che tutte le mafie derivino da Cosa Nostra (anche perchè sarebbe un ragionamento superficiale ) ma penso che la mentalità siciliana sia rivolta ,non per DNA ma per crescita individuale di ogni singola persona ,verso questo anti-stato.Ora non dico che tutti i siciliani siano mafiosi,ma inconsciamente esiste un accettazione di una simile situazione.La mafia è riuscita ad arrivare dove lo Stato non è mai arrivato, perchè lo Stato ha sempre lasciato la Sicilia in un cantuccio,per paura,per menefreghismo, e per comodo.Per questo secondo me in Sicilia vi è una mentalità diversa rispetto le altre parti d'Italia, e persone come Impastato, Falcone, Borsellino , La Torre, e altre rappresentino l' anormalità in un paese come la Sicilia.

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Governare gli italiani non è impossibile, è inutile. (G.Giolitti)


Posted by superfabius on 15-10-2004 13:44:

Originally posted by AlphaGamma

Detto questo, affermare che la mafia è un prodotto della Sicilia, significherebbe sostenere che altre mafie, come quella russa, quella cinese, quella giapponese, siano tutte derivazioni di quella siciliana. Cosa assurda, come sostenere che per una qualche inspiegabile ragione nel DNA dei siciliani ci sia la cultura mafiosa.


la mafia italiana è un prodotto della sicilia
va meglio cosi'? ;)
non tirare fuori la russia il giappone o altre cose che lo sappiamo tutti che sono cose differenti


Posted by Pupino on 15-10-2004 19:47:

Off-Topic:
Dai Alpha si scherzava... era per evitare un flame certo :asd:

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PUPINO'S VIDEO
:asd:
FRANK JAY
:!:

UN BLOG :look:


Posted by Pegasus83 on 15-10-2004 19:49:

Originally posted by Pupino
Off-Topic:
Dai Alpha si scherzava... era per evitare un flame certo :asd:


Bella battuta

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Il Pega
www.pegasus83.com


Posted by AlphaGamma on 15-10-2004 20:17:

Originally posted by SIMBIOS
... cut... persone come Impastato, Falcone, Borsellino , La Torre, e altre rappresentino l' anormalità in un paese come la Sicilia.


Ti copio ed incollo un breve testo di Riccardo Orioles.


Cinque gennaio. Perche' la Sicilia e' "vecchia"? Socialmente, voglio
dire. Troppo piccola per autogestirsi, troppo grande per essere
mantenuta con la forza, per duemila anni e' stata regolarmente "invasa"
e altrettanto regolarmente affidata alla classe dirigente di prima:
latifondisti romani, feudatari spagnoli, notabili borbonici o "uomini
di rispetto". Cosa Nostra dialogava ufficialmente col governo italiano.
Gestissero la Sicilia a modo loro. In cambio, ordine e disciplina e -
quando richiesto - appoggio al governo "alto". Percio' classi dirigenti
obsolete (serbate artificialmente al potere) e societa' duramente
divisa in due: viddani e baronia, coppole e cappeddi. Questa Sicilia
dura tuttora. E questo marca, fra l'altro, i suoi intellettuali.
In nessun'altra regione si scrive bene come in Sicilia. Tomasi,
Bufalino, Verga, Pirandello, Sciascia - la lingua italiana, gia'
elegante di suo, qui tocca i vertici della raffinatezza. E in
nessun'altra terra i grandi scrittori, alla fine della loro carriera,
ripiegano cosi' fiocamente su se stessi; sovente, con esiti reazionari
e di destra.
Pirandello s'iscrisse al fascio. Sciascia combatte' l'antimafia. Verga
elogio' Bava Beccaris. Come mai? E' che nessun altro uomo al mondo come
il siciliano e' costretto a scegliere senza mediazioni. Qui non si puo'
barare. La poverta', la violenza, il mondo ferocemente diviso ti
gridano ogni momento "da che parte stai?". Alla fine devi rispondere, e
la risposta ti marchia. Qui, la liberta' la ritrovi fra gli scrittori
"minori"; messi da parte cioe'; quelli che muoiono all'alba, da
giacobini impenitenti, su una forca alla Marina; oppure per un colpo di
pistola, in una serata qualunque, mentre stai uscendo dal tuo teatro.
Io non sono orgoglioso della nostra bellissima letteratura "ufficiale":
lo sono invece dei nostri cantastorie, dei nostri poeti di strada, dei
nostri giornalisti; quelli "minori" e rimossi, anche stavolta. Ne
abbiamo perso una decina, uccisi perche' scrivevano contro i potenti;
questa decina di uomini, coi nostri cento sindacalisti e compagni e
giudici assassinati, sono l'anima dura della nostra Isola, cio' che ci
fa dire con forza "sono siciliano".


tratto da http://italy.peacelink.org/sanliber...s/art_2874.html

Chi è Orioles?
Ecco cosa dice di lui Carlo Gubitosa:
http://www.agliincrocideiventi.it/0...0da%20Vespa.htm

Ognuno può pensare che la Sicilia ha come suo prodotto naturale la mafia. Io invece la penso diversamente: credo che abbia ragione Orioles.

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Attenzio', concentrazio', ritmo e VITALITÀ


Posted by Lunik on 30-10-2004 19:33:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/...30/brusca.shtml


:roll:

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Il DSY su Facebook!!!


Posted by Sergione83 on 30-10-2004 19:54:

scemo lui e chi gli ha dato il permesso, spero ci ripensino...

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Due cose sono infinite: l'universo e la stupidita' umana, ma
riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)


Posted by Barone on 30-10-2004 20:49:

come volevasi dimostrare...


Posted by REQUIEM on 31-10-2004 14:02:

Spero che qualcuno gli spari.


Posted by Jacoposki on 31-10-2004 18:13:

una notizia interessante.... strano che NESSUNO ce l'abbia detto....

L'avvocato di Brusca
"Ha già avuto nove permessi "

PALERMO - Sono nove fino ad ora i permessi premio di cui, dal 2003 a oggi, ha goduto consecutivamente il pentito Giovanni Brusca. Lo ha detto il suo legale Luigi Li Gotti. Ieri il boss è tornato in carcere dopo che gli agenti della squadra mobile di Roma lo hanno trovato in possesso di un telefonino nella sua camera d'albergo, dove era con la moglie e il figlio. Con l'uso del telefonino Brusca ha violato le prescrizioni alle quali il tribunale di sorveglianza di Roma ha condizionato i permessi premio.

Il primo permesso per il pentito pentito risalirebbe al periodo dal dicembre 2002 al gennaio 2003. "Di certo - afferma Li Gotti - Brusca gode di permessi da quasi due anni".

La polemica sui permessi a Brusca era scoppiata il 12 ottobre scorso, quando si era saputo della decisione del tribunale di sorveglianza di Roma.

(31 ottobre 2004)

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Mai sottovalutare l'ampiezza di banda di una station wagon piena di nastri lanciata a tutta velocità lungo l'autostrada. - Andrew S. Tanenbaum - Reti di Calcolatori


Posted by REQUIEM on 31-10-2004 18:19:

:shock:

ma porc....


Posted by Barone on 31-10-2004 18:24:

Originally posted by ReQuIeM
:shock:

ma porc....


...a puttana....:cry:


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