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-- g8 (http://www.dsy.it/forum/showthread.php?threadid=1843)
converto in omogeneizzato, se ti è piu chiaro:
la polizia ha aggredito i pacifisti. la verità (forse) verrà alla luce un po alla volta. quasi tutti coloro che erano a genova a tutelare i cittadini sono dei violenti che rifarebbero cio che han fatto. le tue fonti non sono troppo attendibili.
se queste cose sono venute a galla SOLO ADESSO è evidentemente perchè qualcuno ha fatto delle indagini....e se questo servirà a far pagare le persone che hanno sbagliato io non ho nulla da dire....
solo il tempo ci dirà SE il sistema funzionerà!
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Originally posted by ss672629
solo il tempo ci dirà SE il sistema funzionerà!

consiglio vivamente di guardare la puntata di "la storia siamo noi" che tratta i fatti del g8. Ascoltare SOLO le notizie dei tg televisivi non è assolutamente abbastanza per capire i fatti di quei giorni.
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"io non sono come gli altri Robin Hood, io non ballo coi lupi"
"ogni mattina come narciso si specchia nel ruscello retrovisore", "ci sono mille modi per chiamare dio...dio,allha,adta,arauffa,crisma..afjasf...tanto non ti risponde"
Corrado Guzzanti è il mio Dio.
Roberto Saviano eroe nazionale.
Originally posted by Drake83
consiglio vivamente di guardare la puntata di "la storia siamo noi" che tratta i fatti del g8. Ascoltare SOLO le notizie dei tg televisivi non è assolutamente abbastanza per capire i fatti di quei giorni.
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O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perchè questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza
(Ernesto Che Guevara)
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sì sì sul sito de "la storia siamo noi" ci sono tutte le puntate !
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si questo lo so benissimo....esisteva un clima di tensione già prima...la città era blindata....ma alla fine è andata a finire esattamente come le previsioni si aspettavano..... e Genova si è trasformata in un campo di battaglia
Ho capito che Carlo Giuliani è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco...di chissà chi.... ma lui non era di certo li a manifestare pacificamente...parliamoci chiaro.... lui era uno dei tanti black bloc... non che per questo meritasse di morire ovviamente!
e cmq com'è possibile che con tutti i periti di balistica che abbiamo, sto cavolo di colpo non si sappia da dove è arrivato, in che modo e dalla pistola di chi?????
per anni è stato accusato un altro ragazzo come lui...e ora viene fuori che non è stato lui....
a sto punto per quanto mi rigiarda potrebbe essere partito anche un colpo da fuoco "amico" piuttosto che dalla polizia....
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...e cmq com'è possibile che con tutti i periti di balistica che abbiamo, sto cavolo di colpo non si sappia da dove è arrivato, in che modo e dalla pistola di chi?????
Originally posted by ss672629
mi sembra fuori luogo perchè non ha alcun dannatissimo senso....
dimmi che senso ha?
se è scritto sul mio blog evidentemente non me ne vergogno....il mio blog è pubblico...quindi lo può leggere chiunque.
non vedo il senso di postare una cosa che non c'entra assolutamente nulla con il discorso e che non vuol dire assolutamente nulla.
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Questo è il giardino
Dove il principe muore
Nessun sentiero
Nessun destriero
Soltanto un nome... Eterno...
bah!
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¸.•**•.¸(¯`•.¸ Sara¸.•`¯)¸.•**•.,
Off-Topic:
Lazer, a questo punto mi chiedo come tu interiorizzi la realtà
Se ti addormenti col culo che prude
ti svegli col dito che puzza
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La mia epoca ed io non siamo fatti l'uno per l'altro:questo è chiaro. Ma è da vedere chi di noi due vincerà il processo di fronte al tribunale dei posteri.
AV MJØDEN VART DU VIS OG KLOK, SÅ DREKKA MER!!!!
Le persone sagge parlano perché hanno qualcosa da dire.
Le persone sciocche perché hanno da dire qualcosa.
Originally posted by holylaw
Off-Topic:
Lazer, a questo punto mi chiedo come tu interiorizzi la realtà
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Originally posted by ss672629
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When once you have tasted flight, you will walk the earth, forever more, with your eyes turned skyward. For there you have been, and there you long to return.
“Dovere, tempo, destino, tutto tende a separarci e, di fatto, ci separa. Ma il sentimento non conosce frontiere e mi unisce a te come se avessi sempre la mia mano sulla tua"
senza parole
"uno a zero per noi, yes!!" e magari è pure una madre...
che schifo
questa stronza invece non viene condannata per le sue parole... più facile prendersela con chi scrive sui muri 10 100 1000 nassirya
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Re: g8
Originally posted by ahlek
Ho visto percaso stamattina i vostri mess e penso che pochissima gente abbia capito quello che è successo e quello che la sinistra ha manipolato cercando di nascondere la verità!
il poliziotto e non carabiniere ha sparato due colpi in aria:
1- Il primo è stato ritrovato sul muro di un palazzo;
2- Il secondo (sparato anche questo in aria) ha colpito un sanpietrino lanciato da un altro cretino di noglobal che rimbalzando ha colpito quello che tutti definiscono "martire" giuliani(scritto in minuscolo per la mancanza di rispetto per questo individuo)
Allora documentatevi prima. Nn si può dare la colpa a un poliziotto 20enne che si è trovato in mezzo ad una orda di pazzi che ha messo a ferro e fuoco la città di Genova!!
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"SeQuAlCoSaMiVaStOrToLoRaDdRiZzOaCaLcIiNcUlo".
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“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”. [Barone M.A. Rothschild]
"Life isn't like a bowl of cherries or peaches, it's more like a jar of Jalapenos: what you do today, might burn your ass tomorrow...!?! "
Re: Re: g8
Originally posted by ahlek
2- Il secondo (sparato anche questo in aria) ha colpito un sanpietrino lanciato da un altro cretino di noglobal che rimbalzando ha colpito quello che tutti definiscono "martire" giuliani(scritto in minuscolo per la mancanza di rispetto per questo individuo)[/B]
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«Remember, remember the fifth of November.
The gunpowder, treason, and plot; I know of no reason why the gunpowder treason should ever be forgot»
ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) - Sezione di Crema
Re: Re: Re: g8
Originally posted by Kazza
... Roba che manco robin hood. ...


Re: Re: Re: Re: g8
Originally posted by CaboM.BNA
quello della Disney! la sfida a tiro con l'arco con lo sceriffo (quando Robin è travestito da cicogna)... lo sceriffo gli da una spinta proprio mentre sta per scoccare la freccia e il colpo parte con un assurda parabola verso l'alto... allora lo scaltro Robin-cicogna, immediatamente scaglia un altra freccia, che andando a colpire la prima, devia il tragitto di qeust'ultima facendo in modo che vada a conficcarsi PERFETTAMENTE al centro del bersaglio...
quanti ricordi...



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"bisogna solo scegliere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"
"Il problema non sta nella caduta, ma nell'atterraggio..."
Al processo per le violenze di strada durante il summit del 2001 a Genova
G8, chiesti 225 anni per 25 imputati
Pene dai sei ai 16 anni di reclusione per i manifestanti accusati di devastazione e saccheggio
Questa è la richiesta dei pm, vedremo... 
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F.C. Internazionale Milano - «Dopo aver stretto la mano ad un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita» (Peppino Prisco)
Olimpia Milano - La squadra più titolata d'Italia
Vasco Rossi - Il "provocautore"
Marina Cugnaschi 16anni?
e che ha fatto a ucciso qualcuno? ha preso di meno il rumeno che ha stirato i 4 ragazzi....
leggi anni 70 lol
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han beccato sti 25 capri espiatori e gli vogliono dare una pena esemplare. ok, però spero siano effettivamente black block e non gente presa a caso.
resta il fatto che sono pene assolutamente spropositate.
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"bisogna solo scegliere cosa fare con il tempo che ci viene concesso"
"Il problema non sta nella caduta, ma nell'atterraggio..."
beh quelle son le richieste dell'accusa.
Anche per Andreotti avevano chiesto parecchi anni
...eppure!
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Governare gli italiani non è impossibile, è inutile. (G.Giolitti)
No alla commissione d'inchiesta sul G8 di Genova.
Chissà perché, me l'aspettavo.
Mastella che dice "io nel programma non l'avevo vista" è fantastico, poi.
k
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Originally posted by Kazza
No alla commissione d'inchiesta sul G8 di Genova.
Chissà perché, me l'aspettavo.
Mastella che dice "io nel programma non l'avevo vista" è fantastico, poi.
k
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Iniziata la requisitoria dei pm nel processo per le violenze pepetrate nella caserma di Bolzaneto nell'ambito del G8 di genova.
Solo a leggere l'articolo del corriere vengono i brividi: spero in pene severe almeno quanto quelle che han dato a chi ha distrutto negozi/cassonetti/macchine. Maledetti.
k
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qui pUpino e Attila non si inorridiscono?
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Governare gli italiani non è impossibile, è inutile. (G.Giolitti)
In effetti tutti quelli pronti a "sparare" sui ragazzi che manifestavano sono spariti.. 
k
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Originally posted by corriere.it
Bolzaneto, chieste condanne per 76 anni
Imputate 44 persone per le violenze nella caserma di polizia durante il G8 di Genova nel luglio 2001
GENOVA - Condanne complessive per oltre 76 anni di reclusione sono state chieste dai pm, Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della polizia di Bolzaneto, durante il G8 a Genova del luglio 2001. Per Giuseppe Fornasiere, ispettore di polizia penitenziaria responsabile dell'ufficio matricole, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene variano da un massimo di cinque anni e otto mesi, a sei mesi di reclusione. Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano «trattamenti inumani e degradanti».
GIRONE INFERNALE - Durante la requisitoria, i pm avevano descritto la caserma di Bolzaneto durante il G8 come «un girone infernale». I reati contestati sono a vario titolo abuso d'ufficio, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, falso ideologico, violenza privata, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. I pm hanno chiesto inoltre la condanna dei cinque medici presenti nell'area sanitaria. Per Massimo Pigozzi, il poliziotto accusato di lesioni personali lo strappo alla mano subita da un manifestante e suturata senza anestesia, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni e 11 mesi di reclusione.
RICHIESTE - La pena più pesante è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria in servizio a Bolzaneto come responsabile della sicurezza. Tra le accuse nei suoi confronti, le percosse con calci, pugni, sberle e manganello in dotazione di arrestati e fermati per identificazione. Tre anni e 6 mesi nei confronti di Alessandro Perugini, ex numero due della Digos di Genova (il funzionario più alto in grado presente nella caserma), per Anna Poggi, commissario capo di polizia, per il generale della polizia penitenziaria Oronzo Doria (responsabile del coordinamento e dell'organizzazione) e per gli ufficiali di custodia Ernesto Cimino e Bruno Pelliccia.
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Se sono colpevoli - come sembra - per quello che han fatto 5 anni sono pochi: ne hanno dati molti di più ai ragazzi che hanno "solo" sfasciato oggetti, no?
k
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ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) - Sezione di Crema
ricorda che in Italia non esiste il reato di tortura, l'unica accusa è l'abuso d'ufficio e penso che quelli siano i massimi della pena previsti.
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Originally posted by cato
ricorda che in Italia non esiste il reato di tortura

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Originally posted by Kazza
Davvero?! Giuro, non ne avevo idea; complimenti alle menti che hanno pensato di toglierlo.
k

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"Li peccati li chiangi, ci nu li chiangi osce li chiangi crai, ma sempre ca l'hai chiangire ete..."
"No hay mal que no venga por bien..."
"Todo te lo tragaste, como la lejanía. Como el mar, como el tiempo.Todo en ti fue naufragio!" (Pablo Neruda)
Originally posted by Kazza
Se sono colpevoli - come sembra - per quello che han fatto 5 anni sono pochi: ne hanno dati molti di più ai ragazzi che hanno "solo" sfasciato oggetti, no?
k
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Governare gli italiani non è impossibile, è inutile. (G.Giolitti)
Originally posted by Kazza
Davvero?! Giuro, non ne avevo idea; complimenti alle menti che hanno pensato di toglierlo.
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Originally posted by bat-erika
beh, anche non sapendolo era facilmente immaginabile...
Se ci fosse stato avrebbero dovuto rinchiudere KarmaKoma quando ha iniziato ha scrivere su 'sto forum...
scusate la battuta frivola su un argomento serio...
comunque anche io non lo sapevo... quoto kazza![]()
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Originally posted by Kazza
Davvero?! Giuro, non ne avevo idea; complimenti alle menti che hanno pensato di toglierlo.
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Originally posted by cato
ricorda che in Italia non esiste il reato di tortura, l'unica accusa è l'abuso d'ufficio e penso che quelli siano i massimi della pena previsti.
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Den som väntar på något gott väntar aldrig för länge
"...una radio spenta e' peggio che scambiare una radio per un adesivo..."
la gente dorme e si sveglia solo per morire
giusto un reminder, tanto per ricordarsi di cosa si sta parlando... spezzo in due per lunghezza.
Oggi la caserma non è più quella di allora: cancellati i "luoghi della vergogna"
Manganellate, minacce, umiliazioni: tutto ricostruito al processo da più di 300 testimoni
Le violenze impunite
del lager Bolzaneto
di GIUSEPPE D'AVANZO
C'ERA anche un carabiniere "buono", quel giorno. Molti "prigionieri" lo ricordano. "Giovanissimo". Più o meno ventenne, forse "di leva". Altri l'hanno in mente con qualche anno in più. In tre giorni di "sospensione dei diritti umani", ci sono stati dunque al più due uomini compassionevoli a Bolzaneto, tra decine e decine di poliziotti, carabinieri, guardie di custodia, poliziotti carcerari, generali, ufficiali, vicequestori, medici e infermieri dell'amministrazione penitenziaria. Appena poteva, il carabiniere "buono" diceva ai "prigionieri" di abbassare le braccia, di levare la faccia dal muro, di sedersi. Distribuiva la bottiglia dell'acqua, se ne aveva una a disposizione. Il ristoro durava qualche minuto. Il primo ufficiale di passaggio sgridava con durezza il carabiniere tontolone e di buon cuore, e la tortura dei prigionieri riprendeva.
Tortura. Non è una formula impropria o sovrattono. Due anni di processo a Genova hanno documentato - contro i 45 imputati - che cosa è accaduto a Bolzaneto, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato nei giorni del G8, tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati. Uomini e donne. Vecchi e giovani. Ragazzi e ragazze. Un minorenne. Di ogni nazionalità e occupazione; spagnoli, greci, francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi, neozelandesi, tre statunitensi, un lituano.
Studenti soprattutto e disoccupati, impiegati, operai, ma anche professionisti di ogni genere (un avvocato, un giornalista...). I pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno detto, nella loro requisitoria, che "soltanto un criterio prudenziale" impedisce di parlare di tortura. Certo, "alla tortura si è andato molto vicini", ma l'accusa si è dovuta dichiarare impotente a tradurre in reato e pena le responsabilità che hanno documentato con la testimonianza delle 326 persone ascoltate in aula.
Il reato di tortura in Italia non c'è, non esiste. Il Parlamento non ha trovato mai il tempo - né avvertito il dovere in venti anni - di adeguare il nostro codice al diritto internazionale dei diritti umani, alla Convenzione dell'Onu contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel 1988. Esistono soltanto reatucci d'uso corrente da gettare in faccia agli imputati: l'abuso di ufficio, l'abuso di autorità contro arrestati o detenuti, la violenza privata. Pene dai sei mesi ai tre anni che ricadono nell'indulto (nessuna detenzione, quindi) e colpe che, tra dieci mesi (gennaio 2009), saranno prescritte (i tempi della prescrizione sono determinati con la pena prevista dal reato).
Come una goccia sul vetro, penosamente, le violenze di Bolzaneto scivoleranno via con una sostanziale impunità e, quel che è peggio, possono non lasciare né un segno visibile nel discorso pubblico né, contro i colpevoli, alcun provvedimento delle amministrazioni coinvolte in quella vergogna. Il vuoto legislativo consentirà a tutti di dimenticare che la tortura non è cosa "degli altri", di quelli che pensiamo essere "peggio di noi". Quel "buco" ci permetterà di trascurare che la tortura ci può appartenere. Che - per tre giorni - ci è già appartenuta.
Nella prima Magna Carta - 1225 - c'era scritto: "Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, spossessato della sua indipendenza, messo fuori legge, esiliato, molestato in qualsiasi modo e noi non metteremo mano su di lui se non in virtù di un giudizio dei suoi pari e secondo la legge del paese". Nella nostra Costituzione, 1947, all'articolo 13 si legge: "La libertà personale è inviolabile. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà"
La caserma di Bolzaneto oggi non è più quella di ieri. Con un'accorta gestione, si sono voluti cancellare i "luoghi della vergogna", modificarne anche gli spazi, aprire le porte alla città, alle autorità cittadine, civili, militari, religiose coltivando l'idea di farne un "Centro della Memoria" a ricordo delle vittime dei soprusi. C'è un campo da gioco nel cortile dove, disposti su due file, i "carcerieri" accompagnavano l'arrivo dei detenuti con sputi, insulti, ceffoni, calci, filastrocche come "Chi è lo Stato? La polizia! Chi è il capo? Mussolini!", cori di "Benvenuti ad Auschwitz".
Dov'era il famigerato "ufficio matricole" c'è ora una cappella inaugurata dal cardinale Tarcisio Bertone e nei corridoi, dove nel 2001 risuonavano grida come "Morte agli ebrei!", ha trovato posto una biblioteca intitolata a Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume italiana, ucciso nel campo di concentramento di Dachau per aver salvato la vita a 5000 ebrei.
Quel giorno, era venerdì 20 luglio, l'ambiente è diverso e il clima di piombo. Dopo il cancello e l'ampio cortile, i prigionieri sono sospinti verso il corpo di fabbrica che ospita la palestra. Ci sono tre o quattro scalini e un corridoio centrale lungo cinquanta metri. È qui il garage Olimpo. Sul corridoio si aprono tre stanze, una sulla sinistra, due sulla destra, un solo bagno. Si è identificati e fotografati. Si è costretti a firmare un prestampato che attesta di non aver voluto chiamare la famiglia, avvertire un avvocato. O il consolato, se stranieri (agli stranieri non si offre la traduzione del testo).
A una donna, che protesta e non vuole firmare, è mostrata la foto dei figli. Le viene detto: "Allora, non li vuoi vedere tanto presto...". A un'altra che invoca i suoi diritti, le tagliano ciocche di capelli. Anche H. T. chiede l'avvocato. Minacciano di "tagliarle la gola". M. D. si ritrova di fronte un agente della sua città. Le parla in dialetto. Le chiede dove abita. Le dice: "Vengo a trovarti, sai". Poi, si è accompagnati in infermeria dove i medici devono accertare se i detenuti hanno o meno bisogno di cure ospedaliere. In un angolo si è, prima, perquisiti - gli oggetti strappati via a forza, gettati in terra - e denudati dopo. Nudi, si è costretti a fare delle flessioni "per accertare la presenza di oggetti nelle cavità".
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Mai sottovalutare l'ampiezza di banda di una station wagon piena di nastri lanciata a tutta velocità lungo l'autostrada. - Andrew S. Tanenbaum - Reti di Calcolatori
Nessuno sa ancora dire quanti sono stati i "prigionieri" di quei tre giorni e i numeri che si raccolgono - 55 "fermati", 252 "arrestati" - sono approssimativi. Meno imprecisi i "tempi di permanenza nella struttura". Dodici ore in media per chi ha avuto la "fortuna" di entrarvi il venerdì. Sabato la prigionia "media" - prima del trasferimento nelle carceri di Alessandria, Pavia, Vercelli, Voghera - è durata venti ore. Diventate trentatré la domenica quando nella notte tra 1.30 e le 3.00 arrivano quelli della Diaz, contrassegnati all'ingresso nel cortile con un segno di pennarello rosso (o verde) sulla guancia.
È saltato fuori durante il processo che la polizia penitenziaria ha un gergo per definire le "posizioni vessatorie di stazionamento o di attesa". La "posizione del cigno" - in piedi, gambe divaricate, braccia alzate, faccia al muro - è inflitta nel cortile per ore, nel caldo di quei giorni, nell'attesa di poter entrare "alla matricola". Superati gli scalini dell'atrio, bisogna ancora attendere nelle celle e nella palestra con varianti della "posizione" peggiori, se possibile. In ginocchio contro il muro con i polsi ammanettati con laccetti dietro la schiena o nella "posizione della ballerina", in punta di piedi.
Nelle celle, tutti sono picchiati. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. La testa spinta contro il muro. Tutti sono insultati: alle donne gridato "entro stasera vi scoperemo tutte"; agli uomini, "sei un gay o un comunista?" Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini; a urlare: "viva il duce", "viva la polizia penitenziaria". C'è chi viene picchiato con stracci bagnati; chi sui genitali con un salame, mentre steso sulla schiena è costretto a tenere le gambe aperte e in alto: G. ne ricaverà un "trauma testicolare". C'è chi subisce lo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi patisce lo spappolamento della milza. A.
D. arriva nello stanzone con una frattura al piede. Non riesce a stare nella "posizione della ballerina". Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede". Poi, gli innaffiano il viso con gas urticante mentre gli gridano. "Comunista di merda". C'è chi ricorda un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona". I. M. T. lo arrestano alla Diaz. Gli viene messo in testa un berrettino con una falce e un pene al posto del martello. Ogni volta che prova a toglierselo, lo picchiano. B. B. è in piedi.
Gli sbattono la testa contro la grata della finestra. Lo denudano. Gli ordinano di fare dieci flessioni e intanto, mentre lo picchiano ancora, un carabiniere gli grida: "Ti piace il manganello, vuoi provarne uno?". S. D. lo percuotono "con strizzate ai testicoli e colpi ai piedi". A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti", "Ora vi portiamo nei furgoni e vi stupriamo tutte". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano. J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". J. S., lo ustionano con un accendino.
Ogni trasferimento ha la sua "posizione vessatoria di transito", con la testa schiacciata verso il basso, in alcuni casi con la pressione degli agenti sulla testa, o camminando curvi con le mani tese dietro la schiena. Il passaggio nel corridoio è un supplizio, una forca caudina. C'è un doppia fila di divise grigio-verdi e blu. Si viene percossi, minacciati.
In infermeria non va meglio. È in infermeria che avvengono le doppie perquisizioni, una della polizia di Stato, l'altra della polizia penitenziaria. I detenuti sono spogliati. Le donne sono costrette a restare a lungo nude dinanzi a cinque, sei agenti della polizia penitenziaria. Dinanzi a loro, sghignazzanti, si svolgono tutte le operazioni. Umilianti. Ricorda il pubblico ministero: "I piercing venivano rimossi in maniera brutale. Una ragazza è stata costretta a rimuovere il suo piercing vaginale con le mestruazioni dinanzi a quattro, cinque persone". Durante la visita si sprecano le battute offensive, le risate, gli scherni. P.
B., operaio di Brescia, lo minacciano di sodomizzazione. Durante la perquisizione gli trovano un preservativo. Gli dicono: "E che te ne fai, tanto i comunisti sono tutti froci". Poi un'agente donna gli si avvicina e gli dice: "È carino però, me lo farei". Le donne, in infermeria, sono costrette a restare nude per un tempo superiore al necessario e obbligate a girare su se stesse per tre o quattro volte. Il peggio avviene nell'unico bagno con cesso alla turca, trasformato in sala di tortura e terrore. La porta del cubicolo è aperta e i prigionieri devono sbrigare i bisogni dinanzi all'accompagnatore. Che sono spesso più d'uno e ne approfittano per "divertirsi" un po'.
Umiliano i malcapitati, le malcapitate. Alcune donne hanno bisogno di assorbenti. Per tutta risposta viene lanciata della carta da giornale appallottolata. M., una donna avanti con gli anni, strappa una maglietta, "arrangiandosi così". A. K. ha una mascella rotta. L'accompagnano in bagno. Mentre è accovacciata, la spingono in terra. E. P. viene percossa nel breve tragitto nel corridoio, dalla cella al bagno, dopo che le hanno chiesto "se è incinta". Nel bagno, la insultano ("troia", "puttana"), le schiacciano la testa nel cesso, le dicono: "Che bel culo che hai", "Ti piace il manganello".
Chi è nello stanzone osserva il ritorno di chi è stato in bagno. Tutti piangono, alcuni hanno ferite che prima non avevano. Molti rinunciano allora a chiedere di poter raggiungere il cesso. Se la fanno sotto, lì, nelle celle, nella palestra. Saranno però picchiati in infermeria perché "puzzano" dinanzi a medici che non muovono un'obiezione. Anche il medico che dirige le operazioni il venerdì è stato "strattonato e spinto".
Il giorno dopo, per farsi riconoscere, arriva con il pantalone della mimetica, la maglietta della polizia penitenziaria, la pistola nella cintura, gli anfibi ai piedi, guanti di pelle nera con cui farà poi il suo lavoro liquidando i prigionieri visitati con "questo è pronto per la gabbia". Nel suo lavoro, come gli altri, non indosserà mai il camice bianco. È il medico che organizza una personale collezione di "trofei" con gli oggetti strappati ai "prigionieri": monili, anelli, orecchini, "indumenti particolari". È il medico che deve curare L. K.
A L. K. hanno spruzzato sul viso del gas urticante. Vomita sangue. Sviene. Rinviene sul lettino con la maschera ad ossigeno. Stanno preparando un'iniezione. Chiede: "Che cos'è?". Il medico risponde: "Non ti fidi di me? E allora vai a morire in cella!". G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare.
Per i pubblici ministeri, "i medici erano consapevoli di quanto stava accadendo, erano in grado di valutare la gravità dei fatti e hanno omesso di intervenire pur potendolo fare, hanno permesso che quel trattamento inumano e degradante continuasse in infermeria".
Non c'è ancora un esito per questo processo (arriverà alla vigilia dell'estate). La sentenza definirà le responsabilità personali e le pene per chi sarà condannato. I fatti ricostruiti dal dibattimento, però, non sono più controversi. Sono accertati, documentati, provati. E raccontano che, per tre giorni, la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità della persona e i suoi diritti. È un'osservazione che già dovrebbe inquietare se non fosse che - ha ragione Marco Revelli a stupirsene - l'indifferenza dell'opinione pubblica, l'apatia del ceto politico, la noncuranza delle amministrazioni pubbliche che si sono macchiate di quei crimini appaiono, se possibile, ancora più minacciose delle torture di Bolzaneto.
Possono davvero dimenticare - le istituzioni dello Stato, chi le governa, chi ne è governato - che per settantadue ore, in una caserma diventata lager, il corpo e la "dimensione dell'umano" di 307 uomini e donne sono stati sequestrati, umiliati, violentati? Possiamo davvero far finta di niente e tirare avanti senza un fiato, come se i nostri vizi non fossero ciclici e non si ripetessero sempre "con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l'etica, con l'identica allergia alla coerenza"?
(17 marzo 2008)
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Mai sottovalutare l'ampiezza di banda di una station wagon piena di nastri lanciata a tutta velocità lungo l'autostrada. - Andrew S. Tanenbaum - Reti di Calcolatori
sono di sinistra eppure sono dalla parte del pubblico ufficiale (poliziotto, carabiniere? amen). Su su, rendiamoci conto che questo si è trovato in mezzo a 1 folla pronta a fargli il culo!!!
Originally posted by Jacoposki
(..) I fatti ricostruiti dal dibattimento, però, non sono più controversi. Sono accertati, documentati, provati. E raccontano che, per tre giorni, la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità della persona e i suoi diritti.
(..)
Possono davvero dimenticare - le istituzioni dello Stato, chi le governa, chi ne è governato - che per settantadue ore, in una caserma diventata lager, il corpo e la "dimensione dell'umano" di 307 uomini e donne sono stati sequestrati, umiliati, violentati? Possiamo davvero far finta di niente e tirare avanti senza un fiato, come se i nostri vizi non fossero ciclici e non si ripetessero sempre "con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l'etica, con l'identica allergia alla coerenza"?
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«Remember, remember the fifth of November.
The gunpowder, treason, and plot; I know of no reason why the gunpowder treason should ever be forgot»
ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) - Sezione di Crema
Originally posted by QeSaRNeRON
sono di sinistra eppure sono dalla parte del pubblico ufficiale (poliziotto, carabiniere? amen). Su su, rendiamoci conto che questo si è trovato in mezzo a 1 folla pronta a fargli il culo!!!
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ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) - Sezione di Crema
Pianin pianino esce tutto lo schifo.
Vediamo se qualcuno paga qualcosa oppure - ma sarebbe di certo un caso - è l'ennesima fiera del "chi è potente, in italia, può permettersi tutte le porcate".
k
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ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) - Sezione di Crema
Non ci si sente un poco di merda nel vedere che
si avevi ragione ma
ma tra 10 gironi ti ritrovi le stesse persone al governo
e sai che tutto finirà nel più breve tempo possibile in /dev/null ?
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Originally posted by cato
ma tra 10 gironi ti ritrovi le stesse persone al governo
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“Datemi il controllo sul denaro di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”. [Barone M.A. Rothschild]
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