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sembrano bambini che non ci stanno a perdere!
evidentemente gli interessi che ci sono sotto la politica sono troppo grandi..
Vi ricordate la profezia di San Malachia sui papi? Quella profezia apparsa nel 1500-600 che abbinava ad ogni fututo pontefice un motto latino?
Sorprendentemente (anche se in modo alquanto "forzato" dagli studiosi appassionati della profezia) fino ad ora tutti i 111 motti hanno avuto una qualche corrispondenza con una particolare caratteristica del rispettivo pontefice. Per esempio:
Giovanni XXIII: "Pastor et nauta" ("Pastore e navigatore"). Era infatti il patriarca di Venezia, nota per il mare e le gondole!
Giovanni Paolo I: "De meditate lunae" ("Della mezza luna"). Il suo pontificato durò infatti 33 giorni: la metà di un ciclo lunare!
Giovanni Paolo II: "De labore solis" ("Del lavoro del sole" o "Del lavoro solitario"). Veniva infatti dall'est, dove sorge il sole, e nacque durante un'eclissi di sole.
Benedetto XVI: "De gloria olivae" ("La gloria dell'ulivo"). Esattamente un anno fa, nella data odierna, veniva eletto al soglio pontificio. Oggi, primo anniversario della fumata bianca, è stata ufficializzata, appunto, la "vittoria" dell'Ulivo. Sarà un segno? Significa forse che il Governo Prodi durerà esattamente come il pontificato di Benedetto XVI? Vedremo! All'inizio la profezia mi aveva fatto temere il peggio: il Mortadella al soglio pontificio (ruolo che un po' gli si addice, con quella sua aria da "curato bonario", come disse il Berlusca).
Ma se il prossimo pontefice non sarà Prodi, allora...

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"Un grande potere comporta una grande responsabilità..."
Rispetto ai primi risultati dati dal Viminale, ecco le differenze che sono state prodotte dal controllo delle schede contestate:
Berlusconi ha guadagnato 1383 preferenze:
da 18.976.460 (11 aprile)
a 18.977.843 (19 aprile)
Prodi ha guadagnato 914 preferenze:
da 19.001.684 (11 aprile)
a 19.002.598 (19 aprile)
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F.C. Internazionale Milano - «Dopo aver stretto la mano ad un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita» (Peppino Prisco)
Olimpia Milano - La squadra più titolata d'Italia
Vasco Rossi - Il "provocautore"
Ultim'ora. Secondo Tremaglia l'Unione avrebbe perso la maggioranza al Senato. Uno dei senatori eletti all'estero, inizialmente segnalato per Prodi, avrebbe cambiato idea: non voterà più per Prodi.
Per ora non si fanno nomi, ma si mormora che il "disertore" sia il senatore indipendente sudamericano: l'imprenditore italo-argentino Luigi Pallaro, che inizialmente aveva dichiarato: "Starò con chi vince".
Al senato era finita così: Unione 158 seggi, Cdl 156, Indipendenti 1.
Aggiungendo l'indipendente allo schieramento di Prodi, il risultato finale sarebbe dovuto essere 159-156. In base alle dichiarazioni di Tremaglia però, ora la ripartizione dei seggi darebbe 158 seggi allo schieramento di Prodi e 157 alla Cdl. Contando che i presidenti del Senato (e il futuro presidente sarà sicuramente della sinistra) non votano in assemblea, il risultato finale sembra essere diventato 157-157 (senza contare i senatori a vita). Sempre se è vero quello che dice Tremaglia e se non è la solita pagliacciata.
Ecco l'articolo:
http://www.repubblica.it/2006/04/se...-su-senato.html
Se invece il "disertore" fosse un altro, il risultato sarebbe ancora più incerto, perché pare che il "presunto" indipendente Pallaro, non sia poi così indipendente! Insomma... i "disertori" potrebbero essere addirittura 2! Articolo del 12/04:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/...2/pallaro.shtml
Dal Corriere:
I suoi avversari dell'Unione gli hanno rinfacciato antiche simpatie di destra, il feeling con il ministro Mirko Tremaglia (grande sponsor del voto degli italiani all'estero), la recente partecipazione a un congresso di «Azzurri nel Mondo».
[cut]
Conosciuti i risultati, Pallaro ha preferito non rispondere alla più ovvia delle domande: starà con Prodi? «Sto partendo per Roma, vorrei vedere entrambi i leader». A quello dell'Unione dovrà forse spiegare il senso di una dichiarazione rilasciata al giornale argentino Clarin, nella notte di lunedì, mentre il pendolo oscillava verso Berlusconi: «Credo che l'Italia abbia avuto timore delle riforme di Prodi».
"Pallaro - riferisce il responsabile del dipartimento Esteri di Forza Italia, Dario Rivolta - ha fondato il movimento azzurri nel mondo, è stato sempre di Forza Italia. E' evidente che la maggior parte dei voti di Pallaro sono della Cdl e di FI. Ma che Pallaro approdi nel centrodestra - continua l'esponente azzurro - deve essere lui a dirlo". Silvio Berlusconi avrebbe sentito al telefono l'imprenditore argentino più volte, l'ultima volta, spiega una fonte di Forza Italia, prima di Pasqua.
Sarà estremamente dura per Prodi, così come sarebbe stata dura anche se avesse vinto Berlusconi...__________________
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una domanda mi sembra strano abbiano validato solo 2000 voti non erano circa un milione le schede contestate?
le schede contestate erano 30000 circa..
le schede annullate sono circa un milione, ma probabilmente non saranno riconteggiate!
comunque per il nuovo governo sarà difficile anche alla camera, visto che la maggioranza non è così schiacciante com'era quella del centro-destra!
speriamo di avere stabilità!
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La guerra contro di noi, noi contro la guerra
Il nemico sei tu, è te che combattono
Rendendoti precario se lavori, arrestandoti se protesti
Imbavagliandoti se parli, spiandoti se ti organizzi...
Originally posted by Dazan
una domanda mi sembra strano abbiano validato solo 2000 voti non erano circa un milione le schede contestate?
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Originally posted by GiKappa
le schede contestate erano 30000 circa..
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Originally posted by GiKappa
comunque per il nuovo governo sarà difficile anche alla camera, visto che la maggioranza non è così schiacciante com'era quella del centro-destra!
speriamo di avere stabilità!
Originally posted by diverso
El mundo
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Originally posted by notiziaIlTempo
«NON telefonerò a Prodi.
Perchè dovrei fargli gli auguri di buon governo, sarebbe contro gli interessi del Paese. E poi dovrebbe essere lui a chiamarmi e a chiedermi scusa visto che mi ha insultato durante la campagna elettorale»
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non c'è il limite al peggio!
Originally posted by articoloCorriere
Petardi, poesie e Teddy Reno: lo show di Silvio
«Sono in lista a Napoli. Per conquistare il Comune ho comprato casa e invierò un mio cd a tutte le signore»
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«Gli devo telefonare o no?» «Noooo! », urla la folla. È fatta. Come col pubblico in studio chiamato a decidere se Samantha deve far la pace con Kevin o se Gianluca deve perdonare Ketty, ecco il responso della giuria in sala: Silvio non deve telefonare a Romano. Anzi, deve essere Romano a telefonare a Silvio «per chiedere scusa». E se non telefona? Affari suoi. La pagherà alla prossima nomination. «Faremo una opposizione durissima! Sarà una parentisi! E poi torneremo al governo noi!» La rentrée di Berlusconi tra la sua gente, nel comizio a sostegno di Roberto Dipiazza e Fabio Scoccimarro, candidati alla riconquista del Comune e della Provincia di Trieste nel ballottaggio di domenica, non è solo la prima uscita del Cavaliere dopo la sconfitta, che mai si sognerebbe di ammettere. Né la dimostrazione che, corde vocali a parte, è uscito dalla campagna elettorale saldo e pimpante. È qualcosa di più. Uno show. Con fuochi d'artificio, battute, petardi, bengala, minacce, castagnole e sorrisoni. La performance ideale per ammaliare il pubblico che lo adora e offrire a chi non lo sopporta la plastica dimostrazione che, vinca o perda, l'è semper lu.
Hugo Chavez intonò un giorno in tv, nella sua trasmissione "Alo Presidente" una canzone ("Si Adelita se fuera con otro / yo la seguiría por tierra y por mar...") in coppia con una nonnina al telefono? Lui va oltre, canta dal vivo: «Venendo qui, guardando il mare, mi è tornata in mente una canzone di Teddy Reno. Allora ho telefonato ad Apicella e gli ho detto: "Mariano, vedi di procurarti la musica di Trieste mia"». "Oooooh!", sospirano gli spettatori, risarciti dalle coccole del grande affabulatore anche per i vistosi vuoti negli spalti del Palatrieste sui quali compaiono, orrore!, perfino dei sinistrorsi col cartello "Go home!". E lui affonda: «Trieste mia che nostalgia /mi go lontan de ti / son vagabondo / girà gò el mondo / ma penso sempre a ti....».
Peccato non ci sia un pianoforte, muli e mule, ma il Maestro è in forma spettacolare. E come sfuma su Teddy si avvita in una nuova citazione amorosa: «Pensavo a un altro triestino, Umberto Saba... "La mia bambina con la palla in mano, / con gli occhi grandi colore del cielo / e dell'estiva festicciola: "Babbo / - mi disse - voglio uscire oggi con te" / Ed io pensavo: Di tante parvenze / che s'ammirano al mondo, io ben so a quali / posso la mia bambina assomigliare". Suspense: se la ricorderà tutta? Ma figurati: ovvio! "Certo alla schiuma, alla marina schiuma / che sull'onde biancheggia, a quella scia / ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde / anche alle nubi, insensibili nubi / che si fanno e disfanno in chiaro cielo / e ad altre cose leggere e vaganti».
Un trionfo! E sventolano le bandiere e si levano gli "hurrah!" e scrosciano gli applausi: e dove lo trovi un altro premier che canta, poeteggia e non perde mai? Perché sia chiaro, lui non ammette affatto la sconfitta: «Nel cuore c'è una ferita, l'esito non è stato quello che volevamo, ma siamo la prima coalizione d'Italia». Di più: «Siamo i vincitori morali». Di più: «Facendo la somma di tutti i voti la Cdl prevale su quella della sinistra per 220 mila voti!». Non è vero? I dati ufficiali del Viminale dicono che perfino questa somma dei voti alla Camera e al Senato mai azzardata prima nella storia, dà torto alla destra la quale (coi voti italo-argentini della lista di Luigi Pallaro che ha già dichiarato che voterà col governo) sta sotto di 75.921? Chi se ne infischia: credete ai numeri ufficiali invece che al Cavaliere?
E' tutta qui, la nuova sfida di Berlusconi: spiegare all'ammaccato popolo di destra che il mito dell'invincibilità del suo condottiero è intatto. Che le cifre che vengono pubblicate dai giornali non vanno prese sul serio. Dicono che, conti ufficiali alla mano, è totalmente falso che la destra abbia conquistato la maggioranza assoluta dei voti al Senato? E lui lo ripete lo stesso: "Abbiamo preso il 50,2%). Dicono, conti ufficiali alla mano, che è falso che il vantaggio a palazzo Madama sia di 400 mila voti perché sono 141.116? E lui lo ripete lo stesso: «Abbiamo preso 400 mila voti in più!». Dicono, conti ufficiali alla mano, che semmai è la sinistra ad aver preso alla Camera il 50,22% con un vantaggio che, contando i voti dall' estero compresi quelli pallariani, è di 217.037 preferenze? E lui lo ripete lo stesso: «Sono solo i meccanismi elettorali che ci vedono soccombere ». E il giudizio dei giudici e della Cassazione? Vatti a fidare! E poi, c'è stato un inconveniente: «Pensate che dopo questo non c'è un secondo grado di giudizio». Vallo a immaginare: «Purtroppo ce ne siamo accorti solo dopo le elezioni ». Sennò... E poi, si sa come sono i giudici. Come gli statistici dell'Istat: «Guarda caso, appena fatte le elezioni, ecco che i conti migliorano. Con il nuovo governo l'Italia rifiorirà immediatamente, evviva!» Ma niente paura: «Non una legge passerà al Senato, non una, senza il nostro consenso».
Questo governo «nasce col peccato originale di elezioni irregolari». Altro che auguri di buon lavoro a Prodi: «Non glieli farò perché sarebbero contro l'Italia». E altro che aperture per il Quirinale a Giuliano Amato: se la ricorda bene, la notte «in cui mise le mani nei nostri conti-correnti!» E quindi su col morale, truppe! Avanti verso nuove vittorie, a partire dalle amministrative: «Per vincere a Napoli mi sono messo primo nella lista di Forza Italia, mi sono comprato una casa e invierò un mio disco con le canzoni napoletane a tutte le signore della città perché voglio che Napoli torni nell'Italia del benessere ». E vai! Spiega anzi che, innamorato del golfo e privo di uno straccio di monolocale, voleva "comprarne una anche a Trieste". Peccato che non gliel'abbiano trovata. E peccato, amiche e amici, apostoli e legionari azzurri, che sia già ora di andare. La prossima volta, tutti in coro: "La mula de Parenzo (lalioilà) / gà messo su botega (lalioilà) / de tutto la vendeva / fora che baccalà / Perché non m'ami più?
Gian Antonio Stella
22 aprile 2006
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