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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 19:36:

A prescindere dal fatto che non ho assolutamente espresso giudizi, volevo dire che mi hai frainteso. La maggior parte dei giovani si drogano solo per il gusto di farlo, solo per provare esperienze nuove o per elevarsi nella gloriosa società moderna.
Sono poche le persone che arrivano a questra estrema quanto triste soluzione , a causa di esperienze tragiche. Ma anche qui non le capisco, ma le rispetto!
Qualcuno diceva che "la droga è una sfida alla propria mente". L'uso delle sostanze stupefacenti, chimiche o naturali, ha avuto numerosi significati nel corso della storia e nelle varie civiltà.
Credoche al giorno d'oggi, nella nostra società, abbiamo affibiato, al consumo di droghe, il significato più stupido. Scusate il termine.

__________________
"Lo sai che ti sorvegliano?" "cosa?" "Seguono le tue mosse, sei sotto gli occhi di tutti mi dici come speri di continuare?Devi rassegnarti, li hanno già minacciati tutti, non parlerà nessuno!" "Uno gli è scappato.."


Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:36:

Originally posted by bat-erika
In maniera brutta è un pò come dire che se ti togli le scarpe strette prima che ti vengano i calli allora è quasi come se non le avessi mai portate.......

:lol: :lol:

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Dove il principe muore
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Nessun destriero
Soltanto un nome... Eterno...


Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:40:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
A prescindere dal fatto che non ho assolutamente espresso giudizi, volevo dire che mi hai frainteso. La maggior parte dei giovani si drogano solo per il gusto di farlo, solo per provare esperienze nuove o per elevarsi nella gloriosa società moderna.
Sono poche le persone che arrivano a questra estrema quanto triste soluzione , a causa di esperienze tragiche. Ma anche qui non le capisco, ma le rispetto!
Qualcuno diceva che "la droga è una sfida alla propria mente". L'uso delle sostanze stupefacenti, chimiche o naturali, ha avuto numerosi significati nel corso della storia e nelle varie civiltà.
Credoche al giorno d'oggi, nella nostra società, abbiamo affibiato, al consumo di droghe, il significato più stupido. Scusate il termine.

Su questo siamo d'accordo, ma tu hai scritto:
penso che gli psicofarmaci abbiano un effetto religioso. sono soltanto una triste scorciatoia per raggiungere una meta allontanadosi da un'altra.

E questo è un giudizio bello e buono su persone che assumono psicofarmaci.

Assolutamente no, i traumi, di qualsiasi entità, aiutano a crescere caratterialmente molto più che le belle esperienze.

Questa invece è un'affermazione assolutamente sbagliata: ci sono esperienze che ti annichiliscono, che ti fanno morire dentro.
Altro che aiutare a crescere.
Ripeto: se proprio se ne vuole parlare, vediamo di prendere in considerazione i traumi veri e propri, non cazzate tipo: "oddio sono depresso perchè la mia ragazza mi ha mollato"...

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 19:45:

Il primo non è un giudizio che dò alle persone, è soltanto una mia opionione opinionabile. Non pretendo certamente che tutti ne siano seguaci.
La seconda è altresì un'altra opinione personale. Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo. Penso che la vera differenza stia nel modo di affrontare l'accaduto. Forse stò parlando troppo per questioni personali, ma davvero, la differenza stà soltanto nella reazione delle persone.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:55:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Il primo non è un giudizio che dò alle persone, è soltanto una mia opionione opinionabile. Non pretendo certamente che tutti ne siano seguaci.

Mi sembra che tu ne stia facendo una questione di lana caprina, perdonami.
il fatto che tu definisca gli psicofarmaci una "triste scorciatoia" non è un tuo giudizio?

La seconda è altresì un'altra opinione personale. Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo.

Ripeto: la perdita di una persona cara non è assolutamente la cosa peggiore che può capitare: basti pensare ai nostri genitori, che (spero) ci precederanno nel trapasso.


Penso che la vera differenza stia nel modo di affrontare l'accaduto. Forse stò parlando troppo per questioni personali, ma davvero, la differenza stà soltanto nella reazione delle persone.

Ecco, il fatto di essere mossi da esperienze personali a volte fa ignorare aspetti del problema altresì fondamentali, IMO.

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Posted by bat-erika on 19-11-2003 19:55:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
opinionabile


credo si dica opinabile......


Mi riferivo proprio ai traumi veri come la scomparsa di persone care e via dicendo.


In questi casi un dottore non la somministrerebbe, nell'articolo si parlava di violenze subite, di situazioni affrontate in guerra, di essere vittime di tragedie (leggi, aereo che cade e devi rimanere con i morti un mese, o un attentato etc, etc....).

Tutto ciò che rientra nella normalità secondo la scienza non è degno di essere cancellato, e purtroppo la morte è normale.

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"Li peccati li chiangi, ci nu li chiangi osce li chiangi crai, ma sempre ca l'hai chiangire ete..."
"No hay mal que no venga por bien..."

"Todo te lo tragaste, como la lejanía. Como el mar, como el tiempo.Todo en ti fue naufragio!" (Pablo Neruda)


Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 19:57:

Originally posted by bat-erika


In questi casi un dottore non la somministrerebbe, nell'articolo si parlava di violenze subite, di situazioni affrontate in guerra, di essere vittime di tragedie (leggi, aereo che cade e devi rimanere con i morti un mese, o un attentato etc, etc....).

Tutto ciò che rientra nella normalità secondo la scienza non è degno di essere cancellato, e purtroppo la morte è normale.

:approved: Centrato!

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:00:

sono o non sono una triste scorciatoia?
un mio giudizio a cosa?
Ho aggiunto "e via dicendo". non vedi?
Penso che l'essere mossi da esperienze personali possa far riflettere sul perchè le altre persone non hanno le nostre stesse reazioni. Pensare al perchè esistano reazioni diverse e a cosa sia dovute è molto interessante. Spesso riguardano il mondo che circonda tali persone a differenza di altre.
Ovvio la perdita di persone care non è l'unica tragedia, e tu fai riferimento al caso più naturale possibile.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 20:02:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
sono o non sono una triste scorciatoia?
un mio giudizio a cosa?
Ho aggiunto "e via dicendo". non vedi?
Penso che l'essere mossi da esperienze personali possa far riflettere sul perchè le altre persone non hanno le nostre stesse reazioni. Pensare al perchè esistano reazioni diverse e a cosa sia dovute è molto interessante. Spesso riguardano il mondo che circonda tali persone a differenza di altre.
Ovvio la perdita di persone care non è l'unica tragedia, e tu fai riferimento al caso più naturale possibile.

Perdonami ma non ho capito il senso di questo tuo ultimo post.
In ogni caso non mi va più di continuare la conversazione.
Saluti.

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:39:

Originally posted by bat-erika
[B]credo si dica opinabile......


Scusa mi ero fatto prendere dalla foga di scrivere. Grazie per la correzione ;)

Lazer..bha. Questo si è un giudizio personale. Abbi almeno la decenza di rispondere.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 20:44:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'

Lazer..bha. Questo si è un giudizio personale.

Quale?
Abbi almeno la decenza di rispondere.

Decenza?
Perchè?
Ti devo qualcosa,forse?

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 20:53:

Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia. In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. Sia nella malattia, nella morte, nella guerra, nelle tragedie terroristiche, o un aere che cade e devi rimanere con i morti per un mese diventando cannibale(stile "alive"). Comunque a parte gli scherzi, sono situazioni che fanno crescere moralmente e spiritualmente. Nella gioia perenne si rimane in una situazione di stallo, di appagamento.

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Posted by LazerPhEa on 19-11-2003 21:00:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia. In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. Sia nella malattia, nella morte, nella guerra, nelle tragedie terroristiche, o un aere che cade e devi rimanere con i morti per un mese diventando cannibale(stile "alive"). Comunque a parte gli scherzi, sono situazioni che fanno crescere moralmente e spiritualmente. Nella gioia perenne si rimane in una situazione di stallo, di appagamento.

Hai ragionissimo!!! Anche io la penso esattamente così sul dolore, sulla metabolizzazione di quest ultimo ed anche sulla ricerca del dolore come strumentro propedeutico alla nostra evoluzione.
Ma bisogna anche capire che ci sono dei dolori che sono più negativi che positivi, il cui apporto negativo neutralizza ciò che di positivo potrebbe trasmetterci. Su questo siamo d'accordo? ;)

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Posted by Mr.Mojo Risin' on 19-11-2003 21:03:

Credo di si. Esistono dolori che non sono sopportabili, ma non è il dolore affine a se stesso che provoca questi effetti negativi, ma la paura del dolore. Fortunatamente non ho abbastanza conoscenze per poter esprimermi con fermezza riguardo a questi dolori di così grande entità. Ma, come tu affermi, a tutto c'è un limite ;)

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Posted by korn on 19-11-2003 21:09:

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
Penso che nel dolore si riesca a sviluppare una percezione dei sensi e della propria conoscenza di noi stessi superiore che nella gioia.

Triste ma vero.

Originally posted by Mr.Mojo Risin'
In ogni esperienza bisogna saper trovare qualche lato positivo, si deve riuscire a trovare qualche lato positivo. [/B]

Qui la vedo un pò grigia, sinceramente.
Sarà che sono pessimista e cinico, ma in certi casi mi pare proprio impossibile trovare un lato positivo... certo, c'è sempre il classico "se non altro sono ancora vivo" in cui molti si rifugiano, però quello IMHO è un pò una magra consolazione, decisamente anoressica direi.
E in certi casi forse sarebbe meglio non sopravvivere proprio (de gustibus, ovviamente).


Originally posted by DeepBlue

Pensavo un po' a tutte le teorie sull'auto-apprendimento (sicuramente esiste un termine più adatto), cioè quelle per cui da uno sbaglio si impara a come comportarsi in futuro nei confronti di un certo evento/situazione/luogo.

Temo che non funzionino un granché, visto che l'umanità intera sia presa sotto forma di comunità che di singoli individui vive commettendo ciclicamente gli stessi errori, nonostante ogni volta con tanta buona lena si ripeta "no no basta prometto che non lo faccio più". A volte può anche succedere che si avveri, ma è piuttosto raro purtroppo.

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» Collect some stars to shine for you, and start today ‘cause there are only a few. _ (In Flames)
» Don't stop for nothing, it's full speed or nothing! I'm taking down, you know, whatever is in my way! _ ('tallica)
» I am my own god, I do as I please. _ (Pain)
» Ninetynine, ninetynine knives! Ninetynine knives inside! Nobody gets out alive! _ (The Haunted)
Web: http://www.negativesignal.com - ICQ# 171585477 - Death to software patents! And TCPA too! "e uno!", diceva il boia.


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