[politica] telecom serbia
Posted by cato on 26-09-2003 14:49

Dopo il dossier su Telekom pubblicato oggi dal quotidiano
Una provocazione? Lui giura: "Niente affatto, dico sul serio"
Taormina: "Repubblica ha ragione, mi ritiro dalla politica"


Carlo Taormina

ROMA - Un polemico scherzo? Una provocazione? Oppure - come dice l'interessato - un annuncio serio? In questo caso le parole di Carlo Taormina, avvocato e pasdaran di Forza Italia, sono clamorose. Perché annuncia le sue dimissioni. E, di fatto, confessa che l'articolo di oggi pubblicato in prima pagina da Repubblica su Telekom Serbia, dice la verità.

"Confesso, sono io il burattinaio, il puparo di tutta questa vicenda, mi autodenuncio per concorso in calunnia con Paoletti, Marini e Pintus", dice l'avvocato, aggiungendo di aver "creato difficoltà a Forza Italia e a Berlusconi". E' quindi giusto, continua Taromina, "che mi ritiri dalla vita politica". E ancora: "Ho sbagliato fortemente, e questa è una confessione aperta, è giusto che faccia pubblica ammenda; dò atto a Repubblica di essere dotata di giornalisti di primo rango".

A chi gli chiede se stia parlando ironicamente, se la sua sia una provocazione o stia facendo sul serio, Taormina replica: "Sto dando un annuncio serio, darò le dimissioni da deputato nei prossimi giorni". E, entrando nel merito, aggiunge che "Attraverso i diversi processi indicati da Repubblica e per i miei rapporti con personaggi come D'Andria, Fracassi, Di Bari e anche Francesco Pazienza, tutti collegati dall'immaginario collettivo a servizi segreti deviati e a truffe e riciclaggio internazionali, sono riuscito a raggiungere l'obiettivo di mettere la Commissione Telekom Serbia di essere oggetto di una polpetta avvelenata".

Così, conclude l'avvocato, "mi assumo tutte la responsabilità di personaggi che chiamando in causa Prodi, Dini e Fassino li hanno gravemente calunniati; e mi autoaccuso per concorso in calunnia, anche se mi auguro che Repubblica faccia altrettanto, perchè mentre io mi autoaccuso vorrei sapere da D'Avanzo e Bonini chi fossero i loro burattinai dell'epoca e a chi prestano ora il loro servizio".



Infine, di fronte allo stupore che suscitano le sue parole, a chi gli chiede se ha intenzione di querelare il quotidiano, ribadisce: "Repubblica ha ragione, non posso querelare!".


(26 settembre 2003)

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