20 ore al giorno in chat.
Posted by Napolux on 09-05-2003 08:03
Leggete qui:

LA STORIA DI MARCO; 17 ANNI, 2O ORE AL GIORNO A CHATTARE (V.
'CHAT,WEB,SHOPPING,SESSO E LAVORO: ECCO...' DELLE 15:05) (ANSA) - ROMA, 8
MAG - Era un passatempo, ora e' diventata la sua vita. Un'esistenza virtuale
passata a chattare: venti ore al giorno, tutti i giorni, davanti al
computer, per accedere nelle news group, nelle chat. Per Marco - il nome e'
di fantasia -, diciassettenne romano, le chat ormai sono piu' che un'
ossessione, sono un'esigenza, una necessita', una droga senza la quale ha
vere e proprie crisi di astinenza. Lontano dal computer avverte nausea,
vomito, crampi, ha crisi epilettiche o presunte tali. I genitori, due
impiegati che hanno solo questo figlio, hanno trascinato Marco negli studi
psichiatrici di mezza Italia. Non sapevano come fare a staccare il ragazzo
dalle chat, da quel computer che loro stessi gli avevano regalato e che per
Marco e' diventata una prigione. Se ne sono accorti un anno fa ma la storia
andava avanti da due. Lo hanno scoperto perche' tornavano dal lavoro e
trovavano Marco svenuto, riverso in terra, o sul divano, privo di sensi con
la testa sul computer. Qualche dottore aveva accennato alla catalessi. Ma
per gli esperti del Societa' Italiana di Intervento sulle Patologie
Compulsive (Siipac), l'associazione che si occupa della diagnosi e della
cura delle nuove dipendenze che ha sede a Bolzano diretta da Cesare
Guerreschi che sta tentando di recuperare il ragazzo, quel sonno profondo e'
solo il sintomo piu' evidente della devastante dipendenza di Marco dalle
chat. ''Anche la bulimia e l'anoressia di questo ragazzo sono indicative -
spiega Guerreschi - e soprattutto la sua aggressivita' che si scatena quando
e' lontano dalle chat''. Lontano da quel mondo virtuale Marco ''non riesce
ad interagire con la realta' '', forse perche' non la riconosce come tale, e
allora devasta la sua camera, spacca quello che trova a portata di mano e
alza le mani su i suoi genitori: al padre, durante una crisi, ha persino
rotto il braccio. Per questo da un anno questo ragazzo, famiglia modesta che
abita alla periferia est di Roma, non riesce piu' a frequentare l' Istituto
tecnico ne' a vedere i suoi amici. Rifiuta il contatto con la vita. E si
sente vivo sono nelle chat, nelle ''rooms'' dove cerca spasmodicamente un
incontro con una ragazza: qualcuna l'ha anche incontrata, ne e' rimasto
deluso ma cio' non e' stato un deterrente. Da tre mesi Marco e' in cura al
Siipac. E' stato messo sotto osservazione e forse qualcosa in lui sta
cambiando. Passa ancora decine di ore al giorno a chattare. Ma spesso -
fanno sapere dal centro Siipac - chiama gli operatori e dice ''Ho bisogno di
aiuto, vi prego datemi una mano''. Poi magari ritorna davanti al computer a
chattare con amici virtuali. (ANSA).


Ma ci si puo' ridurre cosi'?
Solo per trovare una ragazza?
Boh???

Se mi dovessi ridurre cosi' mi ammazzerei...
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