| AlphaGamma's
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Due mesi quasi che non scrivo sul blog... non che ci fosse troppo da scrivere...
Caspita! Ne approfitto per dire che ho scoperto lui, Rino Gaetano, e sono sinceramente stupito del suo stile dissacrante e anticonformista (penso a canzoni come "sei ottavi"), ma qui voglio riportare il testo di una canzone bellissima che mi ha spezzato veramente:
Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d'India e le spine dei cardi
Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero nel lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me
Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l'acqua, che in quella terra è più del pane
Camminare con quel contadino
Che forse fa la stessa mia strada
parlare dell'uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa
Ad esempio a me piace per gioco
tirar dei calci a una zolla di terra
passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
cantano giocano e fanno la guerra
Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo è all'imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire
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Col sole che ti splende addosso! | now playing: Rino Gaetano - Ad esempio a me piace... il sud! |
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Ragazzi, questo corso ve lo consiglio.
Mi sta entusiasmando molto, e conferma sempre di più quel che mi piacerebbe fare "da grande".
Dopotutto le conoscenze tecniche specifiche (linguaggi, sistemi operativi, reti) sono conoscenze importanti da imparare nei loro aspetti più generali, ma alla fine quel che conta nella scelta dei complementari è un indirizzo applicativo che prosegua quell'iter di studi generale.
Quindi ho deciso che non mi interessa specializzarmi in reti o basi di dati, sicurezza o il linguaggio cazzuto XY, non perchè siano meno interessanti, ma perchè li considero tecnologie e conoscenze di oggi, che fra cinque-dieci anni diventeranno obsolete e spariranno lentamente. Penso che sia dunque importante specializzarsi peraltro, e che quindi non sia assolutamente sufficiente avere conoscenze "generaliste" di informatica.
Penso dunque che mi specializzerò verso un curriculum economico-gestionale e soprattutto organizzativo, argomento che suscita la mia attenzione, sin dal corso di ingegneria del software e anche da prima. Non dico che sia l'unico percorso formativo fattibile: un altro percorso veramente interessante potrebbe essere quello strettamente multimediale, ma comunicazione digitale non è in grado di fornire le giuste basi formative in tal senso, e non esiste una specialistica apertamente orientata in tal senso.
Organizzazione che parte da un ambito squisitamente tecnico-informatico, ma si sposta nella gestione di progetti di gruppo, fino all'organizzazione sociale... l'impatto della tecnologia sulla società e sull'umanità. Viste nell'ottica non classica di un umanista nè di risorse di un economista, ma in quella scientifica ed innovatrice di un informatico... !!!
Ok mi sto esaltando un poco...  |
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(none) | now playing: si, sto ascoltando Vasco!!! :D |
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Zollo non riusciva a rassegnarsi. L'Italia non gli piaceva. Era un paese arretrato, incivile. Belle donne, certo, ma non avevano idea della vera femminilità. Sembravano contadine vestite a festa. Niente a che fare con le newyorkesi. Quelle si erano femmine di classe, se le ricordava bene: i night-club, i bordelli di lusso. A New York le cose si facevano con stile: fottere come far sparire qualcuno. A Napoli no: urla, strepiti, sceneggiate per un nonnulla. Non li sopportava. Si sentiva vittima di un copione in cui tutti avevano una parte e lui nemmeno una battuta. E però era costretto a muoversi sul gigantesco palcoscenico della città. Ogni giorno si sentiva sprofondare, invischiato in quel ritmo lento, contrario a ogni dinamismo. Stefano Zollo meritava qualcosa di meglio, ne era convinto. In fondo era sempre stato bravo nel suo campo. Pulito, ordinato. Mai commesso errori. Mai un appunto. Una volta un tale a cui aveva appena confezionato un paio di scarpe in calcestruzzo gli aveva chiesto di portare cinquecento dollari alla sua ragazza, perché non aveva potuto salutarla. E lui lo aveva fatto. Avrebbe potuto intascarseli, spenderli in un bel regalo per una delle amanti, invece no, era andato a quell'indirizzo e aveva consegnato i soldi alla donna. Aveva detto solo «Da parte di Sal. È dovuto partire in fretta per un lungo viaggio». Nient'altro. Impeccabile. Puro stile. Ci aveva sempre tenuto.
A Napoli la discrezione non era di casa. A Napoli si urlava. Schiamazzi e grida per qualsiasi cosa. Tutto quel litigare per le briciole: insopportabile.
Per questo da alcuni mesi aveva deciso di agire. Basta rimuginare soltanto, cambiare i piani ogni mese, ogni settimana. Questa volta l'idea era davvero buona. E come molte buone idee, richiedeva pazienza e perseveranza, ed era anche estremamente rischiosa. Ma a trentacinque anni suonati Zollo aveva capito di essere disposto a correre
Il rischio pur di non ammuffire su quel golfo pestilenziale, facendo l'autista a un vecchio gangster impenitente. Cosí aveva deciso di giocarsi il tutto per tutto.
Da "54" di Wu Ming
Stefano Zollo è uno di quei personaggi che ti colpiscono. Crudele, calcolatore, freddissimo. Eppure in cerca di una sua propria aspirazione di vita, una forma di dignità che lo elevi dalla sua condizione. Mafioso perchè figlio di una cultura mafiosa, ma non ostaggio di quella cultura, ne cerca una emancipazione. Quel che mi colpisce, tuttavia, non cerca una emancipazione, una elevazione, che lo ponga in qualche modo al di sopra socialmente, ma piuttosto cerca una fuga, certo fatta da ponti d'oro, che sia sua personale e basta.
Steve Cemento, fisico da buttafuori, cervello e nervi d'acciaio, incontra Ettore Bergamini, stesso fisico e stesso cervello. Uno gangster e assistente del più grande boss dell'epoca, l'altro eroe della Resistenza. Entrambi invischiati in attività illegali, entrambi accomunati dall'odio per lo stato, entrambi accomunati dal bisogno di trarre un profitto personale da quest'odio, entrambi ostaggi dei propri sistemi, il primo della malavita organizzata, il secondo quello del PCI del "lottare dentro le istituzioni". Traditi nelle loro aspirazioni, tradiscono. Ma soprattutto, entrambi accomunati da questo sentirsi legati, in gabbia, chiusi in un copione nel quale il loro ruolo è del tutto marginale ed ininfluente. Two young angry men.
In questo senso sta l'assoluta genialità di questo accostamento tra i due personaggi. |
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steve cemento | now playing: Caparezza - Il secondo album è sempre il più difficile |
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Quando giunge quel momento della tua vita in cui ti compri un nuovo mezzo, e già lavori e ti puoi permettere anche qualcosa di più dell'ultimo ferrovecchio scassato, sei preso da tanta agitazione per questa scelta (ok non tanta quando devi scegliere il portatile, pero'...).
Tantopiù se il mezzo è una moto, non una scatoletta a quattro ruote.
Incominci a fare la lista dei desideri:
- abbastanza pesante, devi possederla la strada
- non custom ma naked (senza carene)
- economica nei consumi e nella gestione
- giapponese (guzzi è bello ma meno affidabile)
- in buono stato di funzionamento
La lista di scelta nell'usato non era immensa. In pratica moto che rispondono a tutti i cinque requisiti sono pochissime:
- Honda CB 500
- Kawasaki ER-5
- Suzuki GSF-400
- Suzuki GS-500
Ora alla possibile domanda sulle cilindrate cosi' basse, apro una parentesi. C'è chi sostiene che una moto non è una moto se non ha 4 cilindri, e non fa 220 km l'ora. C'è anche chi deve avere la moto con più cavalli di tutte le altre. E via andare da 90 a 140 cavalli, in una escalation di erezioni su erezioni.
Questa gente per fortuna è sempre poca, per selezione naturale. Molti di loro infatti si spalmano nelle curve per un piccolo errore nel dosaggio dell'acceleratore. Quelli che sopravvivono fanno Rossi di cognome, oppure usano la moto come se fosse una moto di media cilindrata, ma con costi di gestione di una di alta cilindrata.
Vent'anni fa, chiunque avrebbe potuto tranquillamente dire di andare a capo nord con un guzzi 350. Oggi un 500 è "entry level", anche se ha un'affidabilità e potenza superiori. Il fatto è che i motociclisti sono diventati una razza di viziati pieni di soldi che fanno 5000 km l'anno, con moto adatte per far colpo al bar o al motoraduno.
In base a queste considerazioni, ho fatto la mia scelta alternativa. Ho scelto la Er-5, per la sua linea che ricorda la Suzuki SV 650, per il suo colore (blu scuro) e per i suoi costi di gestione paragonabili a quelli di uno scooter.
Ed eccola, nel suo spendore, la Er-5:

(questa è rossa, la mia è blu)
Prime impressioni dopo 500km.
Il motore sotto i 4000 giri che sta tranquillo e posato (su un fondoscala di 10500). Tranquillo significa comunque 60 all'ora in terza a 4000. Superati i 4000 la moto si trasforma, più sali e più ne vuole, con un rombo cupo e imponente. Non è la gioia del bicilindrico Guzzi lo ammetto, ma non è per fortuna nemmeno il bicilindrico BMW. Cmq, ottimo, non strappa come un quattro cilindri, ma nell'allungo ha qualcosa da dire anche lei.
I consumi nei guadagnano, coi miei 22km con un litro va decisamente bene!!! Unico neo il cambio, legnoso soprattutto alle marce basse, ma al prossimo cambio olio ci metterò un 5w40. Ciclistica eccellente, ottima nelle bassissime velocità, ammortizzatori da sportiva (cioè fanno schifo), ma niente è perfetto... Il freno a tamburo posteriore è perfettamente adeguato, tantopiù che io il freno dietro lo uso solo per ragioni di stabilità.
Morale, una moto più che buona! |
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wrroooooooooooom | now playing: Audioslave - tutto il cd |
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Premessa: dopo qualche anno di scooter (28 mila km, viaggio più lungo di 500km), un giro del lago maggiore) questa primavera sono passato ad una moto di piccola cilindrata, una Suzuki GN 250.
Il passaggio alla moto è stato dovuto a molteplici fattori, ma prima di tutto l'esigenza di provare l'emozione di guidare un mezzo a marce, flessibile e versatile in città ma soprattutto fuori.
Il GN pero', nonostante sia un mezzo con prestazioni superiori, più sicuro, più comodo, e meno costoso di un qualsiasi scooter di pari cilindrata o inferiore, non ha rappresentato un punto di partenza ma un punto di arrivo, per la sua impostazione custom (scomodità quando fai i km), per le sue scarse prestazioni "come moto" e per la sua ciclistica ridicola alle basse velocità.
Con il GN si stava avviando un viale del tramonto, altro che moto rombante nei tornanti delle valli, altro che missile sotto il sedere, altro che mezzo sciupafemmine, era quasi vergognoso con una ragazza dietro (anche se le donne mediamente capiscono poco di moto quindi per loro un GSX 1000 e XL 125 sono la stessa cosa, anzi la prima è più scomoda a salirci), e non è un caso che ho tardato a fare la patente limitata, perchè da mesi avevo in mente di prendere un mezzo superiore e più flessibile. Poi a luglio ho fatto due incidenti (il classico taglio della strada) nel secondo in particolare, ho rotto qualcosina, ma niente di grave. Moto marciante.
Il danno è successo a fine agosto, quando sono andato giù in toscana, e li, in un giorno di pioggia (all'inizio di un tour che mi doveva portare dalla garfagnana a massa, e poi a firenze) sono volato. Niente danni rispetto ai precedenti. Solo una macchia di liquido per terra. "Benzina" ho pensato. "Moto marciante".
Marciante un cazzo. Era olio quello per terra... Da vero idiota mi sono accorto, dopo un diciamo duecento chilometri, che il calo prestazionale non era dovuto alla mia paura di ricascare di nuovo, ma dal fatto che la moto era senza olio e si stava sbiellando. ... la più grande cazzata da quando possiedo un mezzo a due ruote. 
Morale, sono riuscito persino a tornarci a Milano (900 km in tre giorni), ma la moto era ormai andata (80km ora velocità max, in autostrada mi suonavano perfino i bambini col triciclo ). Costo dell'operazione (stimato), circa 300 euro più ricambi, più catena + gomma posteriore (ero caduto per la gomma liscia). 
Era giunta l'ora del cambio mezzo. |
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la mia piccolina stava male | now playing: Afterhours - il mio ruolo |
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Non c'è nessun «dopoguerra».
Gli stolti chiamavano «pace» il semplice allontanarsi del fronte.
Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro.
Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d'acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra.
Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani.
Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di «libertà», «democrazia», «qui da noi», mangiando i frutti di razzie e saccheggi.
Difendevano la civiltà da ombre cinesi di dinosauri.
Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi.
Difendevano l'ombra cinese di una civiltà.
Difendevano un simulacro di pianeta.
Da "54" di Wu Ming
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(none) | now playing: Africa unite - La storia |
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Una piccola premessa. Nel mese di luglio ho acquistato una splendida Konica Minolta Z2, ottima macchina fotografica digitale, molto veloce e potente, comoda sia per foto serie che per foto automatiche da fare velocemente senza sensi di colpa per dopo.
La mia vacanza, nell'Italia dei paesi e dei grandi paesaggi dell'interno, è stata in campeggio totalmente libero oppure ospitati da amici o amiche.
Dopo aver elemosinato al lavoro due settimane di ferie, si parte finalmente da Milano il 30 di luglio in direzione Toscana. Dopo aver caricato un'amica proveniente da Torino, ed una tenda acquistata di corsa al Carrefour, guadagnamo l'uscita dalla Lombardia e dalla tristezza attraversando il fiume Po...
Causa repentino cambio di programma arriviamo a Firenze in serata, e non facciamo che rimanere colpiti da questa bestia che ci affianca:

E' giunta l'ora di alcolizzarsi e poi fare nottata a Montemurlo e Firenze... e poi ripartire la sera successiva alla volta della prima vera tappa (500km dal campo base). Saturnia. Manciano, Pitigliano e le sue splendide viette interne. Basta foto panoramiche da tesi di laurea. ho creduto necessario riprendermi di fronte ad un lungo tramonto sulla Maremma,

pensando già al sud. Abbandonate le terme, ci si prospettano 700km lungo 3 regioni, toscana, lazio ed infine il molise... dove la nostra compagnia vacanziera si riuniva di nuovo nell'entroterra del nord della terronia.

Non è che abbiamo fatto molto se non tantissima "palta" al bar, dove abbiamo ancora una volta rivisto che tutta l'Italia è paese.

Stupenda Campobasso, e soprattutto Ripalimosani, autentica rocca paragonabile per bellezza a Pitigliano.
Ma l'obiettivo di questa vacanza non poteva essere la Toscana o il Molise. Era "o' salentu". Quindi dopo una breve tappa nella "perla del Mediterraneo" (ovvero Cerignola in provincia di Foggia, la città dove si è evoluta la standardizzazione una specie di uomo dotata di catenazza, anelli, canotta, abbronzatura, pelazzi, tatuaggi e parlata incomprensibile... insomma l'l'homo terronis terronis), dopo altri 400km raggiungiamo le coste salentine, belle come ce le si poteva immaginare.

Il 15 di nuovo di ritorno a fatica al nord (ed al lavoro)... ma resta ancora il tempo per provare l'emozione di rivisitare Gubbio...

Totale 3500 km di viaggio, tra cielo, terra, mare e montagne... sotto la musica degli almamegretta, degli africa united, e of course, degli afterhours... |
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arriva o forse no... a volte ciò che sembra alba non è... | now playing: Audioslave - I am the Highway |
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Oggi, in data 1 luglio, dopo 12 anni, ho preso la decisione, per ora ancora reversibile, ma abbastanza convinta, di eliminare il mio pc fisso, baluardo di certezza che "anche se non va il notebook un pc comunque ce l'ho". Baluardo che mi ha rotto le palle, con il suo rumore, con la sua ventolina sempre da pulire, con gli spazi e l'accessibilità che mi rubava.
Ora è in vendita. 
Ormai erano mesi che lo usavo solo come router o solo per masterizzare/backup/stampare . Cose che possono essere effettuate (e da ora in poi lo saranno) anche con il notebook mediante un vero e silenzioso router (comprato da Neo) che fa anche da server ftp, firewall, ap wireless, e printer server. Oltre a questi mi servirà un hub USB e case esterni.
Resta da configurare il 17 come secondo monitor del portatile... finora va a 60 hertz.  |
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wireless | now playing: una degli Smiths |
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"In questo film non ci saranno storie di imprese leggendarie di uomini straordinari".
In questo il prologo e la sintesi di questo straordinario film, prodotto tra gli altri da Robert Redford e Gianni Minà.
Due ragazzi, Fuser, aspirante medico, ed Alberto, biochimico, all'inizio del 1952, decidono di partire da Buenos Aires per fare un lungo viaggio nell'America Latina, per arrivare fino in Venezuela, a bordo della Poderosa, la loro motocicletta.
Lasciando perdere la storia della motocicletta, che li abbandonerà ben presto, i due tra storie di donne, di fughe precipitose, di cadute in motocicletta, senza un quattrino a raccontare palle per avere vitto ed alloggio, passano dall'Argentina verso il Cile, e poi di li in Perù, dove incontrano la povertà dei minatori cileni, e la solitudine profonda dei contadini indios, per finire in un ospedale dove curano i lebbrosi, i due crescono, cominciano a conoscere se stessi e l'America Latina, ed uno dei due deciderà di dedicare la propria vita per cambiare le cose, mentre l'altro diventerà ricercatore.
Una storia minimale, non c'è mai una sola forzatura, anche se Fuser diventerà il "Che", il mito planetario per le masse di tutto il mondo. Ma nel film il "mito planetario" è il donnaiolo che scappa da una locanda inseguito dal marito mentre voleva portarsi a letto la moglie, il ragazzino a cui il suo papa' dice "Ernesto non puoi andare in giro per l'America, devi finire l'università", o l'incapace che fa una figuraccia dietro l'altra quando cerca di ballare, o il tenerone di fronte alla sua fidanzata, la Cicina. Mentre il suo amico Granado, sempre ottimista, donnaiolo, casinista, è l'ideale compagno di sempre per un viaggio del genere.
Ma aldilà del difficile compito di costruire senza mitizzare la figura del Che, il film riesce ad essere un "road movie" che non ti annoia mai, che sa mescolare tristezza ed ironia, e che sa soprattutto unire storie individuali che i due protagonisti incontrano, con quelle delle storie di interi popoli... con una fotografia (splendido il passaggio dall'Argentina al Cile sul lago con le montagne che incombono sulla testa dei due protagonisti) che è eccezionale, pur senza avere le risorse di Hollywood.
Insomma, ho apprezzato molto questo film. |
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La bandabardò è quel gruppo da cui trae origine la mia sign "attenzio' concentrazio' ritmo e vitalità". Freakettoni e spiriti liberi...
Sarà come stare a letto mentre fuori è freddo e piove
Come togliersi le scarpe
dopo un giorno di gran sole
Come correre nudo
fin dove non c'è più città o cantare speranza
ad una stella che cadrà
Sarà come dare il voto a un uomo
o a un ideale
senza più dolore
Come rapinare banche
dicendo solo "per favore"
Succederà... solo se facciamo uscire
dalla nostra vita fascio e avidità
Sarà come mettere dei fiori
nelle teste rasate
Come incontrare un uomo, un elfo, delle fate
Succederà... solo se facciamo entrare
le prime voci del mattino che ora
può arrivare
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Succederà | now playing: Succederà |
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Weekend passato nell'abuso di alcool e droghe...
Venerdi serata alcoolica al Racanà, so solo che sono andato a letto che non capivo niente. Se il locale chiudeva alle 2, e mi sono infilato a letto alle 3.30, io mi sono perso per strada un'ora e mezzo in cui non so bene cosa è successo... 
La mattina di sabato avevo gli operai in casa, alle 9 ero già in piedi. Beh si fa per dire... insomma mal di testa, postumi vari e giramenti di testa... e la sera c'era il turno... festa di laurea, casino, studentelli universitari tossici, alcool e droghe a fiumi... ed io ci sono ricascato di nuovo, senza praticamente mai essere completamente sobrio e lucido. 
Ero ad un tavolo con due tizie appena conosciute, a chiacchierare del più e del meno... ad un certo punto alla porta d'ingresso vedo un'ombra, e comincio a far supposizioni sul tipo che non si decide ad aprire, tento di indovinare chi sia ... poi alla fine il tizio entra... non era lui. Mi volto verso le tizie con un "mi sono sbagliato" e loro mi guardano ... mi ero sognato tutto. Non c'era mai stato nessuno alla porta. Trip mentale. Lì ho capito che è meglio che comincio ad andarci piano con alcool e droghe. 
Eri cosi' carino
pigro di testa
ma benvestito  |
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come Neo nel primo matrix | now playing: CCCP - tu menti |
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Ebbene si, superate tutte le indecisioni, e visto che il mio precedente palmare si era s...palmato (ridete che la mamma ha fatto gli gnocchi), e vista la necessità di un palmare ed un lettore mp3, mi sono deciso all'acquisto.
PocketPc complessivamente non mi aveva entusiasmato: batterie di poca durata, poco software, grossini. Ho provato dunque a vedere di prendere il p900. Troppo costoso... e metà dei prob rimanevano.
Da oggi dunque sono ufficialmente palmista.
La scelta non è stata facile: dal bellissimo (e costosissimo) Tungsten T3 al più contenuto ma strafornito Zire 72, passando per Tungsten E, Tungsten T e Zire 71. Ho scelto infine quest'ultimo perchè effettivamente il rapporto qualità prezzo offerto era del tutto invidiabile: con 200 euro un palmare Palm con durata della batteria dichiarata di 140 ore, macchina fotografica 640x480 integrata (ok va bene solo per il web), memoria secure digital da 64mb, e perfino cuffie e usb sd reader incluso. Ok ha 16 mega on board (ma considerato che le apps più grosse arrivano a mezzo mega, diciamo che sopravviverò).
Ora però ho dei problemi, in quanto nello Zire software non ne danno. Vorrei usare i documenti office, vorrei una cavolo di sincronizzazione con outlook (posta, rubrica, agenda) che palm dichiara ma non so come si fa, vorrei un bel dbms... ok adesso chiederò al mio amico google. 
PS: grazie a tutti per gli aiuti, ora ho un po' di software.  |
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palm ONE | now playing: Audioslave - I am the highway |
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Come qualcuno saprà, mi occupo della programmazione delle serate in un'arci in zona Giambellino. Ogni sabato sera cerchiamo di fare un concerto.
Stavolta ci toccava la serata punk rock. Cerco di prendere il punk rock a piccole dosi, invece qua mi devo smazzare due gruppi, spiegare che il nuovo impianto voce non è un giocattolo, che non devono fare i pestoni, che a mezzanotte si finisce ecc. ecc.
Prova il primo gruppo. Pestoni. Prova il secondo gruppo... azz ma non pestano neanche troppo e sanno pure suonare. Testi aggressivi e ricercati, richiami letterari intelligenti, riflessioni varie sull'umanità ed il disagio sociale, musica adeguata ed all'altezza. E dire che sono venuti li praticamente per caso. 
Si, ok ok, la cantante era pure molto carina...
Li dobbiamo richiamare...
(eccezionale il richiamo a Muntzer - per chi ha letto "Q"). |
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:punkrock: | now playing: Kalashnikov - Il disertore |
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Sono appena tornato dalla valle... non ha senso avere la moto e non usarla. 
Sono ripiombato in un weekend invernale, ed al ritorno mi pare di aver trovato l'estate... troppo freddo prima e troppo caldo ora!
Bene. Sono riuscito a stare ben 4 giorni senza Internet ed essere sopravvissuto con sacrificio ed abnegazione.
Tanto Google non serviva: aggiornato sugli ultimi pettegolezzi di paese ("sai la tizia si è messa col tizio, non aveva nessun altro da trovare, sai il babbeo si è candidato alle elezioni comunali, qui non si trova lavoro, sai l'albergo è passato a tre stelle, ed ha alzato i prezzi, ma non ci va nessuno, sai quell'altro frega sui resti alle vecchiette del paese, ma in fondo si arrangia bisogna tirare a fine mese" ) ho capito che mia nonna non ha niente da fare, ed è più informata della digos sugli ultimi movimenti, il tutto senza uscire di casa.
La serata più divertente è stata quella di sabato sera. Fuori dalla pizzeria dove siamo andati a mangiare c'era la NEVE, mi sembrava di essere a capodanno!!! Siamo andati al nuovo locale aperto in valle... sembrava la festa del paese, solo che suonava un gruppo cover dei guns&roses, quindi era pieno di tutte "alternuse"... birra a 10 gradi, ma tutti prendono la piccola... che spreco di fusti... e quante braccia tolte (veramente!) all'agricoltura. In fondo è bello scoprire che tutto il mondo è paese, e che è meglio il gallo ruspante che quello di laboratorio industriale.
Avventuroso il viaggio in moto all'andata (sulla cisa nevicava, in valle le strade erano asfaltate per modo di dire) noioso al ritorno... |
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Round trip delay | now playing: Lacuna Coil - Heaven's a lie |
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Proprio bello. Arrivato che non avevo il pc per lavorare, la chiavetta per prendere il caffè alla macchinetta, il badge personale per andare al cesso (e fumare), adesso ho un cesso di macchinetta comprata al supermercato tra ortofrutta e salumi che fa il caffè ma sembra un commodore 64 (però la tastiera è una vera figata). Ma tanto per quel che ci devo fare... L'importante è avere banda larga (insomma 64k a cranio), quindi giro in rete a leggere notizie, a scrivere notizie, a vedere come spendere male i miei soldi (p800, p900, casco modulare, zaino per moto, altre moto, film da vedere, concerti da vedere, mercato di pc portatili, cazzo han chiuso i siti porno però rimane bruzzi) più quel sitarello dove mi trovo ora.
Alla fine dopo tutto questo da fare, mi è stata affidata con grande entusiasmo da parte mia (dopotutto le cose di cui sopra le faccio anche a casa e con il notebook figo) la scrittura di un test book. Da buon studentello proveniente dall'accademia del "sappiamo programmare bene" ho scritto un bel foglio excel (sto imparando ad usare Excel, incredibile!) che sintetizzava ogni possibile caso d'uso dell'applicativo... sai quando hai in mente un "mo vi faccio vedere io di cosa sono capace"... ieri illustravo brevemente a Flavia le mie modestre speranze sul modo in cui i "capi" mi dovranno vedere : "AlphaGamma è un elemento insostituibile nell'organigramma dell'azienda e quindi occorre raddoppiargli lo stipendio e metterlo a capo della divisione sviluppo, dargli ufficio sull'attico, segretaria in minigonna, piante tropicali e poltrona in pelle umana, macchina con autista e dipendenti servili e ruffiani" ... solo che l'applicativo non lo conosco... il "capo" lo ha guardato molto interessato , ha detto "poi lo guardo"... sapevamo entrambi che mentiva. Però sapevamo entrambi che quel foglio elettronico significava per me un possibile rinnovo del contratto. 
Adesso il test book è finito, spedito, ricevuto (io ed il capo ci scriviamo con messenger anche se siamo a circa 105 cm di distanza, lui però parla spesso da solo). 
Sono tre ore che non ho nulla da fare, e da buona tradizione della IT italiana, sto tirando le 18 in attesa che un "capo" mi dica cosa fare. Ricordo l'altro giorno che un collega mi disse "non essere troppo efficiente"... comincio ad avere la sensazione che in questa settimana aldilà delle tante chiacchiere qua l'unico ad aver fatto qualcosa sono io... o forse di essere un impiegato di un ufficio pubblico in un imprecisato paese del meridione in una assolata giornata di domenica d'agosto, mentre la gente fa la pennichella pomeridiana. 
Cià, fra cinque vado a farmi una paglia, non dovrebbe destare troppo scalpore se esco al gelo delle pianure padane... pensando al fatto che forse domani vado in Toscana.  |
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da vigilia di viaggio | now playing: Dream Theater - Lifting shadows off a dream |
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Sono tornato finalmente dall'Etruria.
Un viaggio con i suoi reconditi perchè, il suo tranquillo tran tran, il colore dei personaggi che l'hanno vissuta, la dissolutezza di chi l'ha subita...
Pacciani e le leggi di Murphy
Il mio amico N. si domanda ancora cosa ci stava a fare il seguente cartello: in quella strada. Anche io avevo i miei dubbi, soprattutto perchè eravamo in uno sterrato, in mezzo ad una foresta, a circa 15km dal primo centro abitato, e ci eravamo quasi persi alla ricerca della superstrada Firenze Siena. Abbiamo capito tutto, quando abbiamo visto l'indicazione "Mercatale".
Al ritorno invece abbiamo solo bucato. 
La palta
La palta è stata l'assoluta protagonista della nostra vacanza.
La palta fatta al bar a leggersi il giornale, a veder passare femmine che andavano alla messa, a veder femmine in costume nelle vasche delle terme di saturnia, e qualcuna un attimino meno inibita, anche senza costume. Ma la vera palta è quella che si è creata il giorno in cui siamo arrivati. Montata la tenda al campo base, ci siamo infilati a dormire all'alba delle 16... per venire poi svegliati un paio d'ore dopo dalla gente intorno a noi che sbaraccava parlando della troppa pioggia... la nostra tenda invece stoicamente ha resistito ad un oceano di palta e fango... il problema è stato nei due giorni seguenti... avevo ormai dimenticato il concetto di "vestiti puliti" e "piedi asciutti". 
Braccino corto
Abbiamo avuto la sventura di voler smezzare le spese di viaggio e cibo con un amico del mio amico C. E' stato una persona sopportabile diciamo nelle prime 6 ore di viaggio, e per il resto del tempo uno spaccacazzi scroccone e tignoso (della specie peggiore, da cui il soprannome "braccino corto", fra poco non voleva pagare neppure le spese di viaggio), fastidioso (dopo nemmeno un giorno sono dovuto intervenire con gli interventi standard di moderazione... ho lasciato perdere quando poi dovevo spiegargli cosa significava il "sono disponibile in pm per chiarimenti"), seccante (con le ragazze, soprattutto nella partita a "m.d." di cui sotto) e peggio di tutto un francobollo da cui non riuscivi a staccarti. Mai piu', mai piu'. 
L'alternusa
Uno dice... "vai al campeggio libero di saturnia, non hai storie di sfattoni?" ovviamente si!
Abbiamo conosciuto A., spendidi occhi azzurri, un certo quantitativo di pirsing, capelli color carota, e (purtroppo) parlata bresciana. Alla sua tenera età (18) fuma già cinque o sei chilum a sera, senza risentirne troppo gli effetti...
Una ragazza così non poteva che essere protagonista di una divertentissima e coloratissima partita a "maschio dominante", conclusasi quando la tizia ha spiegato che era nel ciclo... |
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paltaman | now playing: BandaBardò - Manifesto |
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I dig my toes into the sand
The ocean looks like a thousand diamonds
Strewn across a blue blanket
I lean against the wind
And pretend that I am weightless
And in this moment
I am happy, I’m happy
I wish you were here
Traduzione (rigorosamente non letterale)
Affondo i miei piedi nella sabbia
l'oceano sembra costellato di diamanti
distesi su un manto blu
Mi piego contro il vento
sogno di essere senza peso
e in questo momento
sono felice, felice
Vorrei che tu fossi qui
E' una delle canzoni piu' belle che abbia mai ascoltato. |
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Pretend to be weightless | now playing: I wish you were here |
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Erano passati sette anni... una vita fa, ma ieri sera ho ripreso a "masterizzare" una sessione di ruolo. 7 anni lontano dal mondo del gioco, ma soprattutto lontano dal mondo dello storytelling, dell'invenzione, a occuparmi di dura e nuda realtà. Ma la fantasia è una delle essenze del vivere... la realtà è troppo spesso limitante. E lei, la fantasia se ne stava li, tenuta calda dal cinema, dai libri, dal bisogno recondito di inventare e raccontare storie e mondi.
Ed ora si ricomincia. Con Ars Magica, con un nuovo gruppo (quasi tutto proveniente dal dsy, quasi tutto di gente che già giocava di ruolo...), e tanto bisogno di inventare, di creare avventure e storie, di uscire per una sera dal materiale, verso l'immateriale. Il gruppo sembra ben fatto, forse alcuni personaggi creati un po' "estremi", pero' la mia fantasia la sento molto stimolata...
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Creo vis ad imaginem pro magnificentia rebus | now playing: 99 posse - yankee go home |
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Ragazzi, laureatevi... ... a quanto pare *forse* serve a qualcosa questa benedetta laurea.
Sono ancora in sbornia da post laurea, sto lentamente programmando i prossimi esami, certo è che mi piacerebbe cominciare a fare un lavoretto, magari di carattere informatico, ma parlandoci onestamente, non mi sono ancora impegnato molto nella sua ricerca.
Eppure la laurea sta portando i suoi effetti.
L'altro ieri ho ricevuto una offerta di lavoro come sviluppatore presso una software house, o in alternativa sistemista, sempre a tempo pieno, con colloquio e possibile assunzione immediata. Il mio nominativo era stato passato dall'università... Ovviamente da sborone quale sono mi sono pure permesso di dire di no... (no dai non picchiatemi)... ma io voglio la specialistica!!!
Oggi ho ricevuto l'offerta per un corso FSE gratuito, spesato, con patente ECDL compresa nell'offerta, e stage formativo (non pagato) al termine del corso (e relativa possibile assunzione). Nota negativa: tre mesi per 6 ore di corso dalle 15 alle 21, tutti i giorni della settimana, a Pavia!!!
Lunedi vado a sentire, vediamo...  |
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worker or student? | now playing: Janis Joplin - me & Bobby McGee |
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Peccato, il 16 marzo sarebbe anche un bel giorno da ricordare (per motivi personali), ma in questo caso scrivo per ricordare della morte di Dax, un ragazzo ucciso lo scorso anno in un agguato da parte di tre teppisti fascisti, in un locale non lontano da casa mia.
Seppi dell'omicidio il pomeriggio successivo, mentre ero in Comelico, e rimasi di sasso: mi sembrava che fossero gli anni '70, quando ammazzavano le persone, cosi' per strada. Ho fatto decine di telefonate, per sapere, per capire, perchè una cosa del genere era una cosa fin troppo grossa per poterla contenere solo con pensieri razionali.
Buio, freddo, paura
il fiato sul collo
corri e non senti il rumore
eppure sei fermo
la vista si annebbia
il tuo urlo è senza fiato
gli occhi annegano nel sangue
gola squarciata mentre lui ride
ma cosa conta ormai
non avrò piu' neanche il tuo sorriso
non valgono piu' i sogni
gli occhi girano
sento urlare lontano
la notte incombe sulla coscienza
non vedo piu' niente
sento l'alito fuggire via...
Alle 18 siamo corsi alla manifestazione indetta dal centro sociale di Dax (l'Orso), ed i ragazzi ci raccontavano dei pestaggi della notte al San Paolo, della polizia che rincorreva le persone fin dentro le corsie, delle bugie raccontate dai telegiornali ("volevano la salma di Dax" li vedevi impallidire, non fossero già pallidi per le botte prese)... la memoria ti torna a Genova, ai fatti di un anno e mezzo prima... e sai che la polizia fa proprio cosi'... la rabbia, l'emozione, e aggiungo anche molta paura le potevi tagliare col coltello, tutti quelli che erano in quella manifestazione pensavano che una cosa del genere poteva succedere a loro. E chi gridava piu' forte era quello che aveva piu' paura.
La paura si è trasformata col tempo in odio, un odio impotente, perchè quel tale, di cui c'era solo una foto in giro da "poco di buono", aveva una figlia piccola, perchè lottava per la casa, e nessuno ha voglia di lottare per la casa (perchè fa più figo parlare di quanto è cattivo Bush che andare casa per casa a fare comitati inquilini), perchè gli occhi di sua madre chiedevano pietà, perchè era soltanto un altro coglione che non aveva nulla da perdere, se non la propria vita. Perchè era morto e non poteva tornare piu'. |
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malinconico | now playing: Afterhours - ossigeno |
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Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Il secondo album è sempre il più difficile. Le camicie rosse ricucirono il paese, le camicie nere lo portarono alla guerra, le camicie verdi vi si son pulite il culo, gli stilisti dello stivale sono quelli più apprezzati, quando c'era lui i treni partivano in orario, quando c'era lui ci deportavano in orario, quando c'era lui non c'eravamo noi, che se c'eravamo noi saremmo stati impallinati, allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, votami e vedrai, che non ti farai male, votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale. Vuoi fare il cantante? Ti servirà una spinta. Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta. Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta. Sull'orlo di un burrone avrò bisogno di una spinta. Il secondo album... è sempre il più difficile nella carriera di un artista
In generale ascolto poco hip hop, tra l'altro questo Caparezza ha una voce in certe canzoni anche piuttosto antipatica.
Ma poi scopri che ha tecnica, ha fantasia, e quel che dice non sono nemmeno troppo cazzate. Insomma, ci sta dentro.
L'unica certezza è che finisco male, muore Caparezza, tutti al funerale. E' paradossale, ma io non vengo, non ci tengo, mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo!
Poi ok, il ragazzo deve lavorare ed ha fatto anche "fuori dal tunnel" che sembra abbia un discreto successo...  |
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sono fuori dal tunnel | now playing: sono fuori dal tunnel |
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Oggi, durante la presentazione della mia tesi alla commissione riflettevo sulla difficoltà di fare l'otto all'esame della patente A se non avevi una moto con un manubrio che curvava con un ampio raggio... credo che avvenisse tra le slide 5 o 6 (quelle in cui passavo dal tecni-color al tecnico-e-basta).
Verso la fine delle slides (quando oramai i titoli di coda parlavano di DLT normalizzate e correlazioni automatiche) riflettevo sul fatto che DLT potrebbe essere la sigla per un'ottimo nemico dei nemici dell'igiene.
[top sboron]
"Scusate l'inconveniente di prima... spero che ora funzioni tutto... ehm mmmh... ma la chiavetta USB dove la devo infilare, da davanti o da dietro?"
"Si, potrei dire che l'immagine in basso, creata dal programma sviluppato con il software qui presentato, come potete vedere, è venuta piuttosto bene" 
"Ci sono domande?" 
[/top sboron]
Quei quattro o cinque studentelli in ultima fila che hanno fatto finta di ascoltare sono rimasti piacevolmente sorpresi... le foto erano per loro... ... tranne Chiara che mi chiede "Ma cos'era quello schifo di aula?" ed io "La sala dove ho dato sei esami ed una tesi di laurea" oppure Grazia che mi fa "Ma è vero che li hai fatti proprio tu quei panorami? ed io "Si" (non sa il barbatrucco... 
Alcune chicche:
- per chi non c'era mi sono presentato con le slides su minicd riscrivibile. Il lettore non le caricava. I prof mi guardano con disappunto. Ma io con fare noncurante "si ma ho un'altra copia su cdr". NON ANDAVA NEANCHE QUELLA... al che ero io quello preoccupato... 
Al che la palla è passata a Nous, che doveva spiegare la sua tesi dopo di me, ed il prof mi accompagna nel suo ufficio (con battute del tipo "visto a usare cose non standard? Ma con cosa ha masterizzato? Vede a non usare Windows cosa succede?" -tenete Renny!!!) mettiamo tutto nella sua chiavetta USB... torniamo in sala lauree... e mi becco Fabpicca che mi fa "cosa usi questi cd? Devi usare Sony" ed io, noncurante come prima, estraggo il cd-r SONY che nessun pc dell'università leggeva... 
- Sarebbe interessante riflettere sui tempi di attesa: oggi, ho aspettato 4 ore per laurearmi. Questo mi consola, se penso che ho atteso 5 mesi di tesi per questo giorno. Ma poi mi deprimo di nuovo: sono 9 anni di università che attendo questo momento... dal lontano 1995 qua non aggiornavo il mio titolo di studio.
- L'utilità della laurea triennale: innanzitutto farsi dare del dottore dagli amici, poi chiedere 15 euro l'ora per le ripetizioni anzichè 10, poi fondamentalmente, l'idea per i prossimi 14 esami, di poter mandare a quel paese tutto e tutti e ritirarmi in solitudine nelle alture delle Abruzzo (beh, non completa, ci sono sempre quelle tre o quattro ragazze che potrebbero venirmi a trovare) vivendo di caccia di cinghiali ... [a chi osa dirmi che queste cose si fanno senza laurea, dimentica sempre che un cinghiale è un animale intelligente e per accopparlo occorre scrivere un applicativo apposta...]
- angolo delle offerte fotografiche:
IO: "Venite tutti che facciamo la foto insieme"
FABPICCA: "No facci un po' alla volta, tanto lui ha scritto il programma che fa il panorama" 
OK se mi viene in mente qualche altra stupidaggine... la scriverò... intanto pare che la mia banca alle isole Cayman abbia confermato il prestito sul mio conto cifrato per l'acquisto del nuovo mezzo a due ruote...
Beh, è giusto ringraziare qualcuno: in ordine di apparizione nella mia mente Grazia, Matteo, Matteo, SanGargia, Serpico, Fabrizio, Sara, Tent, Renny... azz mi sto dimenticando sicuramente di qualcuno... e poi i miei amici Naikone, Claudio, Chiara e Benny... che hanno perlustrato l'area di Comelico in cerca di cibarie... assaltando pare il kebabbaro della zona!
102/110... devo metabolizzarlo. |
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dopo gli autovettori linear... | now playing: '80s :D (io studio da quell'epoca) |
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Se guardo il cielo non lo sfioro neppure
ed il paradiso sembra un sogno da pazzi
forse vorrei inventarne uno nuovo
ma vivo a testa in giù
La corsa verso l'equilibrio è fatta di impercettibili sbavature... qualche attimo di incertezza da sistemare, strettoie e curve, col fiato in crescendo, salite sudate, un sole martellante che ti bagna le tempie, le fronde che si bagnano di luce, il mio cuore che batte e non sa se ce la farà.
Ci sei solo tu e il tuo brivido che ti percorre lungo la schiena.
Questo mattino d'aria fresca, di luci verdi scintillanti, di pascoli carichi dell'odore dell'estate, quell'azzurro che si ferma nel sogno.
Il mondo gira, e rigira ancora, in un momento epico di assoluta certezza, di inutile perfezione, incurante della nullità dell'attimo di fronte all'insignificanza della continuità del pensiero martellante.
Ecco è già passato. Io ne sono uscito svuotato.
ma vai vai vai
dimmi una sola ragione che ti fa stare qui
prova a dire senza parole
noi siamo liberi
Mi sento fottutamente bene. O meglio, alive and kicking 
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alive and kicking | now playing: Litfiba - Bambino |
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Ormai sta diventando una ossessione.
Ieri sera il mio amico Benny mi ha fatto fare ben 10 metri con il suo guzzi 3 e mezzo (ho rischiato di spegnerla 3 volte)... grande pauuuuuuuuuuuuura... ma adesso devo riprovare QUELLA emozione...
Insomma, morale, ho queste tre possibilità:
- Guzzi tre e mezzo (V35 Imola), colore rosso, buono stato, costo 500 testoni: bello ma quanto sarà affidabile? Dalla regia mi dicono che i Guzzi hanno l'affidabilità classe Piaggio... Velocità di punta 150kmh
- Suzuki due e mezzo (GN250), affidabile, consuma niente, costo 800 testoni (è un concessionario): bellissimo esteticamente, pero'... 130kmh di punta so già che non mi bastano per dare la polvere ai fighetti con la golf... (guai a chi parla di limiti di velocità)
- Honda CBX 400: potente, affidabile (Honda equivale a Nokia), bello, 4 cilindri, e 700 testoni, peccato che la moto mi dice il proprietario è ferma da alcuni ANNI. Velocità di punta: 170kmh
Tutti questi mezzi vanno con la patente da paurosi.
Che cosa faccio? Quale moto per Alpha"byker"Gamma?
DONNE! (si, è arrivato l'arrotino...)
Consigliatemi!!! Su quale moto vi avvinghiereste meglio al vostro maschio?
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bicilindrico o quadricilindrico? | now playing: De Andrè - un chimico |
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Ebbene si.
Mi laureo mercoledi 25 febbraio (alle 11.30).
Se vi interessano gli omocosi fate pure un passaggio in sala lauree.
Inoltre, venerdi 27 febbraio, alle 21 organizzo invece la mia festa di laurea (ok triennale ma sempre laurea è). Il posto è quello solito, il circolino già pubblicizzato per il concerto di Empirico.
Ok, non sapete dov'e'? E' in via Segneri, zona Giambellino.
Michelin dice che è qui:
http://www.redskyes.org/images/Segneri-2-MICHELIN.jpg
Se non vi fidate mandatemi pure pm... ma venite!!! |
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back in black! | now playing: ACDC - Back in black! |
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Il problema consiste nello sviluppare algoritmi che prendano in input due immagini (rappresentanti due diverse scene del medesimo soggetto) ed elabori a partire da queste una terza immagine che rappresenti una visione “panoramica” del soggetto stesso. Per soggetto si può intendere sia un paesaggio acquisito con una fotocamera, sia un oggetto tridimensionale realizzato tramite programmi di elaborazione 3D, di cui vengono presentate due scene. La soluzione proposta deve essere una soluzione generale, e quindi non deve presupporre nessun vincolo sulle immagini di input, se non una parziale sovrapposizione.
La soluzione proposta si basa sull'algoritmo “Direct Linear Trasformation” (DLT). Questo algoritmo parte dalla considerazione che ad ogni immagine sia associato un piano proiettivo omogeneo. Tramite una trasformazione lineare proiettiva (ovvero una omografia 2D), è possibile trasformare ogni punto di un piano proiettivo in un punto di un altro piano proiettivo. Portando tutti i punti di una immagine sul piano proiettivo dell'altra, partendo da alcuni punti di corrispondenza, è possibile ottenere una immagine panoramica che contiene entrambe le immagini. Matematicamente, l'omografia è rappresentata da una matrice quadrata di ordine 3 (con 8 gradi di libertà). L'obiettivo di questo algoritmo è trovare questa matrice.
L'algoritmo può essere così sintetizzato:
a) vengono inserite in input un numero 4 di coppie di coordinate di punti (equivalenti agli 8 gradi di libertà) corrispondenti tra le due immagini (appartenenti all'area parzialmente sovrapposta delle due immagini)
b) queste coordinate vengono inserite come coefficenti in una sistema lineare omogeneo le cui incognite sono gli elementi della matrice dell'omografia.
c) il sistema viene risolto attraverso l'algoritmo della single value decomposition (SVD).
d) il risultato viene restituito per compiere la vera e propria trasformazione.
Come considerazione successiva, va notato che le immagini digitali non sono composte da infiniti punti, ma da un numero finito di pixel, che corrispondono ad aree quadrate (costituite ciascuna da infiniti punti) con la medesima informazione di colore. Ciò porta fin dall'inserimento delle coordinate di input, ad una approssimazione della matrice di trasformazione e quindi ad una omografia parzialmente non corretta. Questa può essere ottimizzata inserendo in input un numero maggiore di coppie di coordinate di corrispondenza, e stimando la trasformazione ottimale.
Inoltre, nella trasformazione un pixel di un'immagine viene messo in corrispondenza con un'area a forma di quadrilatero di forma generica nella seconda immagine, che occuperà un certo numero di pixel, alcuni completamente ed alcuni parzialmente. Di questo quadrangolo può essere dunque calcolata l'informazione di colore attraverso una media pesata rispetto all'area occupata di ogni pixel, e tale informazione riportata sul pixel proiettato, ottenendo in maniera efficiente una informazione di colore pesata.
Il programma è stato realizzato utilizzando Microsoft Visual C++ 6, con l'estensione delle librerie QT (versione 2.3 non commerciale) e testato su un Pc Compaq Evo n800v, con cpu P-4m 1800, 512 MB Ram e Windows Xp Professional. |
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musone :D | now playing: Offsprings - Self Esteem |
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Ma in fondo il natale cos'è? Il momento in cui tutti siamo più buoni, il periodo dell'anno in cui ci sentiamo più vicini agli altri, in cui improvvisamente ci ricordiamo della nostra umanità. E' il momento in cui respiriamo un'aria diversa, e poi il freddo intenerisce un poco gli animi, li rende solidali gli uni con gli altri. Incontrarci per cena trepidando perchè venga la mezzanotte e poi scambiarci i regali. Incontrarci a pranzo con il panettone, i canditi lo spumante, l'arrosto o le lasagne. Ma che bella atmosfera da respirare! Magari per qualcuno c'è anche una messa da celebrare, in fondo è la tradizione. Dopotutto, è il momento in cui incontrare la famiglia, gli amici, i parenti più lontani, per ricordare un lieto evento, e per qualcuno è l'occasione per fare i conti coi propri pensieri.
Ci ripenso. Io odio il natale. Odio le strade vuote, odio quelle maledette lucine nelle vie del centro, odio le persone rinchiuse nelle loro case a festeggiare un'altra festa pagana, e prima ancora odiavo i negozi gremiti di gente a spendere la tredicesima da santificare alla vuotezza del regalo materiale. E odio pure sto cazzo di freddo che mette il gelo nelle ossa.
E' il periodo dell'anno dove tutte le ipocrisie vengono fuori, è il periodo dell'anno dove si mettono a nudo le superficialità delle relazioni umane, dei caldi sorrisi delle strette di mano, dei dolci pensieri da baci perugina, di quegli orribili nastrini colorati da strappare via dai pacchetti, dell'ennesima ripetizione di qualche kolossal sulla natività, odio quel pomeriggio in casa in cui per una volta è meglio non litigare, odio il fatto che non sono libero di farmi i cazzi miei. Potessi, prenderei e mi farei qualche centinaio di chilometri, salvo scoprire che tanto è natale anche altrove... Ma in fondo è solo un'altra data, è una congiunzione astrale, non ha niente a che vedere coi cicli biologici o culturali umani.
Sento salirmi tutta questa rabbia, perchè intanto un altro anno se ne va, un anno in meno alla morte, un giorno in meno ad indossare la bara. La vita sfugge di mano ogni giorno, ma il giorno più uggioso è proprio il natale, e so che non potrò riportarlo indietro. E così per il tempo che rimane se non muoio prima, magari di qualche strana malattia, o perchè mi hanno inquinato il pianeta, o magari solo per una bella bomba nucleare sul cranio...
Ma fosse solo questo, passi. In questo natale, di fronte a tanta attesa, di fronte a tanta gioia, di fronte a questa trepidazione, di fronte a tanta bontà, c'è chi soffre, c'è chi pena, c'è chi freme di rabbia per l'egoismo altrui presente e passato, perchè ora gli manca qualcosa, perchè la solitudine è un male mostruoso ed invincibile da qualsiasi mezzo sia esso chimico fisico o psicologico, e non si da pace... C'è chi si vuole rinchiudere in se stesso, c'è chi non vuole ricordare... se non solo brutti ricordi... e c'è chi vuole essere soltanto invisibile, c'è chi vuole bastare solo a se stesso.
Guarda il loro natale, guarda almeno tu che mi leggi, questa fottuta festa che li uccide un pochino dentro, e domani farà alzare loro barriere in difesa contro gli altri. Sono intorno a te queste persone. Mentre stappi lo spumante e ne bevi un sorso, guarda intorno a te. Verso chi si porta dentro una croce. Verso chi ha intorno a sè altre persone, ma è come se fosse da solo a centomila chilometri di distanza da tuttti. Verso chi non ha memoria, e si è dimenticato che esisti. Verso chi oggi sorride ma intanto ieri pensava soltanto a se stesso, ai suoi bisogni materiali, alle sue facili ipocrisie, di chi ti ha messo alla porta nel momento del bisogno, ma quando aveva necessità di te, eccome se c'era, eccome. Verso chi finchè pensava che tu gli promettessi qualcosa, era li pronto ad ascoltarti, ma poi ti ha tradito per chi faceva un'offerta migliore. Verso chi voleva qualcosa da te, e quando ha scoperto che non volevi o semplicemente non potevi dargliela, ti ha minacciato, ti ha allontanato, ti ha denigrato.
A natale alcuni sono più buoni. Qualcun altro invece è più cattivo. Ma se sputa sangue, vuol dire che respira ancora. |
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Amico non ti addormentare... | now playing: BandaBardò - ho la testa |
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di Riccardo Orioles
Milano. L'azienda del dottor Albertini ha un nome strano, obsoleto e
secondo me anche un po' communista: "Comune" di Milano. Il termine e'
nato parecchi anni fa, quando gli abitanti - non i consumatori, non
gl'imprenditori - di alcune case vicine decisero di mettersi d'accordo
per provvedere ad alcuni servizi essenziali - non per fare soldi, non
per quotarsi in borsa - che secondo loro avrebbero funzionato meglio in
comune: le piazze, le strade, le chiese, le mura cittadine. L'idea, per
quanto semplice, non era affatto scontata. Difatti in un primo momento
il governo la vieto' tassativamente e mando' anzi catapulte e marines
per imporre l'ordine e la pace. Grazie al compagno Alberto (da
Giussano) e anche a qualche aiuto da Roma il governo fu messo in
minoranza e il comune pote' andare avanti in santa pace. Ogni tanto,
ovviamente, c'erano degl'intoppi: non e' mai stato facile persuadere i
governi a rispettare i comuni. Scoppiavano "tumulti di estremisti"
(come titolavano i giornali), ma i vari Tramaglino, Cattaneo e Turati
riuscivano sempre, alla fine, a difendere il buongoverno comune contro
il governo.
Renzo Tramaglino, attualmente, fa il tranviere avventizio, prende
ottocento euri al mese e con questi deve mangiare, vestire se' e i
familiari, mandare i bambini a scuola, pagare l'affitto di casa (nella
citta' piu' cara d'Europa) e infine pagare le tasse comunali. E' due
anni che promettono di rifargli il contratto, ma ogni volta lo
rimandano indietro con un bel "Vidit Ferrer". Alla fine il Tramaglino
s'e' stufato e ha bloccato tutto. Apriti cielo! Nemico della citta' e
dei cittadini, estremista furioso, untore, sovversivo e chi piu' ne ha
piu' ne metta.
Eppure il povero Renzo voleva solo il denaro suo; ne' il vicere' poteva
dire che non ce ne fosse, poiche' avendo appena venduto l'azienda
elettrica cittadina le casse vicereali erano piene di ducati; impiegati
pero' in speculazioni di borsa e non nella banale gestione dei tram e
dei tranvieri. Avendo dimenticato il senso della parola "Comune",
l'Albertini credeva infatti d'essere la' per commerciare e non per
assicurare i servizi ai cittadini. Cosi', la prima azienda italiana ad
aprire la via all'inflazione e' stata, tre anni fa, proprio l'azienda
trasporti di Albertini, aumentando il biglietto a un euro (occasione
presa al volo!) senza ne' migliorare il servizio ne' pagare i
tranvieri. A Renzo che ha scioperato, bisognerebbe mettere una lapide
in Galleria; al sindaco che ha speculato, bisognerebbe chiedere i danni
civili per malamministrazione. Ma naturalmente non sara' cosi'.
* * *
"Renzo, che strepitava, aveva tutta l'apparenza d'un oppressore;
eppure, alla fin de' fatti, era l'oppresso. Don Abbondio, sorpreso
mentre attendeva tranquillamente a' fatti suoi, pareva la vittima;
eppure, in realta', era lui che faceva un sopruso. Cosi' va spesso il
mondo... voglio dire, cosi' andava nel secolo decimo settimo". |
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(none) | now playing: Nirvana - Rape me |
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Se guardo il cielo non lo sfioro neppure
E il paradiso sembra un sogno da pazzi
Forse vorrei inventarne uno nuovo
Ma vivo a testa in giù
Sono un bastardo se distruggo tutto
Sarò bastardo se ne lascio un po'
Voglio fare un fuoco di tutto
Perché la noia passi via
Notte
Come un lupo nella notte
Sono il selvaggio nelle strade deserte
E sto cercando un paese innocente
Ma questa terra è già troppo malata
E cado a testa in giù
Sono arrivato per vivere tutto
Sono arrivato ma non tornerei
Voglio pisciare sulle scarpe alla noia
Corro fino al limite
Notte
Come il lupo nella notte
Non ti voltare mai
Sei solo corri, corri, corri, corri
Non ti voltare mai
... la negazione dell'idealismo, l'esaltazione del nichilismo, l'annullamento dell'individuo... questa canzone va sentita subito dopo "ballata"... picco e caduta... sogno e realtà... "non ti voltare mai"... questa è la perfezione... |
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Voglio fare un fuoco di tutto... | now playing: Litfiba - corri |
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Ma che bello è quest'album dei Modena? Non l'ho mai ascoltato con troppa attenzione, preferendogli i primi due. Ma...
Il faro tagliava la notte, un filo d'acqua bagnava la strada.
Camminavano insieme in direzione del ponte. Da un portone una tromba suonava.
Lei guardava in basso le scarpe, tra cicche spente, giornali e lattine.
Lui fischiava un vecchio blues
e pensava ad una cosa qualunque da dire.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Perché presto o tardi sai sarò di nuovo qui intorno.
Ma non piangere per me, non piangere per me.
Ci troveremo ancora sai, in qualche splendido giorno.
Se una persona ha un momento per sognare, per pensare ad un mondo lontano, per guardare oltre il buio grigiore... non vi fa pensare a fuggir via ed andar lontano, al suono di questo blues?
Senza mai perdere il senso della realtà:
Esta noche por la calle suena mi tambor
Puoi chiamarmi partigiano, bandito oppure illuso
Soldato di una guerra persa prima del suo inizio
Sono la tua coscienza sporca, sono un vecchio contadino
Sono l'indio, il mendicante, sono l'ortica nel tuo giardino
I miei compagni sono già morti o marciscono in prigione
Eppure sono ancora qui a gridare al mondo
"Viva la rivoluzione!"
...
Ora puoi chiamarmi Aureliano, Don Chisciotte o Pancho Villa
Ma sono un fuoco ancora acceso, sono l'urlo della gueriglia
Non combatto i mulini a vento e il nemico è sul mio sentiero
Stasera offro un ballo davanti al mondo intero
Le campane danno il segnale, tutt'intorno c'è confusione
Adesso posso urlare al mondo "Per sempre che
Viva la rivoluzione!"
Esta nochepor la calle suena mi tambor
La bellezza di questa canzone mi colpisce forse di piu' quando poi in "lettera dal fronte" dice
Questo tempo ingessa il mio cuore
solo gli uccelli sanno volare
l'illusione è finita da un pezzo
di vincere per un mondo migliore
... che ricorda più "il caduto" di Guccini che la "guerra di Piero" di De Andrè...
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Cuore ingessato dal tempo e dalle cure... | now playing: MCR - Qualche splendido giorno... |
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Una cosa tipica degli italiani è che sono dei teorici sulle diete.
Personalmente applico un piccolo decalogo, che mi ha portato alla perdita di 12 kg in 10 mesi:
1) Non consultare dietologi. Dimagrire è una questione personale, esattamente come passare un esame o voler fare sesso con una tipa. Non hai bisogno di esperti, ce la puoi fare da solo.
2) Cerca di essere padrone della cucina. Personalmente ho dovuto lottare contro due elementi negativi: la mia golosità e la forza di volontà di mia madre (che invece è una teorica del fritto). Devi essere in grado di decidere sempre tu cosa mangerai a cena, non gli altri.
3) Elimina il fritto. Con una sola eccezione. Ricorda che esiste un solo modo di cucinare le patate. Friggerle.
4) Non esiste dimagrimento senza esercizio fisico. E per esercizio fisico si intende sudare, fare fatica. Corsa e nuoto in primis. Poi gli addominali.
5) Il tuo corpo è furbo. Se riduci il cibo, lui riduce i consumi. Tu devi essere più furbo e fare come fa Terrytop: condurre una vita sregolata fondamentalmente basata sull'alcool, su poco sonno, su molta vita notturna e cosa fondamentale sul variare costantemente l'orario dei pasti: mi è capitato di cenare alle 6 del mattino, o pranzare alle 9. Il tuo corpo non si aspetta un piatto di amatriciana alle 9 del mattino, e non riesce ad assimilarlo e farti ingrassare.
6) Devi diventare seguage del buddismo. Come diceva Siddharta, un solo pasto al giorno è sufficiente per sopravvivere. E' suggeribile girare senza soldi, cosi' nessun attacco di fame fulminante potrà fregarci. Durante il mio ritiro spirituale nelle alture dell'Abruzzo ho osservato anche il digiuno (qualche malelingua dice che era perche' ero senza soldi) per un giorno intero. Se hai i crampi allo stomaco, mangia al massimo un frutto. UNO.
7) Aumentare i contatti sociali coi magri. Lo sappiamo, sono gente strana. Mangiano un etto solo di pasta a pranzo (!), prendono una sola pizza a cena, non hanno partecipato a orge grigliatiche negli ultimi sei mesi, e fuori -vergogna!- bevono solo una birra, mangiano molta frutta, gli piacciono pure pomodori e verdure varie, non hanno mai fame quando siete in giro. Tutte le loro azioni, soprattutto se sono ammanicati con qualche tipa carina, saranno per voi un esempio da seguire (fintantochè bisogna dimagrire).
8) Cerca di fare molto sesso. Anche in mancanza di donne.
9) Non applicare testardamente tutte le regole qui sopra; allo stesso modo in cui se oggi sai che non studierai, è inutile che ti accanisci, e se sai che lei ha le sue cose, è inutile che ci provi proprio oggi.
10) Ricordate che la funzione di probabilità di fare sesso con una tipa che avete appena conosciuto è inversamente proporzionale alla quantità di adipe depositato sulla vostra pancia. Questa regola non è vera (la vera regola è che dovete sempre avere fiducia in voi stessi) pero' vi aiuta a richiudere il frigo che avete appena aperto alle 3 di notte in piena fame chimica. |
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Ok, era la definizione di Jam. 
Ma sembra proprio che nel progetto della mia tesi, anche se da un punto di vista strettamente numerico, qualcosa comincia a funzionare... ... ok forse mi laureo. 
L'altra sera, scimmione pauroso con un mio amico: tra una paglia e l'altra prima di andarcene a letto, ecco che spunta l'argomento della mia tesi, e subito il mio amico (laureando in ing. delle telecomunicazioni) comincia a parlarmi dei sistemi automatici per l'analisi delle correlazioni delle "features" delle due immagini da panoramizzare, per far capire automaticamente al computer come fare senza intervento manuale... due ore di pippotto pauroso... in cui è uscito di tutto e di piu', regressioni non lineari, trasformate di fourier, pressochè tutto il campionario mpeg , e su e giù a disegnare equazioni di correlazioni di birapporti e rette parallele ... insomma dopo due ore... ci siamo ripigliati... abbiamo capito il nostro ruolo nel cosmo... abbiamo acquisito la reminiscenza delle nostre reali potenzialità... abbiamo compreso entrambi il concetto di fondo.
Io che è meglio che mi limito ad inserire le correlazioni a mano! 
E lui che è meglio farsi una birra quando si esce la sera...  |
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Uazz!! Sono dieci giorni che non ripassavo a dare una occhiata al mio blog e scriverci qualcosina.
Ocio ragazzi, la tesi sarà anche su un argomento di interesse, sarà anche vero che non si ha l'ossessione degli esami ("fra 10 giorni c'è lo scritto! Paura paura!")... pero'... si vive in un limbo fuori dal mondo, i tuoi amici che sono li a dare le varie statistica e fisica quasi quasi li invidi (quasi )... mi manca più che altro la continuità dello studio, visto che la mia scadenza è fra ben 4 mesi... e domani comincia la fase di testing del mio programmillo (quello che avevo spiegato poco più sotto) che finirà... boh?
Mi consolo con l'allegoria di loschi figuri che circolano nel macabro ambiente universitario, i dsy-ini, i ragazzi della biblioteca che vedo regolarmente ogni giorno da un anno ormai (e non ne conosco nemmeno la metà), il dottor tent nel suo angolinux, pinuzzo che smanetta con le reti e la slek mentre si carezza il pizzo con fare intellettuale, rena' che cerca l'ultima release di mozzillone, empiz che cerca di spiegarmi cos'è l'ICA attraverso delle equazioni strane (saranno equazioni differenziali?), la viry che non sa più qual'e' il suo piano di studi, il jam, il terry ed il picca con le loro uscite psicotiche... insomma un insieme di monomaniaci... con cui alla fin fine è bello passare del tempo... se mi lasciassero studiare invece di cercare i porno nel mio portatile! 
Insomma, con questa bloggata volevo salutare un po' tutti quelli che conosco... o che non conosco (tipo "bellicapelli") ...  |
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Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore.
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.
Che bello poter rileggere la poesia senza dover studiarne la parafrasi...  |
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Da "Tanto per abbaiare" di Riccardo Orioles (gia' citato piu' sotto nel blog):
Massimo wrote:
< La mia memoria di ragazzino che seguiva il telegiornale, nel 1973, mi
riporta le immagini di una vittoria delle sinistre in Cile, dei
festeggiamenti. Poi continue notizie di disordini e scioperi, notizie
frequenti e martellanti riportate dal tg. Fino ad arrivare poi a
quell'immagine, forse una di quelle nella mia vita di spettatore di
telegiornali che mi ha colpito piu' di tutte. Un ometto di mezz'eta',
con occhiali spessi, un aspetto esile, da persona vissuta sempre in
mezzo a scartoffie, una vaga somiglianza con il nostro presidente
Leone, giacca e cravatta da uomo della politica, li', con un elmetto
appoggiato goffamente in testa, un mitra in un mano, sul terrazzo della
Moneda, ad aspettare l'ultimo assalto dell'esercito. Questa immagine
ancora oggi mi emoziona, e certo non la dimentichero' mai.
Certo i tempi sono cambiati, qui non siamo in America Latina e i russi
non ci sono piu'. Solo pensando a qualcuno che ancora parla di pericolo
comunista e mostra nostalgia dei tempi della caccia alle streghe e
delle discriminazioni, nel lavoro e negli impieghi pubblici, per coloro
che avevano la tessera del pci (non tutti gli italiani hanno vissuto in
Emilia Romagna), pensando a qualcuno che, nella sua rozza concezione
del capitalismo, e' rimasto a quei tempi li' e che in Sicilia comanda
parecchio, viene naturale pensare a certe similitudini con le strategie
destabilizzatrici del Cile di allora.
Solo l'omino con gli occhiali spessi come culi di bottiglia, che
aspetta i fascisti con mitra ed elmetto, quello proprio non lo vedo >
* * *
Nel settembre 2000 la Cia ha ammesso ufficialmente di aver partecipato
alla preparazione del golpe che rovescio' nel 1973 il governo
parlamentare di Salvador Allende. I servizi statunitensi hanno ammesso
in particolare di avere organizzato l'agguato in cui fu ucciso, negli
Stati Uniti, il generale Rene' Schneider, che aveva dichiarato la
propria intenzione di difendere il governo legale di Allende.
Le ultime parole di Allende alla radio cilena |
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Un film da vedere, al cinema in questo periodo e credo presto in videocassetta e DVD. Riporto lo stralcio di una recensione abbastanza interessante:
Con "La meglio gioventù" la cinematografia italiana, finalmente, può annoverare tra le sue opere un film di ampio respiro, capace di leggere la storia senza pregiudizi o isterismi da tifoso, capace di fornire l'affresco di un'epoca storica che abbraccia gli ultimi quarant'anni delle tormentate vicende italiane. Ma l'opera (...) non è una fredda disamina dei fatti che vanno dall'alluvione di Firenze del 1966 fino alle vicende di tangentopoli. Il regista milanese, ci racconta della contestazione giovanile del '68, della nascita del terrorismo e del suo svilupparsi come un bubbone maligno, della crisi della Fiat all'inizio degli anni '80, di Tangentopoli, della protesta fiscale di un Bossi prima maniera, della strage del giudice Falcone e della sua scorta. E lo fa con la passione e il sentimento dei personaggi che costellano il film, i quali vivono queste vicende ora da protagonisti ora da inerti osservatori, avendo a che fare con i piccoli e grandi problemi quotidiani. Personaggi che attraversano la storia con il coraggio di chi vuol tentare di cambiare qualcosa, il coraggio di lasciare anche solo un'ombra che possa contribuire a modificare il presente per migliorare il futuro, o vi rimangono ai margini perché troppo impegnati a trovare in sé stessi un senso alla vita che stanno vivendo.
Tutto ciò è reso meravigliosamente ne "La meglio gioventù". Perché questo è un film meraviglioso. Meraviglioso e commovente grazie ad una fotografia calda e palpitante che partecipa delle emozioni dei personaggi; coinvolgente grazie a dei dialoghi che colpiscono per l'originalità e la profondità, sempre appropriati alle vicende che si raccontano, mai sopra le righe, appassionanti e significativi nei frequenti duetti tra i bravissimi attori, amari e disincantati quando il copione si concede momenti didascalici dedicati alla futura memoria dello spettatore; trascinante per merito degli attori che a poco a poco che il film incede, raggiungono ottimi livelli nell'arte della recitazione. (..)
Meritovele di affrontare tematiche che hanno attraversato e modificato, anche con brucianti lacerazioni, il costume italiano - questioni come l'apertura dei manicomi (Nicola, interpretato da Lo Cascio è un discepolo di Franco Basaglia) o la piaga dell'inquinamento industriale o l'accettazione dell'omosessualità come diversità e non come malattia.
Il film è anche un omaggio a maestri italiani del cinema, spesso citati più o meno direttamente: il Pasolini poeta ("La meglio gioventù" è il titolo di una raccolta di liriche del poeta friulano) ma anche il Pasolini cineasta, Rossellini, Scola e soprattutto Visconti a cui il film sembra quasi ispirarsi. Il Visconti di "Rocco e i suoi fratelli" ma soprattutto il Visconti de "Il Gattopardo". Il metodo di analisi è lo stesso, ed eguali sono le conclusioni alle quali sembra giungere. Sono quelle enunciate da uno dei primi inquisiti per le tangenti milanesi, il quale, durante lo svolgimento di una perizia psichiatrica, sembra parafrasare Tommasi da Lampedusa affermando che niente è cambiato e che, chi fino ad allora ha prosperato, brigando ed imbrogliando, continuerà, tranquillamente, a prosperare.
(...)
Certo sono 6 ore di film, da vedere con qualche precauzione:
- ci sono alcune forzature, ovviamente e' una storia di cinema, che per quanto verosimile e' finzione, e quindi per qualche strettoia i personaggi ci devono pur entrare;
- le recitazione e' eccellente, in particolare i personaggi di Nicola e Giulia, che a mio avviso sono gli assoluti protagonisti del film;
- non e' un film con un taglio per intenderci tipo "Novecento" di Bertolucci, e per inciso gli resta inferiore almeno per le emozioni che riesce a suscitare. Ma del resto "Novecento" e' un film paragonabile con pochi altri... 
- sono fantastiche gli occhi, le espressioni e la recitazione di Jasmine Trinca, la ragazza della foto... |
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" Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esitono razze umane differenti. " |
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Sole, silenzio, fiato
Come questa Terra senza profondita`
Ti porta dentro il respiro
E ti senti ancora piu`, sempre piu`piccolo
Vendero` l' anima
Colorando il nero dell' orizzonte
Vendero` l' anima
Sto morendo, morendo di solitudine
Vendero` l' anima
Forse questo e` un sogno, forse un mare
Dove perdersi per ritrovare
Le ali del cielo
Ali del cielo!
Io vendero` l' anima
E ridono di me!
Ridono di me!
Delle mie ali, ali di cera
E Ridono di me!
Delle mie ali, ali di cera
Delle mie ali, ali di cera
Delle mie ali, ali di cera
Delle mie ali, ali di cera
forse la migliore canzone dei mitici primi Litfiba... |
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Mi sento il dovere di consigliare l'iscrizione alla mailing list di riccardo orioles, giornalista siciliano, impegnato da anni contro la mafia.
Ogni settimana spedisce agli iscritti della mailing list quello che oggi chiameremmo un blog, in cui presenta le sue esternazioni, di ambito politico e sociale, sulla mafia certo, ma su un sacco di altri argomenti.
Non sempre sono d'accordo su quel che scrive, ma occorre riconoscergli molti meriti: prima di tutto quello di essere una voce indipendente e libera.
Alcune cosette dell'ultimo numero:
Statistica. Il posto più pericoloso? La famiglia. L'ottanta per cento degli omicidi, secondo le ultime statistiche, sono infatti delitti familiari o passionali. Quell'albanese ispido e losco, in realtà, voleva semplicemente domandarti l'ora. Ma tu sei fuggita inorridendo per precipitarti nelle protettive braccia del papà o del fidanzato.
Lavorava per la Reuter, era palestinese e si chiamava Mazen Dana. Stava riprendendo un carro armato americano impegnato contro una folla di sovversivi a Bagdad, quando il carro ha mosso lentamente il cannone e l'ha puntato contro la telecamera. Le ultime immagini sono quelle dei lampi di luce che escono dalla bocca da fuoco. Un anno fa a Ramallah era morto nell'identico modo il fotoreporter italiano Raffaele Ciriello.
Pochi giorni prima il comando americano aveva assolto i carristi che avevano ammazzato a cannonate altri due reporter nell'hotel dei giornalisti; un cameraman di Al Jazeera, Tarek Ajub, era stato invece giustiziato con un missile terra-terra. Mazen Dana, che in passato aveva ricevuto il Premio internazionale per la libertà di stampa, era stato ferito una settantina di volte nell'esercizio del suo mestiere. Sono più di trenta, nel giro di un anno, i giornalisti uccisi in tutte le parti del mondo: da killer dei poteri mafiosi, da bande selvagge, da tiranni, da truppe più o meno tribali e dal più grande esercito del mondo. Tutti egualmente sono morti perché credevano in quelle quattro parole - pronunciate in America, originariamente - "E' la stampa, bellezza".
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LO SCIOPERO DEL SOLE
Un giorno venne il sole e disse:"... e così sia!
se proprio non mi volete allora me ne vado via!
Non vi chiedevo tanto, ne croci, ne altare
ma nemmeno un mondo in cui non posso respirare..."
E tutti gli risposero: "No, ti prego, non te ne andare!
Senza di te sai non possiamo più abbronzare!
E diventare belli con creme da spalmare
dimenticando tutto in un estate al mare..."
Gli offrirono dei soldi ma non ci fu niente da fare
Il sole fece quattro passi e smise di brillare!
ma l'uomo del miracolo dalla televisione,
entrò in tutte le case stravolto d'emozione
"Ci ho già pensato io" disse
"È una grande occasione, pagate e vi sarà dato...
... un sole di cartone".
BandaBardo'
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Hanno ucciso Alì il chimico il 19 marzo, lo hanno riucciso il 5 aprile e lo hanno arrestato ieri. So' forti gli americani. (jena)
"Il Manifesto" (22/8/03). |
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Un saluto a tutti, sono tornato stasera dalle vacanze.
Ho fatto due settimane in giro dell'Italia... 2200 km di collina, mare, montagna, laghi e fiumi, nonche' citta' bellissime ed una natura (quasi) incontaminata.
Per chi fosse curioso, sono stato principalmente a Saturnia ed a Campotosto. Saturnia e' un paese dell'Etruria, sede delle omonime terme sulfuree (acqua a 37 gradi, in vasche, che non ho capito bene se di origine romana o addirittura naturali): la cosa bella e' che li il bagno e' gratuito nelle terme, la cosa brutta e' che non ci sono docce e quindi puzzi di zolfo per giorni fino a che non te ne vai di li. Pero', essendo il campeggio libero, e le colline toscane maremmane, ne vale sinceramente la pena. Una nota particolare per il paese di Pitigliano, che piu' che un paese e' una rocca medievale costruita su un monte, che ti lascia impressionato per la sua solennita'.
http://customer.visualdelight.it/sa...ne.it/index.htm
Dopo Saturnia ho fatto un giro sull'Argentario, in realta' solo una serata (per bagnarsi una volta in mare e poi farsi una doccia). Un consiglio, per chi fa campeggio libero come me: MAI, ripeto, MAI dormire in cima all'Argentario: i tafazzi hanno delle piste di atterraggio dedicate, con tanto di corsie illuminate notturne. Ho dovuto dormire blindato in macchina.
Poi sono andato a Campotosto, dove c'e' l'omonimo lago, ai piedi del Gran Sasso, in Abruzzo. Il lago e' a 1400 m slm, ma ciononostante ho fatto il bagno lo stesso. La cosa bella e' stata il dormire in mezzo al bosco, la cosa brutta e' che il posto era infestato da cinghiali, lupi, vipere (la prima sera e' stata di panico totale, per uno che vive sempre in citta'), burini romani (teribbile), femmine abruzzesi [all'occhio tiratissime a lucido, tranne quando aprivano bocca ("Ao', che me fai accennere?")]. Sono andato anche ad Amatrice, a mangiarmi la pasta piu' buona del mondo (bucatini all'amatriciana). 
http://abruzzo2000.com/abruzzo/laquila/campotosto.htm
www.amatrice.net
Da Campotosto e' cominciato il lento risalire, prima nelle marche ad Ascoli Piceno, poi al lago di Fiastra: ma gli occhi li ho lasciati ieri sera a Gubbio, che delle citta' che ho visto e' sicuramente la piu' bella di tutte: una citta' interamente in pietra, ferma a cinque secoli fa. Un posto dove viverci, altro che quella merda che e' Milano.
E cosi' eccomi di ritorno nell'afa... 
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Buone vacanze.
Torno fra un paio di settimane... |
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di Cristina Donà
Lo sai cosa penso
e dimmi tu hai
lo stesso pensiero
cosi' forte o non puoi
la luna e' liquida
ed io mi sento
invisibile come sempre
quando e' tardi per dire
che non sopravvivo
invisibile o forse
e' solo una mia immagine
lo sai che mi perdo
nelle luci se
guardi fuori dall'auto
altre luci troppo lontane da me
la luna e' limpida
ed io rimango
invisibile come sempre
quando e' tardi per dire
che non sopravvivo
invisibile o forse
e' solo una mia immagine
rimani ti parlero'
del mio silenzio
lo sai e' cosi' reale
ma io mi sento ancora
invisibile come sempre
quando e' tardi per dire
che non sopravvivo
invisibile o forse
e' solo una mia immagine
invisibile come sempre
quando ti vorrei
con me che non sopravvivo
o forse e' solo una mia
immagine |
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"Dalle finestre di questa casa si vede il nulla. Soprattutto d'inverno: le montagne scompaiono, il cielo e la pianura diventano un tutto indistinto, l'autostrasa non c'è più, non c'è più niente. Nelle mattine d'estate, e nelle sere d'autunno, il nulla invece è una pianura vaporante, con qualche albero qua e là e un'autostrada che affiora dalla nebbia per scavalcare altre due strade, due volte: laggiú, su quei cavalcavia, si muovono piccole automobili, e camion non piú grandi dei modellini esposti nelle vetrine dei negozi di giocattoli. Capita anche di tanto in tanto - diciamo venti, trenta volte in un anno - che il nulla si trasormi in un paesaggio nitidissimo, in una cartolina dai colori scintillanti; ciò si verifica soprattutto in primavera, quando il cielo è blu come l'acqua delle risaie in cui si rispecchia, l'autostrada è cosí vicina che sembra di poterla toccare e le Alpi cariche di neve stanno là, in un certo modo che ti si allarga il cuore solamente a guardarle. Si vede allora un orizzonte molto vasto, di decine e di centinaia di chilometri; con le città e i villaggi e le opere dell'uomo inerpicate sui fianchi delle montagne, e i fiumi che incominciano là dove finiscono le nevi, e le strade, e lo scintillo di impercettibili automobili su quelle strade: un crocevia di vite, di storie, di destini, di sogni: un palcoscenico grande come un'intera regione, sopra cui si rappresentano, da sempre, le vicende e le gesta dei viventi in questa parte di mondo. Un'illusione... "
("La chimera" di Sebastiano Vassalli, prefazione) |
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Prima di tutto un grazie a Ste Ramone... cercavo una poesia di Brecht di tutt'altro argomento, ma ora ho deciso di bloggarmi questa... :
"Generale, il tuo carro armato
è una macchina potente
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare."
Bertolt Brecht |
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Volevate un blog serio?
Mentre trascorro qualche giorno fuori Milano, ho avuto modo ripensare a questo breve scritto di Antonio Gramsci.
"Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
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