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Solo per segnalare che ho trasferito il mio blog, con tanto di majorettes, nani e ballerine all'indirizzo http://blog.entropoli.it
Chi vuole venirmi a fare una visita... è ben accetto |
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Avete presente quando durante il telefilm Scrubs, c'è il momento della riflessione? Quando si riassume la vita, le cose davvero importanti e si scopre che il mondo non è poi così brutto come spesso ci sembra essere?
Ecco, oggi per me è stata una giornata di gioia, non divertimento, attenzione, ma gioia.
Mi sono laureato (101/110), va bene, però, se devo dire la verità non ero troppo legato a questo avvenimento, era, più che altro la gioia di finire un percorso che aveva oramai dato quello che doveva darmi ed aveva perso qualsiasi stimolo nei miei riguardi.
Oggi è stato un giorno speciale perché tante persone mi hanno dimostrato il loro amore, perché mi sono sorpreso a leggere parole di affetto da tantissimi che, oltre a farmi tanto piacere, mi hanno anche, e diciamolo, emozionato.
Mi è capitato di sentire parole d'affetto da parte dei genitori della mia ragazza che hanno riconosciuto davanti a tutti il fatto che sono come un figlio per loro, ho ricevuto gli auguri telefonici da un'amica esuberante e divertente come solo nei miei pensieri più positivi di anni fa mi succedeva di ricordarla, ho letto parole di affetto da un compagno di università che mi hanno gratificato e riempito di esuberanza.
E poi ancora, ricordo con affetto una persona molto speciale che mi ha detto che mi considera come un fratello per lui... una persona che ho sempre desiderato me lo dicesse e che oggi l'ha fatto... per la mia più grande gioia.
Oggi ho visto mio padre piangere, convinto di non essere visto da nessuno, leggendo gli auguri che tutti mi hanno fatto per la mia laurea.
Insomma, se negli ultimi giorni il pessimismo aleggiava negativamente su di me, oggi mi sembra che qualcosa nel cielo si sia rischiarato, mi sembra di vedere delle prospettive nuove che mi devono far vivere meglio.
Persino scordandomi il mio computer portatile all'università ho avuto la gioia, subito dopo la paura e lo sconforto di scoprire che qualche anima onesta l'aveva consegnato in segreteria, senza approfittarsene e non turbando irrimediabilmente la mia giornata di festeggiamenti.
Concludo con il mio amore che, in carta trasparente da lettere, ha versato in quel recipiente pieno di buchi che sono io la felicità di cui lei è fonte inesauribile ed il suo entusiasmo, per l'ennesimo giorno... con la pazienza che solo l'amore può dettare.
Che dire? Siamo uno la vita dell'altra ed è bello così, nella semplicità della perfezione di questo miracolo che stiamo vivendo.
Non rimane che ammettere quanto la gioia sia giustificata: le persone che mi vogliono bene mi hanno dimostrato con le loro parole che esistere non è sinonimo di vivere e che vivere vuol dire farlo vicino a coloro che ci tengono a noi, |
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E se sto così... sarà la primavera, sarà la primavera.
Ma non regge più la scusa... no!
Solo che pensavo quanto è inutile farneticare, credere di stare bene quando è inverno e te, togli le tue mani calde, non mi abbracci e mi ripeti che son grande, mi ricordi che rivivo in tante cose : case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale che, anche se non valgo niente per lo meno a te ti permetto di sognare e, se hai voglia, di lasciarti camminare, scusa sai non ti vorrei mai disturbare ma vuoi dirmi come questo può finire? |
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So bene di essere fuori stagione, ma da qualche settimana a questa parte mi sono trovato invischiato in un completo senso di letargia.
Non è solo e semplicemente sonno, è qualcosa di strano e straordinario che mi porta a mangiare di più del solito, tendere a raggomitolarmi il più possibile per stare al caldo (nei giorni freddi trascorsi) e che mi impedisce di alzarmi dal letto ad un orario consono.
Ho la fortuna che a lavoro non devo recarmi troppo presto, però, questo letargo mascherato da sonno mi preoccupa... che stia diventando un orso? |
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Ma poi si scriverà così?
Mercoledì sera sushi con i colleghi... io che sono esperto dei ristoranti etnici quanto Windows è un sistema ottimizzato e sicuro... non avevo mai mangiato pesce crudo ed ero psicologicamente impegnato e concentrato per riuscire ad ingurgitare del pesce che immaginavo duro con indifferenza... davanti agli occhi ipercritici del mio capufficio espressamente filogiapponese... invece non è così, anzi, il sushi prima di tutto non è semplicemente pesce crudo, sono involtini di pesce con riso non propriamente scotto ma cmq abbastanza compatto per riuscire a rimanere denso e tenere insieme tutta la creazione architettonica e dare un gusto completo.
Il pesce crudo vero e proprio si chiama sashimi, è morbido, incredibilmente morbido rispetto a quanto pensassi ed anche saporito e simpatico da pizzicare con le bacchette.
Io, che non sono mai neppure entrato ad un ristorante cinese, le bacchette non le avevo mai impugnate, dopo qualche difficoltà, grazie alla fame mostruosa che ho in questi ultimi giorni, il mio cervello si è abituato alla svelta al nuovo strumento e le polpettine di pesce hanno iniziato a sparire nella mia bocca a velocità doppia rispetto a quelli della mia collega che aveva evidenti difficoltà con le stanghette di legno.
Infatti, eravamo "costretti ad usare le bacchette" dal veto del nostro capufficio (vero cultore del giapponese) per non violentare il gusto leggero del sushi con il metallo delle posate.
Cmq la serata è andata bene, non posso lamentarmi, come la volta scorsa abbiamo riso tanto ed io ho anche approfittato per fare alcune foto tutti insieme che sono venute un pò buie e con dei colori inventati, ma non posso lamentarmi... il ricordo mi rimarrà...
Ora non ci rimane che impegnarci nel lavoro, sono convinto che manterremo le scadenze, nonostante le evidenti difficoltà ed i sacrifici che tutti dovremo fare.
sperem 
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Sono passati 2 mesi dall'ultimo diario.
E pensare che mi ero ripromesso di campionare il mio 2004 ogni santo giorno per vedere cosa sarebbe saltato fuori dal racconto della mia vita giorno per giorno... ma non sono mai stato capace di fare la stessa cosa con metodicità per più di 15 giorni ed anche in questo caso, non c'è stato nulla da fare.
Però posso recuperare con un mega riassunto...
Vediamo cosa posso raccontare di questi 2 mesi di silenzio... inizierei con il trasloco.
Io ed i miei abbiamo cambiato casa. Per la prima volta nella mia vita ho provato l'ebbrezza di un trasloco e di un cambiamento di abitudini basilari... sono ancora confuso.
Per abitudini basilari intendo, le chiavi della porta, la parte del letto dove scendere, il posto dove c'è la scarpiera, l'abitudine di poggiare le cose in un determinato punto quando si entra in casa e tutte quelle cose che le persone sbadate come me fanno senza pensare.
Bene, da due mesi a questa parte vago per la casa con le scarpe in mano alla ricerca della scarpiera, durante la notte mi giro nel letto e tiro testate assurde al mobile (che si trova dalla parte opposta del letto rispetto a prima) e mi trovo con le chiavi nello sterno nel bel mezzo della notte.
Per il resto il trasloco è arrivato insieme all'impegno crescente nel lavoro... oramai potrei addirittura lavorare 8 ore al giorno se volessi... ma l'università ancora non me lo permette... manca poco e Filosofia del Linguaggio è odiosa, anzi, la prof mi fa crescere un odio da cane...
Sul versante conoscenze alcuni amici li ho persi, anche se è stato solo un'acutizzarsi di una malattia di lunga data, altri li ho ritrovati, altri ancora li ho rivalutati, li ho riscoperti. Nuove amicizie non direi, anche se poi i conoscenti a volte te li trovi amici all'improvviso... e non te lo aspettavi neppure.
Tornando all'università, ho messo alcuni esami dietro alle spalle, pochi a confronto di quello che avevo stimato, ma è così difficile far previsioni a lungo termine in un posto pazzo come l'università dove le regole non esistono... ma solo le eccezioni.
Al lavoro cerco di farmi spazio, per ora sono soddisfatto ma non ho ancora ottenuto nulla, ogni tanto mi faccio delle illusioni, mi disegno dei mondi nella mente e poi sono sempre costretto a tornare con i piedi per terra dai capi che forse non sono affetti a sufficienza dalla sindrome di Peter Pan e non sono quasi più capaci di sognare e scommettere su di me e lo scommettono più felicemente con gli altri.
Vediamo, cosa altro è successo...
- Una brutta influenza senza febbre che mi ha distrutto e snervato
- un racconto scritto per un concorso di cui non si sa più nulla
- un amore trascendentale per la famiglia Malussene e quel genio di Pennac...
- e il mio punto fermo... come direbbe Benjamine Malussene "il rifugio fra le tette" di Elisa.
C'è stato l'inizio della primavera, la staticità della mia persona SEMPRE a casa che si è permessa solamente un weekend fuori da non so quanti secoli... c'è stato il mio primo acquisto personale, superiore ai 1000€: il portatile.
C'è la barba... perchè è importante ricordare la scelta di far crescere la barba che in questo momento mi contorna bellamente l'ovale... è così scricchiolante e viva che passo metà giornata a tirarla e la restante metà a carezzarla.
Questi due mesi sono stati un tuffo nel futuro con i suoi problemi e le sue aspettative... la speranza della carriera, delle soddisfazioni sul lavoro, l'amore per la mia tribù.
Finalmente, anche io posso dire di avere una tribù... questa famiglia allargata alla quale dedico la mia esistenza che inizia con i genitori lavoratori-corridori, passa dalla nonna sbadata, dai genitori della ragazza che mi coccolano, dal cognato fumettista, l'amico musicista e l'amica creatrice e finiscono con io ed il mio amore che laviamo i piatti ... lei che fa le bolle ed io che sciacquo ...
Vorrei parlare anche della volontà di ampliare questa tribù e vivere felice solo per divertirmi con questa, intervallando la crescita ed il poter tornare indietro ma non è l'argomento di oggi...
Ma cos'è quest'ultima parte... sono passato alla filosofia?
Ed il racconto di questi 2 mesi, dove è finito?
Beh, di questi due mesi potrei raccontare la lucidità troppo radicata, la necessità di scappare ogni tanto...
Potrei raccontare quanto è forte la voglia di sognare, potrei raccontare che prima o poi ricomincerò a farlo: promesso!
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