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trad.
Domanda: Spesso i politici/le politiche sfruttano queste sensazioni del "noi apparteniamo all'Austria" per essere eletti, perché sanno che esiste un'area destrorsa che per questo li voterebbe.
Durnwalder: Un sano patriottismo, il legame con la "Heimat" ed un certo riconoscimento alla Storia non si possono svilire con un semplice "-ismo"[riferimento a nazionalismo, citato prima nell'intervista, ndt]. Se qualcuno dice di appartenere ad una minoranza austriaca o si sente parte della Nazione austriaca e non di quella italiana, non vedo perché scandalizzarsi. Solo, dovrebbe mentenere determinati confini e non sfruttare la cosa, per generare silenziosamente altre cose, che potrebbero poi portare cattivi frutti.
I sudtirolesi sono persone legate alla patria, si sentono di appartenere al Tirolo. Siamo tutti realisti, dal momento che riconosciamo di essere cittadini italiani. Ma: la nostra Nazione non è l'Italia. Abbiamo il passaporto italiano ma non significa che ci sentiamo parte della cultura italiana. Questo ad una minoranza dovrebbe pur essere concesso. Deve esserci concesso di poter coltivare un sano patriottismo. Cosa che una minoranza dovrebbe essere tenuta a fare più di una maggioranza di uno Stato. Un milanese non deve ripetersi: io sono italiano, mi riconosco nella Nazione Italia. Noi invece dobbiamo dircelo, per sopravvivere come minoranza linguistica. La cosa viene spesso misinterpretata. Conosco molti politici che hanno molto rispetto per noi sudtirolesi. |
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